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Francesco ad Auschwitz resterà in silenzio e incontrerà i sopravvissuti

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Papa Francesco resterà in silenzio, anziché pronunciare dei discorsi, nel corso della sua visita al campo di concentramento nazista di Auschwitz, il prossimo venerdì 29 luglio, incontrerà dieci sopravvissuti alla Shoah e 25 «Giusti delle nazioni»: lo ha preannunciato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, nel corso di un briefing sul viaggio del Papa in Polonia (27-31 luglio) in occasione della Giornata mondiale della gioventù di Cracovia. Alla veglia di preghiera, sabato sera, anche un giovane siriano di Aleppo darà la sua testimonianza davanti al Pontefice. Nonostante i recenti episodi di terrorismo in Europa, nessuna preoccupazione particolare del Vaticano per la sicurezza del viaggio. 

Padre Lombardi, accolto da un applauso dei giornalisti per il suo ultimo briefing da direttore della sala stampa della Santa Sede, ha illustrato il programma del 15esimo viaggio di Papa Francesco che, nella patria di Giovanni Paolo II, toccherà Cracovia, Auschwitz e il santuario mariano di Czestochowa. Jorge Mario Bergoglio, che visita la Polonia per la prima volta in vita sua, parlerà in italiano, polacco e forse spagnolo. Il viaggio, il cui motto è «Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia», rappresenta il Giubileo dei giovani nel quadro dell’anno santo della misericordia. 

Il Papa parte alle 14 di mercoledì 27 luglio e viene accolto dal presidente Andrej Duda e dall’arcivescovo di Cracovia Stanislaw Dziwisz, segretario particolare di Karol Wojtyla, alle 16. Seguono la cerimonia di accoglienza un discorso a autorità, società civile e corpo diplomatico, nel palazzo del Wawel, l’incontro privato col presidente e, alle 18.30 nella vicina cattedrale, un incontro a porte chiuse con i vescovi. Il Papa, ha spiegato Lombardi, «desidera fare questo incontro in forma dialogante e riservata». 

Giovedì 28 il Papa si reca in elicottero a Czestochowa, dopo aver salutato le suore della Presentazione di Cracovia, «che tengono il magazzino privato del Papa qui a Roma, servizio che fanno in Vaticano da quando c’era Giovanni Paolo II», dove alle 10,30 celebra messa, con diverse centinaia di migliaia di persone, nel 1050esimo anniversario del Battesimo della Polonia. In pomeriggio il rientro a Cracovia, dove Francesco presiede il primo appuntamento della Gmg, nel parco Jordan a Blonia, giungendovi «in tram ecologico con il sindaco e un gruppo di giovani portatori di handicap». Possibile la presenza di 600mila persone. 

La mattina di venerdì è dedicata alla visita del lager di Auschwitz e Birkenau: Papa Francesco, ha sottolineato Lombardi, non pronuncerà discorsi, rimarrà in silenzio e pregherà in privato da solo nella cella di san Massimiliano Kolbe. Arriverà ad Auschwitz alle 8.45, e «non dice parole, fa silenzio di dolore e di compassione», ha detto il gesuita, ricordando quanto preannunciato dallo stesso Papa sul volo di ritorno dall’ultimo viaggio, in Armenia: «Io vorrei andare in quel posto di orrore senza discorsi, senza gente, soltanto i pochi necessari… Ma i giornalisti è sicuro che ci saranno! Ma senza salutare questo, questo… No, no. Da solo, entrare, pregare… E che il Signore mi dia la grazia di piangere». Ad Auschwitz il Papa incontrerà dieci superstiti del campo di concentramento che gli consegneranno una candela che egli accenderà. Poi nel blocco attiguo, dove venne ucciso san Massimiliano Kolbe, il Papa farà una visita in silenzio da solo nella sua cella. «Il 29 luglio, giorno della visita – ha sottolineato Lombardi – esattamente 75 anni prima, era stata pronunciata la sua condanna a morte». All’uscita firma il libro di onore, «probabilmente saranno le uniche parole che avremo del Papa a Auschwitz», ha chiosato il portavoce.  

Alle 10.30, Francesco si trasferisce nel vicino campo di Birkenau, a tre chilometri di distanza, dove visita un monumento di vittime delle nazioni, alla presenza di un migliaio di ospiti, passa davanti alle targhe commemorative nelle diverse lingue, depone una candela accesa, «e incontra 25 giusti delle nazioni». Qui un rabbino canterà in ebraico il salmo 130, il «de profundis», che verrà poi letto in polacco da un parroco di un paese dove viveva una famiglia cattolica «che fu sterminata, tutti compresi i bambini, per aver ospitato ebrei, e per i quali è stata avviata una causa di beatificazione». La visita al lager durerà circa due ore. Nel pomeriggio il Papa visita l’Ospedale Pediatrico Universitario (UCH) a Prokocim e presiede la via crucis con i giovani nel parco di Blonia.  

Sabato Francesco visita il santuario della Divina Misericordia a Cracovia, fatto costruire dal card. Dziwisz nel luogo in cui Karol Wojtyla faceva l’operaio della Solvay e dedicato a santa Faustina Kowaslka, e lì confessa alcuni giovani e alle 10.30 dice messa per sacerdoti, religiose, religiosi, consacrati e seminaristi. Pranza con 12 giovani in Arcivescovado, due per ogni continente e due polacchi. La sera, alle 19, arriva al Campus Misericordiae, attraversa la Porta Santa con alcuni giovani, e alle 19.30 presiede una veglia di preghiera con, secondo le stime della conferenza episcopale polacca, da un milione e mezzo a un milione e 800mila giovani. Ci saranno le testimonianze di tre giovani: una giovane polacca, un ragazzo paraguaiano e un giovane siriano di Aleppo. La questione dei profughi, ha detto nel corso del briefing don Pawel Rytel-Andrianik, portavoce dei vescovi polacchi, in risposta alla domanda di un giornalista sull’atteggiamento dell’attuale governo polacco su profughi e migranti, è specifica per il paese: i rifugiati non vengono solo dal Medio Oriente ma anche «da Kazakhstan, Ucraina, Donbass» e «tante persone sono state ricevute», inoltre, «grazie alla generosità dei fedeli polacchi», molti fondi sono stati destinati ai cristiani del Medio Oriente. 

Domenica 31 luglio, ultimo giorno del viaggio, il Papa benedice due case costruire dalla Caritas polacca per i poveri e per gli anziani in difficoltà, e poi alle 10 celebra la messa conclusiva della Gmg nel Campus Misericordiae. Qui annuncia il luogo della prossima Gmg. Alle 17 l’incontro con i volontari della GMG e con il Comitato Organizzatore e benefattori alla Tauron Arena, alle 18.15 cerimonia di congedo, alle 18.30 partenza per Roma, dove l’aereo del Papa – dopo una conferenza stampa in volo prevedibilmente non lunga, secondo Lombardi – l’arrivo alle 20.25. Le sere a Cracovia è previsto che il Papa si affacci dall’arcivescovado per salutare giovani e altri fedeli. «Non ci sono preoccupazioni particolari nella Polonia per quanto riguarda la sicurezza», ha detto Lombardi, in Polonia «hanno avuto recentemente vertice Nato che si svolto in modo assolutamente tranquillo» e «non risulta che si siano ritirati dei gruppi negli ultimi giorni per le preoccupazioni». Il clima, ha detto, «è di grande normalità e tranquillità».  

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