Aleteia
lunedì 26 Ottobre |
Santi Luciano e Marciano
Chiesa

Papa Francesco: rifuggire la comodità e i piedistalli traballanti dei poteri

© Marcin Mazur/catholicnews.org.uk

Iacopo Scaramuzzi - Vatican Insider - pubblicato il 30/07/16

A Cracovia il Pontefice celebra la Messa con sacerdoti, religiosi, consacrati e seminaristi polacchi nel santuario di San Giovanni Paolo II. E scandisce: evitare ogni doppiezza, curare i bisognosi, vicini o lontani, ammalati e migranti

Chi ha scelto di conformare tutta l’esistenza a Gesù «fugge le situazioni appaganti che lo metterebbero al centro, non si erge sui traballanti piedistalli dei poteri del mondo e non si adagia nelle comodità che infiacchiscono l’evangelizzazione; non spreca tempo a progettare un futuro sicuro e ben retribuito, per non rischiare di diventare isolato e cupo, rinchiuso nelle pareti anguste di un egoismo senza speranza e senza gioia». Nella messa con sacerdoti, religiosi, consacrati e seminaristi polacchi, nel santuario di San Giovanni Paolo II a Cracovia, il Papa sprona la Chiesa polacca a non «rimanere un po’ rinchiusi, per timore o per comodità», nei propri ambiti; ad attuare «un discernimento vigile e costante, sapendo che il cuore va educato ogni giorno, a partire dagli affetti, per fuggire ogni doppiezza negli atteggiamenti e nella vita»; e a prendersi misericordiosamente cura dei fratelli e delle sorelle che sono nel bisogno, «dei vicini come dei lontani, dell’ammalato come del migrante».

A partire dal Vangelo odierno su San Tommaso, il Papa ha scandito la sua omelia in base a tre parole-chiave. Il luogo chiuso dove si trovavano i discepoli la sera di Pasqua, innanzitutto. Per contrasto, «Gesù manda. Lui desidera, fin dall’inizio, che la Chiesa sia in uscita, vada nel mondo»: «Questa chiamata è anche per noi. Come non sentirvi l’eco del grande invito di san Giovanni Paolo II: “Aprite le porte!”? Tuttavia, nella nostra vita di sacerdoti e consacrati può esserci spesso la tentazione di rimanere un po’ rinchiusi, per timore o per comodità, in noi stessi e nei nostri ambiti. La direzione che Gesù indica è però a senso unico: uscire da noi stessi. E’ un viaggio senza biglietto di ritorno». Gesù «non ama le strade percorse a metà, le porte lasciate socchiuse, le vite a doppio binario». Per questo, «la vita dei suoi discepoli più intimi, quali siamo chiamati ad essere, è fatta di amore concreto, cioè di servizio e disponibilità; è una vita dove non esistono spazi chiusi e proprietà private per i propri comodi. Chi ha scelto di conformare tutta l’esistenza a Gesù non sceglie più i propri luoghi, ma va là dove è mandato; pronto a rispondere a chi lo chiama, non sceglie più nemmeno i propri tempi. La casa dove abita non gli appartiene, perché la Chiesa e il mondo sono i luoghi aperti della sua missione. Il suo tesoro è porre il Signore in mezzo alla vita, senza ricercare altro per sé. Fugge così le situazioni appaganti che lo metterebbero al centro, non si erge sui traballanti piedistalli dei poteri del mondo e non si adagia nelle comodità che infiacchiscono l’evangelizzazione; non spreca tempo a progettare un futuro sicuro e ben retribuito, per non rischiare di diventare isolato e cupo, rinchiuso nelle pareti anguste di un egoismo senza speranza e senza gioia».

La seconda figura-chiave evidenziata dal Papa è san Tommaso, che «nella sua ansia di voler capire», «un po’ ci assomiglia e ci risulta anche simpatico», e alla fine «ci fa un grande regalo: ci porta più vicino a Dio, perché Dio non si nasconde a chi lo cerca». In questo senso, “il discepolo non esita a porsi domande, ha il coraggio di abitare il dubbio e di portarlo al Signore, ai formatori e ai superiori, senza calcoli e reticenze. Il discepolo fedele attua un discernimento vigile e costante, sapendo che il cuore va educato ogni giorno, a partire dagli affetti, per fuggire ogni doppiezza negli atteggiamenti e nella vita».

Infine, il libro del Vangelo: «Si potrebbe dire che il Vangelo, libro vivente della misericordia di Dio, che va letto e riletto continuamente, ha ancora delle pagine bianche in fondo: rimane un libro aperto, che siamo chiamati a scrivere con lo stesso stile, compiendo cioè opere di misericordia», ha detto Francesco. «Vi domando: le pagine del libro di ciascuno di voi, come sono? Sono scritte ogni giorno? Sono scritte un po’ sì e un po’ no? Sono in bianco?», ha domandato Francesco, pregando che «la nostra Madre di misericordia ci insegni a prenderci cura concretamente delle piaghe di Gesù nei nostri fratelli e sorelle che sono nel bisogno, dei vicini come dei lontani, dell’ammalato come del migrante, perché servendo chi soffre si onora la carne di Cristo».

Questa mattina il Papa è giunto alle 8.15 al santuario della Divina misericordia, a Lagiewniki, costruito all’epoca di Giovanni Paolo II attorno al convento di suor Faustina Kowalska, mistica della «divina misericordia» molto cara a Karol Wojtyla, che la beatificò e canonizzò. Sui terreni del santuario si trovavano gli stabilimenti di soda Solvay dove lavorò il giovane Karol Wojtyla durante la seconda guerra mondiale. Francesco ha visitato il convento, accolto dalle suore di Nostra Signora della misericordia e dalle ragazze che assistono, fermandosi in preghiera nella cappella di santa Faustina. «Misericordia chiero y no sacrificios», misericordia io voglio e non sacrifici, le parole scritte dal Papa sul libro d’onore.

Francesco si è poi recato al santuario, fermandosi a salutare in spagnolo un gruppo di ragazzi che lo attendevano sul «prato delle confessioni»: «Il Signore oggi vuole farci sentire più profondamente la sua misericordia. Non ci allontaniamo mai da Gesù. Nonostante pensiamo che per i nostri peccati o per le nostre mancanze siamo il peggio, lui si preferisce così e ci inonda con la sua misericordia».

Nel santuario, dove è entrato attraverso la porta della divina misericordia, il Papa ha poi confessato cinque giovani della Giornata mondiale della gioventù (Gmg) prima di celebrare messa.

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
gmg cracovia 2016papa francesco
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Camille Dalmas
Il montaggio dietro alla discussa frase del p...
Gelsomino Del Guercio
Scomunicato Vlasic, ex padre spirituale dei v...
fedez don alberto ravagnani
Gelsomino Del Guercio
Fedez e don Alberto Ravagnani: confronto su s...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
Padre Fortea exorcista
Francisco Vêneto
Il demonio e le chiese date alle fiamme: per ...
EVGENY AFINEEVSKY
Camille Dalmas
Come Afineevsky ha recuperato l‘estratto sull...
CARLO ACUTIS, CIAŁO
Gelsomino Del Guercio
Preghiera a Carlo Acutis con richiesta di una...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni