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Al Meeting una mostra sul restauro della Basilica della Natività

Rai Tv
La Basilica della Natività a Betlemme
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Il Meeting di Rimini propone un’altra interessante mostra sul restauro, in corso da tre anni, della Basilica della Natività a Betlemme. Un restauro che vede la partecipazione delle tre confessioni cristiane che gestiscono il luogo di culto: cattolici, greco-ortodossi e armeni apostolici. Radio Vaticana ha sentito il coordinatore dei lavori, Giammarco Piacenti. «Le condizioni della Basilica erano talmente difficili – dice ai microfoni dell’emittente vaticana – che le tre confessioni che sono lì avevano veramente voglia di metterla a posto e di fermare questo terribile degrado».

Soffermandosi sugli interventi effettuati, Piacenti osserva: «Intanto, abbiamo eliminato la pioggia che si infiltrava dal tetto: era un disastro vero. Quando si verificavano le “bombe d’acqua”, la chiesa si riempiva d’acqua e la portavano fuori con le pompe. Poi sono stati restaurati gli intonaci parietali, i mosaici parietali del periodo crociato, che sono, tra l’altro, veramente meravigliosi; abbiamo finito adesso il nartece e abbiamo iniziato il lavoro delle colonne, per le quali l’Autorità nazionale palestinese ha lanciato una campagna di raccolta fondi che si intitola: “Adotta una colonna”».

Un lavoro, quello del restauro, che mette insieme anche persone di diverse fedi e di diverse realtà…«Ci sono tanti ragazzi – nota il coordinatore dei lavori – che lavorano, da parte palestinese, che sono nel nostro gruppo, sono di religione musulmana; comunque, la Basilica di Betlemme ha sempre ricevuto grande rispetto da parte della religione musulmana: è storico, questo; è sempre stata preservata, non è mai stata distrutta da loro né da tutte le invasioni che ha subito».

I pellegrinaggi sono comunque aperti, nonostante i lavori all’interno della Basilica…«E’ stata – conferma Piacenti -una delle cose che noi abbiamo cercato di portare avanti fin dall’inizio: abbiamo lavorato la notte pur di non chiudere la chiesa nemmeno un giorno».

I lavori, che dovrebbero terminare in meno di tre anni, che cosa hanno portato in più alla conoscenza storica? «Essi sono stati l’occasione per uno studio molto più approfondito sulla chiesa dal punto di vista storico, archivistico, archeologico e sono venute fuori tante novità importanti. Una di queste è il settimo angelo, che è la più evidente; ma ci sono tanti piccoli particolari storico-artistico che sono interessantissimi».

Ci sono pericoli per i pellegrini in Terra Santa, oggi? Nessun dubbio per Piacenti: «Non c’è nessun pericolo per i pellegrini in Terra Santa. Noi siamo giù da tre anni: non è mai stato toccato uno straniero. I pellegrini possono visitare tutta la Terra Santa senza nessun tipo di problema».

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