Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
venerdì 16 Aprile |
Santa Bernadette Soubirous
home iconAmoris Laetitia
line break icon

Buttiglione critica i «sapienti» che non capiscono Amoris laetitia

Andrea Tornielli - Aleteia - pubblicato il 19/07/16

«San Pio X ci dice però anche altro. Per un peccato mortale – annota il professore – altre due condizioni sono necessarie, oltre la materia grave. È necessario che vi sia piena avvertenza della malvagità dell’atto che si commette. Piena avvertenza significa che il soggetto dev’essere convinto in coscienza della malvagità dell’atto. Se è convinto in coscienza che l’atto non è (gravemente) malvagio l’azione sarà materialmente cattiva ma non potrà essere imputata come un peccato mortale. Inoltre il soggetto deve dare all’azione malvagia il suo deliberato consenso. Questo significa che il peccatore è libero di agire o non agire: è libero di agire in un modo oppure in un altro e non si trova in una condizione di soggezione o di timore che lo obbliga a fare qualcosa che preferirebbe non fare».

«Possiamo immaginare circostanze nelle quali una persona divorziata risposata può trovarsi a vivere una situazione di colpa grave senza piena avvertenza e senza deliberato consenso? È stata battezzata ma mai veramente evangelizzata, ha contratto il matrimonio in modo superficiale, poi è stata abbandonata. Si è unita con una persona che l’ha aiutata in momenti difficili, l’ha amata sinceramente, è diventata un buon padre o una buona madre per i figli avuti dal primo matrimonio».

«Potrebbe proporle di vivere insieme come fratello e sorella – scrive ancora Buttiglione – ma che fare se l’altro non accetta? A un certo punto della sua vita tormentata questa persona incontra il fascino della fede, riceve per la prima volta una vera evangelizzazione. Forse il primo matrimonio non è veramente valido, ma non c’è la possibilità di adire un tribunale ecclesiastico o di fornire le prove della invalidità. Non proseguiamo oltre con gli esempi perché non vogliamo entrare in una casistica infinita».

«Cosa ci dice in casi del genere Amoris laetitia? Forse sarà bene cominciare con quello che l’esortazione apostolica non dice. Non dice che i divorziati risposati possono tranquillamente ricevere la comunione. Il Papa invita i divorziati risposati a iniziare (o proseguire) un cammino di conversione. Li invita a interrogare la loro coscienza e a farsi aiutare da un direttore spirituale. Li invita ad andare al confessionale a esporre la loro situazione. Invita i penitenti e i confessori a iniziare un percorso di discernimento spirituale. L’esortazione apostolica non dice a che punto di questo percorso essi potranno ricevere l’assoluzione e accostarsi alla eucaristia. Non lo dice perché troppo grande è la varietà delle situazioni e delle circostanze umane».

Il cammino che il Papa propone ai divorziati risposati, osserva dunque Buttiglione «è esattamente lo stesso che la Chiesa propone a tutti i peccatori: va a confessarti e il tuo confessore, valutate tutte le circostanze, deciderà se darti l’assoluzione e ammetterti all’eucaristia oppure no. Che il penitente viva in una situazione oggettiva di peccato grave è, salvo il caso limite di un matrimonio invalido, sicuro. Che porti la piena responsabilità soggettiva della colpa è invece da vedere. Per questo va a confessarsi».

Alcuni sostengono che dicendo queste cose, ricorda Buttiglione, «il Papa contraddice la grande battaglia di Giovanni Paolo II contro il soggettivismo nell’etica. A questa battaglia è dedicata l’enciclica Veritatis splendor. Il soggettivismo nell’etica dice che la bontà o la malvagità delle azioni umane dipende dall’intenzione di chi le compie. L’unica cosa di per sé buona al mondo è, per il soggettivismo nell’etica, una buona volontà. Per giudicare l’azione dobbiamo dunque considerare le conseguenze volute da chi la compie. Ogni azione può essere buona o cattiva, secondo questa etica, a seconda delle circostanze che l’accompagnano. Papa Francesco, in perfetta sintonia con il suo grande predecessore, ci dice invece che alcune azioni sono di per se stesse cattive (per esempio, l’adulterio) indipendentemente dalle circostanze che le accompagnano e anche dalle intenzioni di chi le compie».

«San Giovanni Paolo II – afferma il filosofo nel suo intervento sull’Osservatore Romano – non ha mai dubitato, però, che le circostanze influissero sulla valutazione morale di chi compie un’azione, rendendolo più o meno colpevole dell’atto oggettivamente cattivo che commetteva. Nessuna circostanza può rendere buono un atto intrinsecamente cattivo ma le circostanze possono aumentare o diminuire la responsabilità morale di chi lo compie. Di questo appunto ci parla Papa Francesco in Amoris laetitia. Non c’è dunque in Amoris laetitia nessuna etica delle circostanze, ma il classico equilibrio tomista che distingue il giudizio sul fatto dal giudizio su chi lo compie in cui vanno valutate le circostanze attenuanti o esimenti».

«Altri critici – scrive ancora Buttiglione – oppongono direttamente Familiaris consortio (n. 84) ad Amoris laetitia (n. 305, con la famigerata nota 351). San Giovanni Paolo II dice che i divorziati risposati non possono ricevere l’eucaristia e invece Papa Francesco dice che in alcuni casi possono. Se non è una contraddizione questa! Proviamo però a leggere il testo più in profondità. Una volta i divorziati risposati erano scomunicati ed esclusi dalla vita della Chiesa. Con il nuovo Codex iuris canonici e con Familiaris consortio la scomunica viene tolta ed essi vengono incoraggiati a partecipare alla vita della Chiesa e a educare cristianamente i loro figli. Era una decisione straordinariamente coraggiosa che rompeva con una tradizione secolare. Familiaris consortio ci dice però che i divorziati risposati non potranno ricevere i sacramenti. Il motivo è che vivono in una condizione pubblica di peccato e che bisogna evitare di dare scandalo. Questi motivi sono così forti che sembra essere inutile una verifica delle eventuali circostanze attenuanti».

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
amoris laetitia
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
Don Davide conduce la nuova edizione de "I Viaggi del cuore"
Gelsomino Del Guercio
Don Davide Banzato: la fuga dal seminario, l’amore per un&#...
2
AUGUSTINE;
Aleteia Brasil
8 grandi santi che soffrivano di depressione ma non si sono mai a...
3
WIND COUPLE
Catholic Link
7 qualità per scegliere il partner secondo la Bibbia
4
BLESSED CHILD
Philip Kosloski
Coprite i vostri figli con la protezione di Dio con questa preghi...
5
FEMALE DOCTOR,
La Croce - Quotidiano
Atea e obiettrice di coscienza da 10 anni: “non ce la facev...
6
Lucandrea Massaro
“Cosa succede se un prete si innamora?”
7
MIGRANT
Jesús V. Picón
Il bambino perduto nel deserto ci invita a riflettere
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni