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Ci voleva un musulmano a smascherare la Cirinnà

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Dopo le unioni gay, perché non dovrebbe essere un diritto anche la poligamia?

Prime coppie omosex unite civilmente all’ombra della Madonnina a Milano. Hamza Piccardo, ex dirigente dell’Unione delle comunità islamiche (Ucoii), sulla sua pagina Facebook così commenta il rito presieduto del neo sindaco Beppe Sala: «Se è solo una questione di diritti civili, ebbene la poligamia è un diritto civile. Lo Stato regolamenti le nozze plurime. Non si può vietare di avere più mogli» (non è la prima volta che dall’Islam provengono idee simili: clicca qui)

Ovviamente gli anticorpi del politicamente corretto si sono subitoattivati ed eccitati. Il primo a prendere la parola è stato proprio Sala: «Personalmente condivido molto poco del suo pensiero, certamente non le recenti dichiarazioni sulla poligamia». A ruota il vicesindaco Anna Scavuzzo: «Forse Piccardo non conosce la Costituzione». Analoga reazione per l’assessore al welfare Pierfrancesco Majorino: «È una ridicola provocazione. Per fortuna è incompatibile con le leggi vigenti. La posizione di Hamza Piccardo è folle. Promuovere la poligamia significa proporre un terribile passo indietro sul piano dei diritti delle donne e sull’idea stessa di relazione tra i generi. Per fortuna non è minimamente all’ordine del giorno».

Stessa musica per il vicesegretario del Pd  nonché presidente del Friuli Venezia Giulia DeboraSerracchiani: «secoli di lotte per l’emancipazione della donna non possono essere certo messi da parte. Apertura e tolleranza sono il segno caratterizzante della nostra cultura, ma non possono spingersi fino a rinnegare se stesse. I diritti civili con la poligamia non c’entrano». E per chiudere, Maria Stella Gelmini, vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera: «La tolleranza non può ignorare le nostre radici».

Alla sera Piccardo precisa, ma non arretra: «I musulmani non sono d’accordo neppure sulle unioniomosessuali e tuttavia non possono che accettare un ordinamento che le ha consentite. Nessuno vuole dettare legge. Non si capisce perché una relazione tra adulti edotti e consenzienti possa essere vietata, di più, stigmatizzata e aborrita. Rispetto la laicità dello Stato che per me vuole dire equivicinanza».

A chi dare ragione in questa polemica? Ahinoi a Piccardo. Infatti, varata la legge sulle unioni civilitutte le riserve espresse da questi politici e da altri opinionisti sono destinate a cadere. Accettate le premesse non si può che accettare anche le conclusioni. In primo luogo le unioni civili si basano sulla libertà di due persone dello stesso sesso di rendere legittimo il loro legame anche di fronte alla legge. Perché vietarlo anche a tre o quattro persone che si vogliono unire reciprocamente? Se i primi devono essere liberi di vedersi riconosciuti questo diritto perché non predicare uguale diritto anche per coloro i quali vogliono costituire un legame poligamico? Non concederlo sarebbe discriminatorio: «è una questione di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Comunque i diritti sono tutti sullo stesso piano», ammonisce l’ex dirigente Ucoii. Tanto più che, come la comunità gay, anche i musulmani sono una minoranza da tutelare. Lo rammenta ancora una volta Piccardo: «I soggetti interessati [dalle unioni civili] sono comunque una minoranza, come lo sarebbero i poligami».

Se le unioni civili omosessuali trovano il loro fondamento nell’ “affetto”, perché vietare che questostesso affetto sia solo bipolare e non tri- tetrapolare?

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