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Ecco come comportarsi se il tuo parroco commette degli abusi liturgici

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Il Codice di Diritto Canonico afferma (can. 212, § 2) che “i fedeli hanno il diritto di manifestare ai Pastori della Chiesa le proprie necessità, soprattutto spirituali, e i propri desideri”.

“In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l’integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l’utilità comune e la dignità della persona”.

È importante parlare con la persona ed esporre l’errore. Se è necessario riprendere bisogna farlo con amore, ma non evitare di farlo, perché l’omissione provocherebbe un male maggiore.

Se si tratta di errori che si verificano durante la celebrazione, il compito è ancor più grave: “In modo assolutamente particolare tutti, secondo le possibilità, facciano sì che il Santissimo Sacramento dell’Eucaristia sia custodito da ogni forma di irriverenza e aberrazione e tutti gli abusi vengano completamente corretti. Questo è compito della massima importanza per tutti e per ciascuno, e tutti sono tenuti a compiere tale opera, senza alcun favoritismo” (Redemptionis Sacramentum, nº 183).

Se la persona non ascolta, bisogna esporre la propria preoccupazione al vescovo o perfino alla Santa Sede, perché siano prese le misure necessarie.

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