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Svegliarsi dall’incubo di sentirsi soli e non amati

Everett Collection/Shutterstock

padre Robert McTeigue, SJ - pubblicato il 22/04/16

È una delle bugie più malvagie di Satana, quella che ci dice che non abbiamo un vero Padre, che siamo orfani spirituali

Qual è la prima domanda che ti è stata posta oggi? Nel mondo anglofono spesso si chiede “hai dormito bene?” oppure “come hai dormito?”. Quando sono stato in Nicaragua, sono rimasto sorpreso quando mi hanno chiesto “come ti sei svegliato?” (sono stato tentato di rispondere “molto malvolentieri”, ma ho temuto che il mio humor potesse essere stato frainteso). In Myanmar (Burma) mi è stato chiesto “hai avuto dei bei sogni?”. Mi piacerebbe che noi considerassimo l’importanza, nella vita spirituale, del dono di svegliarsi da un brutto sogno.

Abbiamo tutti famigliarità con i brutti sogni. Quante volte abbiamo sentito (o detto): “È stato così reale! Poi mi sono svegliato e mi sono reso conto che era soltanto un brutto sogno. Che sollievo!” Un incubo è un tipo di bugia, ci separa da ciò che è reale. E se non riuscissi a svegliarti da un brutto sogno, da un incubo estremamente reale, del quale non si vede la fine? Ora pensa alla gioia e allo stupore di ricevere il dono del risveglio, pensa di potere sospirare di sollievo e dire: “Oh! Non era vero. Era solo un incubo! Ora torniamo a vivere nel mondo reale!”

Ho parlato di questo perché penso che quella dell’incubo sia una metafora adatta per descrivere una delle bugie più malvagie di Satana, ossia che non abbiamo un vero Padre, che siamo orfani spirituali. Se siamo stati avvinghiati da questa menzogna, dobbiamo pregare per ricevere il dono spirituale del risveglio, cioè del riconoscimento della meravigliosa verità che ci dice che abbiamo un vero Padre, e che siamo Suoi amati figli e figlie, eredi al suo eterno regno.

S. Paolo insegna: “E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!»” (Romani 8:15). Questo è il dono dello svegliarsi, la liberazione da uno spirito di schiavitù e di paura. Il dono del risveglio ci permette di invocare il nostro aereo Padre con serena fiducia, che è la caratteristica di un figlio ben accudito da suo padre. Quando abbiamo ricevuto il dono spirituale del risveglio, possiamo riconoscere il brutto sogno per la menzogna che è, rigettando i sussurri di Satana che ci spingono a pensare di essere orfani spirituali, senza amore né cure, che devono provvedere a se stessi.

Riflettiamo ancora un po’ su cosa significhi risvegliarsi in un mondo governato dall’amore del nostro Padre celeste. L’autore spirituale Louis Evely scrive:

Amare un altra persona significa regalare la più potente ed imperiose delle chiamate; suscita nella persona amata un essere nascosto e silenzioso che non può fare a meno di rispondere alla nostra chiamata. Un essere così originale che risulta sconosciuto persino a chi lo porta con sé, eppure così genuino da non poter fare a meno di notarlo, anche se sembra essere lì dentro per la prima volta. È così che Dio ci ama, lealmente e con infinita pazienza, perché lui è infinitamente Padre. Dio può essere negato, dimenticato. Ma lui non può negare o dimenticare no. L’uomo può essere senza Dio, ma Dio non può essere senza l’uomo. Noi possiamo cessare di essere figli di Dio, ma Dio non può cessare di essere nostro Padre. Dio ha creato dall’amore per dare e per donare se stesso, per stimolare gli altri con la sua vita, per rallegrare gli altri esseri con la sua gioia, affinché esistano creature da amare e riempire di doni, creature che dovrebbero conoscere la gioia di vivere e di amare. Perché lui è così Padre da volerci dare ogni cosa. Lui vuole che noi conosciamo tutto di lui. Lui ci ha quindi dato la potenza del dare, e di essere a nostra volta padri. Ci ha dato l’amore del dare, così da poter sperimentare la gioia di Dio. Lui ci ha dato così tanto, da darci il potere di dare.

L’amore di Dio, in quanto nostro Padre celeste, è la verità più meravigliosa per cui risvegliarsi. Ci destiamo dall’incubo, dalla diabolica menzogna che ci dice che siamo orfani. E scopriamo di aver vissuto finora nel mondo che il nostro vero Padre ha creato per noi. Se facciamo nostra questa meravigliosa verità, possiamo essere così riempiti di divino amore al punto da traboccare e poterne dare alle persone che Dio ha posto nelle nostre vite. L’accettazione più rispettabile del dono spirituale del risveglio è destare anche gli altri dai loro brutti sogni, dalla loro (irreale) condizione di orfani spirituali, e invitarli a ricevere la verità di essere figli amati del nostro Padre celeste. Dire la verità su Dio e su noi stessi è un modo da privilegiati di dissipare gli inganni di Satana, di destarci dai nostri brutti sogni e di accedere al cuore del nostro Padre.

La prossima volta che scriverò, tratterò del ruolo complementare di risata e cordoglio nella vita spirituale. Fino a quel momento, restiamo uniti nella preghiera.

Padre Robert McTeigue, S.Jè membro della provincia del Maryland della Compagnia di Gesù. Docente di Filosofia e Teologia, ha una lunga esperienza in direzione spirituale, ministero di ritiri e formazione religiosa. Insegna Filosofia presso la Ave Maria University ad Ave Maria, Florida, ed è noto per le sue lezioni di Retorica ed Etica Medica.

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