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Avresti toccato il mantello di Gesù?

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Padre Dan Daly, S.J. - pubblicato il 07/07/16

Chiedere aiuto è difficile per noi. Molti hanno problemi che preferirebbero ignorare

Veronica e Cloe erano ansiose di vedere Gesù, il famoso maestro che veniva dal nord. Sarebbe arrivato presto e avrebbe parlato nella piazza del villaggio. Le due donne stavano impacchettando un po’ di cibo da portare con sé di modo da poter mangiare qualcosa dopo aver ascoltato il suo discorso.

Mentre metteva il cestino con il cibo sul tavolo, Veronica si sentì debole, le girava la testa. Si sedette mentre Cloe continuava a impacchetterare le cose.

Cloe le disse: “Dovresti chiedere a Gesù di guarirti”.

“Non essere sciocca”, rispose Veronica. “Gesù ha cose più importanti da fare che preoccuparsi delle mie vertigini. Dammi solo un minuto. Starò bene”.

“Veronica, tu non stai bene”, insistette Cloe. “Sei malata da tanto, e le emorragie non sono affatto migliorate. Se c’è qualcuno che dovrebbe chiedere l’aiuto del maestro sei tu”.

Veronica le rispose un po’ irritata: “Cloe, non voglio infastidirlo con questa storia”. Poi aggiunse in tono più dolce: “Sei un’amica fantastica. Andiamo solo a sentirlo parlare”.

Cloe non replicò. Finì di impacchettare il cibo e poi le due si diressero verso il centro del paese. Arrivarono nella strada principale proprio mentre Gesù e i suoi discepoli stavano passando. Si era riunita moltissima gente. In qualche modo le due donne riuscirono a unirsi alla folla rimanendo pochi passi indietro rispetto a Gesù e a Giairo, il capo della sinagoga. Quando Veronica vide Gesù, all’improvviso capì che Cloe aveva ragione. Guardò l’amica, che le disse semplicemente “Vai”. Veronica si mosse verso Gesù, lo raggiunse e toccò il suo mantello.

Non sappiamo come Veronica abbia deciso di toccare quel giorno il mantello di Gesù, ma la ammiriamo per questo. Non è sempre facile chiedere aiuto a qualcuno, neanche a Dio.

Quando avanziamo una richiesta, siamo costretti a riconoscere un problema. Veronica avrebbe preferito ignorare la sua malattia. Pensarci non faceva altro che ricordarle tutto il dolore e le difficoltà che le aveva provocato per tanti anni. L’emorragia le sottraeva energie, diminuiva le sue attività e la esponeva allo scherno altrui. Aveva cercato per tanto tempo e aveva speso tanti soldi per trovare una soluzione, ma nulla sembrava poter essere d’aiuto. Il problema la preoccupava e la rattristava, e la metteva in imbarazzo.

Molti di noi hanno problemi che preferirebbero ignorare. Ci piacerebbe fingere che i problemi non esistano piuttosto che riconoscerli onestamente.

Chiedere qualcosa non richiede solo di riconoscere un problema – ci rende anche vulnerabili. Rischiamo di sentirci ancor più in imbarazzo o delusi di quanto già siamo. Veronica non sapeva come Gesù avrebbe potuto rispondere alla sua richiesta. Avrebbe potuto ignorarla perché l’emorragia la rendeva impura. Avrebbe potuto avere persone più importanti o problemi più urgenti a cui pensare. Se Gesù avesse ignorato la sua richiesta o l’avesse respinta ne sarebbe uscita distrutta.

La fede non è soltanto la fiducia nel potere di Dio di aiutarci e guarirci, ma anche un rapporto con Dio abbastanza forte da sostenere la nostra richiesta di aiuto. Auguriamoci di avere la fede di Veronica e di seguire il suo esempio nell’avvicinarci a Dio.

Nota dell’autore: La Scrittura non dice come si chiamasse la donna affetta da emorragia. Possiamo immaginare che il suo nome fosse Veronica e che avesse una buona amica di nome Cloe.

___

Padre Dan Daly, S.J., è un gesuita della Provincia Centrale e Meridionale degli Stati Uniti. Già professore di Contabilità ed Economia presso il Boston College e la Regis University, ora è tesoriere provinciale. Per molti anni ha organizzato e guidato Messe per studenti e Messe parrocchiali.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

LEGGI ANCHE: Cosa fare quando credi e dubiti allo stesso tempo

Tags:
fedegesù cristosacra scrittura
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