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La prima immagine mariana è davvero nelle catacombe?

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E’ l’immagine di una donna con un velo e un bambino in braccio nelle Catacombe di Priscilla

di Daniel R. Esparza

Le Catacombe di Priscilla, situate sulla Via Salaria, sono le più importanti di Roma. La quantità di martiri sepolti nei suoi corridoi ne ha fatto un luogo di pellegrinaggio eccezionale nel Medioevo.

Oltre a sarcofagi, feretri e nicchie, le Catacombe di Priscilla ospitano collezioni di affreschi che conservano ancora in buona misura il colore originale.

Tra questi, spicca uno che potrebbe essere la prima immagine conosciuta della Vergine Maria.

In genere si accetta che le prime immagini mariane conosciute risalgano al V secolo, dopo che il Concilio di Efeso, del 431, dopo aver combattuto l’eresia nestoriana affermò la maternità divina di Maria, attribuendole da quel momento il titolo di Theotokos, Madre di Dio.

Questo dato, che non è di poco conto, ha messo in dubbio il fatto che questa sia in effetti la prima rappresentazione mariana conosciuta, facendo avanzare l’ipotesi che si tratti invece solo del ritratto di una donna con suo figlio, probabilmente sepolti nelle catacombe.

Per altri storici dell’arte, la presenza della figura a sinistra è rivelatrice. Se la figura, che sembra rivolgersi alla donna, fosse l’Arcangelo Gabriele, saremmo forse in presenza della prima rappresentazione dell’Annunciazione, lì nel cosiddetto “arenario centrale”.

Nuovi ritrovamenti nelle Catacombe di Priscilla, nella sezione nota come “La Cappella Sistina Paleocristiana”, sembrano tuttavia aver offerto , insieme a nuovi affreschi nei quali sarebbero rappresentati la resurrezione di Lazzaro, Santa Felicita e due dei suoi figli (i martiri Filippo e Felice), un’altra immagine di una donna con un bambino in braccio che apparentemente corrisponderebbe sempre alla Vergine Maria. L’opera di identificazione dell’immagine è ora nelle mani non più degli archeologi, ma degli iconografi e degli storici dell’arte incaricati dell’indagine.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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