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Attentato a Nizza, la solidarietà e la condanna del Papa

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«Francesco segue con sgomento e in preghiera la terribile strage. Condanniamo nella maniera più assoluta ogni follia omicida». È la prima reazione vaticana al terribile attentato perpetrato a Nizza la sera di giovedì 14 luglio, quando un giovane franco-tunisino alla guida di un camion ha deliberatamente falciato decine di persone assiepate sulla Promenade des Anglais per assistere ai fuochi d’artificio. Il bilancio provvisorio è di 84 morti e ci sono almeno venti feriti in gravissime condizioni.

Poco prima delle 22.30 il camion è piombato sulla folla che  festeggiava il 14 luglio, ricorrenza nazionale della Francia nel giorno della presa della Bastiglia. L’attentatore alla guida del veicolo bianco lanciato alla velocità di ottanta chilometri all’ora sparava sulla gente, dal finestrino, mentre guidava a zig zag per due chilometri per colpire più persone. Tra le vittime anche tanti bambini. L’attentatore è stato abbattuto dalle forze dell’ordine e alcuni testimoni sostengono di avere sentito l’uomo gridare “Allah Akhbar” prima di essere ucciso.

Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha rilasciato questa breve dichiarazione alla Radio Vaticana: «Abbiamo seguito, questa notte, con grandissima preoccupazione, le terribili notizie che venivano da Nizza. Manifestiamo, quindi, da parte di Papa Francesco e nostra, tutta la partecipazione e solidarietà alle sofferenze delle vittime e dell’intero popolo francese, in quello che doveva essere un grande giorno di festa. Condanniamo nella maniera più assoluta ogni manifestazione di follia omicida, di odio, di terrorismo, di attacco contro la pace».
 

Lo scorso novembre, la mattina seguente al sanguinoso attentato al teatro Bataclan e in alcuni locali di Parigi, costato la vita a 129 persone, Papa Francesco, nel corso di una breve telefonata con il direttore di Tv2000 Lucio Brunelli aveva detto: «Sono commosso e addolorato. Non capisco ma queste cose sono difficili da capire, fatte da essere umani. Per questo sono commosso, addolorato e prego. Sono tanto vicino al popolo francese tanto amato, sono vicino ai familiari delle vittime e prego per tutti loro». Il Papa aveva inserito l’attentato nella «terza guerra mondiale combattuta a pezzi» della quale ha più volte parlato. Bergoglio aveva concluso che non vi può essere una giustificazione «religiosa e umana» per fatti del genere.  

A condannare l’orrenda strage di Nizza, come riferisce il Sismografo, è il vescovo André Marceau che, sulle colonne de La Croix, ha anche manifestato tutto il suo dolore e costernazione. «Cosa risiede nel cuore di un uomo nel momento in cui compie un atto di tale odio, barbarie e morte? Sono domande serie e che restano senza risposta. Siamo testimoni di scene di guerra, insopportabili».  

Il ruolo della Chiesa – ha specificato monsignor Marceau – è quello di portare conforto ai parenti delle vittime, a coloro che soffrono, offrire preghiere per tanti innocenti e «tenere aperta una finestra che proietti luce su questi aspetti più oscuri dell’animo umano, crediamo che la compassione e la consolazione siano un mezzo attraverso cui il cuore degli uomini sia toccato dall’amore».  

Per mantenere viva e vigile questa sensibilità, indispensabile per non cadere nel tranello di chi semina paura e morte, il vescovo di Nizza ha ricordato che «dobbiamo stare attenti a non lasciarci sopraffare dall’odio, dal desiderio di violenza, di discriminazioni o da quello di chiuderci in noi stessi. Bisogna evitare a tutti costi questa deriva, attenzione che il nostro dolore non generi ciò che è all’origine di questi fatti».  

Il vescovo ha invitato i fedeli della diocesi a riunirsi in veglie di preghiera per raccogliere le «grida di dolore» di coloro che sono stati colpiti da questo cupo attentato. 

E proprio al vescovo di Nizza Papa Francesco ha scritto un messaggio a firma del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin: “Mentre la Francia celebrava la sua festa nazionale, la violenza cieca ha colpito ancora il paese a Nizza, facendo numerose vittime tra cui dei bambini. Condannando nuovamente tali atti, Sua Santità Papa Francesco esprime la sua profonda tristezza e la sua prossimità spirituale al popolo francese. Affida alla misericordia di Dio le persone che hanno perso la vita e si associa vivamente alla pena delle famiglie in lutto. Esprime la sua simpatia alle persone ferite, così come a tutti quelli che hanno contribuito ai soccorsi, domandando al Signore di sostenere ciascuno in questa prova. Implorando da Dio il dono della pace e della concordia, invoca sulle famiglie provate e su tutti i francesi la grazie delle benedizioni divine”. 

In un tweet, Francesco ribadisce: «Prego per le vittime dell’attentato a Nizza ed i loro famigliari. Chiedo a Dio di convertire il cuore dei violenti accecati dall’odio».  

Leggi anche l’intervista al teologo musulmano: 

Mokrani: “A Nizza una logica satanica, ma l’Isis sta perdendo” (F. Peloso)  

La solidarietà di Sant’Egidio  

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