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Vatileaks, Chaouqui: “Per me chiesti 3 anni e 9 mesi? È surreale”

© OSSERVATORE ROMANO / AFP
This handout picture taken and released by the Vatican press office on November 24, 2015 shows (LtoR) journalists Gianluigi Nuzzi, Emiliano Fittipaldi, Italian PR expert Francesca Chaouqui and Monsignor Lucio Angel Vallejo Balda attending their trial for the publication of classified documents. Two journalists and three Vatican officials went on trial on November 24, 2015 over the publication of classified documents in a case critics have attacked as having a whiff of the inquisition. AFP PHOTO / OSSERVATORE ROMANO.

RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT "AFP PHOTO / OSSERVATORE ROMANO" - NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS / AFP / OSSERVATORE ROMANO / -
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I pm vaticani chiedono il carcere per Vallejo Balda, Chaouqui, Maio e Nuzzi. Per l’altro giornalista, Fittipaldi, è stata invece avanzata la richiesta di assoluzione per insufficienza di prove.

«È surreale. Che altro posso dire? Domani ci sarà la nostra arringa e vedremo». Questo è il commento a caldo di Francesca Chaouqui, imputata nel processo Vatileaks, che ha lei stessa informato i giornalisti della richiesta di una condanna a 3 anni e 9 mesi da parte dei promotori di giustizia vaticani al termine della 18/a udienza che si è svolta oggi pomeriggio nell’Aula del Tribunale Vaticano.

Gianluigi Nuzzi, uno degli altri imputati, dopo l’udienza scrive su Twitter: «Il pubblico ministero vaticano chiede la mia condanna a un anno di carcere per concorso morale e assoluzione per Fittipaldi #viacrucis».

Prima di fare il suo ingresso nell’aula del tribunale, Chaouqui aveva dichiarato: «Aver portato mio figlio con me nel tribunale vaticano non è una provocazione, ho necessità di allattarlo ogni tre ore ma in ogni caso lui è il protagonista fin dal primo giorno di questa vicenda in quanto si è voluto agire contro una donna incinta». Chaouqui aveva dunque varcato l’ingresso del Perugino spingendo la carrozzina con il figlio nato da poche settimane, Pietro Elijah Antonio. «Ascolteremo quello che hanno da dire i promotori, intanto io sono qui», aveva anche aggiunto l’ex consulente vaticana che rischia la condanna oltre che per divulgazione dei documenti anche per associazione a delinquere.

All’udienza di oggi, durante la quale sono state rese note le richieste dei promotori di giustizia vaticani, ha fatto seguito una nota di padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa delal Santa Sede che riassume quanto avvenuto. «Oggi, lunedì 4 luglio, con inizio alle ore 15.40, presso l’Aula del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano – si legge nel testo – si è avviata la fase conclusiva del processo in corso per la divulgazione di notizie e documenti riservati. Erano presenti, oltre al Collegio giudicante (i proff. Giuseppe Dalla Torre, Piero Antonio Bonnet, Paolo Papanti-Pellettier e Venerando Marano) e al Promotore di Giustizia (proff. Gianpiero Milano e Roberto Zannotti), tutti gli imputati: Angel Lucio Vallejo Balda, Francesca Immacolata Chaouqui, Nicola Maio, Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi. Erano presenti tutti e cinque gli avvocati: Emanuela Bellardini, Laura Sgrò, Rita Claudia Baffioni, Lucia Teresa Musso e Roberto Palombi».

 

«L’Udienza – afferma padre Lombardi – è stata interamente dedicata alla requisitoria del Promotore di Giustizia. Le conclusioni illustrate dai due Promotori hanno portato a richieste di condanna per il reato di associazione criminale – limitatamente a Vallejo Balda, Chaouqui e Maio – indirizzata alla rivelazione di notizie e documenti riguardanti interessi fondamentali dello Stato (artt.248 e 116-bis cod. pen.), mentre i giornalisti erano accusati per concorso nella divulgazione di documenti attraverso la pubblicazione dei libri Avarizia (Fittipaldi) e Via Crucis (Nuzzi)».

Quindi un’ulteriore importante specificazione sulle pene richieste. «Per mons. Vallejo Balda è stata richiesta la condanna ad anni tre e mesi uno di reclusione. Per la dott.ssa Chaouqui, ritenuta ispiratrice e responsabile delle condotte contestate, sono stati richiesti anni tre e nove mesi di reclusione». Ancora «per il dr. Maio, in considerazione del limitato ruolo avuto nella vicenda, è stata chiesta la condanna ad anni uno e nove mesi di reclusione, per i giornalisti si è ritenuto di differenziare, in ragione di quanto emerso dall’istruttoria e dalla fase dibattimentale, le due posizioni, concludendo con una richiesta di assoluzione per insufficienza di prove per Emiliano Fittipaldi e con una richiesta di condanna ad un anno di reclusione, con sospensione condizionale della pena, per Gianluigi Nuzzi». Gli interventi dei difensori degli imputati si ricorda infine, inizieranno domattina, martedì, alle 9.30 e continueranno mercoledì pomeriggio alle 15.30. Fittipaldi contesta «il principio stesso per cui è stato fatto questo processo perché è un attacco specifico non a due giornalisti, poteva esserci chiunque al posto mio e di Nuzzi, è un attacco specifico alla libertà di stampa». Parole accolte negli ambienti della Santa Sede con una certa sorpresa, alla luce della richiesta di assoluzione «che dimostra che in Vaticano c’è uno stato di diritto».

 

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

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