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Papa Francesco ha fatto bene a portare via da Lesbo famiglie musulmane?

FILIPPO MONTEFORTE / POOL / AFP
Pope Francis greets migrants and refugees at the Moria refugee camp on April 16, 2016 near the port of Mytilene, on the Greek island of Lesbos. Pope Francis received an emotional welcome today on the Greek island of Lesbos during a visit aimed at showing solidarity with migrants fleeing war and poverty. Pope Francis, Orthodox Patriarch Bartholomew and Archbishop Jerome visit Lesbos today to turn the spotlight on Europe's controversial deal with Turkey to end an unprecedented refugee crisis. AFP PHOTO POOL / FILIPPO MONTEFORTE / AFP PHOTO / POOL / FILIPPO MONTEFORTE
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Dopo la visita del pontefice ai rifugiati, un sacerdote risponde così a un giovane volontario della sua parrocchia che era furibondo...

Molti hanno criticato il gesto di papa Francesco di portare con sé, tornando da Lesbo, tre famiglie musulmane.

Alcuni la ritengono un’offesa e tacciano anche di insensibilità il sostegno del Vaticano a queste famiglie di fronte alla terribile situazione dei cristiani siriani e iracheni.

Bisogna ricordare che in precedenza il papa aveva ospitato due famiglie cristiane rifugiate, e che la Santa Sede sta aiutando costantemente i cristiani del Medio Oriente.

Il gesto profetico del papa è rivolto soprattutto a un Occidente insensibile, che si fa scudo delle differenze di razza o di religione per chiudere le frontiere.

Se la guida della Chiesa cattolica porta con sé dei rifugiati di un’altra religione, che scusa resta all’Occidente? Le nostre nonne dicevano molto cristianamente “Fare il bene e non guardare a chi!”

Bisogna aprire il cuore, comprendendo che i rifugiati, prima che numeri o fedeli di una religione, sono persone, volti, nomi, storie.

Un giovane volontario molto impegnato nella raccolta di donazioni per aiutare i cristiani perseguitati nel mondo ha posto una domanda al suo parroco, padre Damián: “Papa Francesco ha fatto bene a tornare dal suo viaggio a Lesbo con 12 rifugiati, tutti musulmani? E i cristiani perseguitati? Non avevano più diritto di essere aiutati?”

Il sacerdote lo ha guardato negli occhi con affetto e gli ha raccontato una storia:

“Il diluvio colpì un arcipelago, terra di pescatori. Le famiglie di varie confessioni aspettavano sui tetti di essere salvate.

Le case di paglia e bambù non resistevano alla calamità. Un pescatore non esitò a salire sulla sua imbarcazione e a sfidare la tormenta. Era consapevole di non poter salvare tutti.

L’uomo si trovò davanti all’odissea di una famiglia che aveva l’acqua ormai al collo, e chiese al padre che lottava con le onde per tenere a galla un bambino piccolo: ‘Fratello, sei cristiano?’

Poi alzò la voce di fronte al rimbombo del mare: ‘Sei cristiano?’

A questa domanda insistente, il papà preoccupato non sapeva come rispondere mentre l’acqua gli entrava nella gola e le sue forze venivano meno nel tentativo disperato di salvare la creatura. Alla fine entrambi scomparvero inghiottiti dalla burrasca.

Il pescatore vide poi una donna che, aggrappata al bordo del tetto della capanna, saltò nell’acqua senza pensarci due volte, sconvolta dalla sorte del marito e del suo bambino, per non riemergere più.

Il pescatore proseguì con maggior lena la sua ricerca di cristiani da salvare. Poi un’onda anomala travolse la barca, e i remi gli sbatterono sulla testa.

L’uomo iniziò ad affogare. Poi venne una luce dal cielo e una voce di tuono gli chiese: ‘Sei cristiano?’

Stordito dai colpi, il pescatore gridò con tutte le sue forze: ‘Sì, sono cristiano, sono cristiano. Signore, sono cristiano’. La voce dal cielo gli rimbombò nella testa dicendo: ‘Perché non hai salvato i tuoi fratelli e hai lasciato che affogassero?’

Da lontano un’imbarcazione infranse le onde del mare grosso per andare a salvare l’uomo. Una mano callosa lo tirò quasi per i capelli salvandolo da una morte certa.

‘Sei un buon cristiano! Ti ha mandato il Signore!’, disse con gioia il pescatore. L’uomo lo guardò sorpreso dicendo: ‘Non sono cristiano’.

E aggiunse; ‘Ma sono certo che tu avresti fatto lo stesso per me’. E il pescatore iniziò a piangere senza riuscire a fermarsi”.

Il giovane volontario è rimasto senza parole. Stringendolo in un abbraccio, il sacerdote gli ha detto: “Ricordati del buon samaritano”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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