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Quei bambini sopravvissuti agli aborti e abbandonati alla morte

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Fresnel

Notifam - pubblicato il 05/04/16

Il numero vi lascerà scioccati

Non pensateci due volte prima di condividere questa immagine (il testo recita: “Fatto: più di 1.200 bambini sono morti dopo aborti mal eseguiti negli Stati Uniti”) ­ è corretta e facilmente comprovabile.

1.200 bambini sopravvissuti all’aborto negli Stati Uniti (in appena un anno) è una stima al ribasso. Migliaia di bambini sono sopravvissuti all’aborto nei 40 anni successivi alla legalizzazione dell’aborto nel Paese nel 1973.

Appena otto anni dopo la sentenza Roe vs. Wade, Liz Jeffries e Rick Edmonds sono stati candidati al Premio Pulitzer per la loro serie di articoli su aborti mal eseguiti, nei quali i bambini sopravvivono, un fenomeno diventato ormai epidemico nell’industria dell’aborto. Jeffries ed Edmonds hanno registrato testimonianze toccanti di infermiere che hanno stretto e confortato bambini moribondi sopravvissuti all’aborto e hanno rivelato la portata di questi orrori:

Il dottor Willard Cates, un esperto di statistiche mediche che guida una clinica abortiva per il Centro di Controllo delle Malattie di Atlanta, stima che ogni anno tra i 400 e i 500 bambini sopravvivano all’aborto negli Stati Uniti.

In un’altra occasione ha aggiunto.

Nessuno è tanto ingenuo da pensare che ci siano resoconti volontari affidabili di sopravvissuti all’aborto nella situazione in cui ci troviamo.

In altri termini, il numero di bambini che nascono vivi dopo un aborto è in realtà molto più elevato.

Le procedure sono evolute dagli anni Settanta e Ottanta, come risultato dello sforzo per uccidere il bambino nel grembo materno in modo più efficace. Ad esempio, oggi meno dell’1% degli aborti realizzati utilizza la soluzione salina, che in precedenza era un metodo ritenuto efficace. Le prove mostrano chiaramente, tuttavia, che i bambini nascono ancora vivi dopo la realizzazione di un aborto. La maggior parte di loro è abbandonata alla morte.

Nel 2011, i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC dalle iniziali in inglese) hanno registrato 1.298 casi di morti di bambini negli Stati Uniti per via di “altre condizioni perinatali”, che includono la categoria della morte derivante da un’“interruzione di gravidanza” mal eseguita. I numeri relativi a questa categoria specifica non sono stati divulgati. Se un giorno lo fossero, possiamo aspettarci che siano ben inferiori al vero tasso di decessi per quel motivo.

Nel 2007 uno studio pubblicato sul British Journal of Obstetrics and Gynecology ha concluso che circa 1 aborto su 30 realizzato dopo la 16a settimana di gestazione porta a un bambino nato vivo. Alla 23a settimana di gestazione il numero arriva a 9,7%. Avvalendosi di una stima piuttosto al ribasso, lo studio suggerisce che circa 900 bambini sopravvivono ogni anno adaborti tradivi negli USA.

Il Daily Mail ha riferito che nel Regno Unito in appena un anno 66 bambini sopravvissuti ad aborto sono stati abbandonati alla morte. Statistiche del Governo canadese hanno indicato che nel Paese muore ogni anno una media di 49 bambini nati vivi.

Ugualmente scioccanti sono altre prove.


Nel 2008, l’organizzazione Studenti per la Vita d’America ha compiuto un’indagine segreta su un’unità di Planned Parenthood che realizza aborti tardivi a Freehold, nel New Jersey.

Un’infermiera ha spiegato al ricercatore che un aborto realizzato alla 22a settimana richiede l’induzione del parto. Il ricercatore ha allora chiesto se qualche bambino è nato vivo, e l’infermiera ha risposto: “Capita, ma visto che non è capace di sopravvivere per conto suo finisce per morire”.

Nell’indagine condotta da Live Action e intitolata Inhuman, funzionari di cliniche abortive e medici abortisti di New York e Washington, D.C., hanno descritto come affogavano i bambini nati vivi in caraffe contenenti una soluzione tossica o come li lasciavano morire senza fornire loro alcuna cura medica. Un’avvocatessa di Family Planning Associates, dell’Arizona, ha ammesso che ci sono stati dei bambini sopravvissuti all’aborto nella clinica. Quando questo accade, ha detto, “non vengono risuscitati”.

Nel 1999 l’infermiera Jill Stanek ha tenuto in braccio un bambino sopravvissuto all’aborto prima che morisse. Molti altri sono stati abbandonati alla morte su balconi o bilance dell’ospedale in cui lavorava.

Anche persone come Melissa Ohden, Gianna Jessen e Claire Culwell sono una prova vivente del fatto che ci sono bambini che sopravvivono all’aborto. Melissa è stata salvata da alcune infermiere che hanno avuto compassione di lei, ma che dire di chi non ha la stessa fortuna?

Il giudice del caso di Kermit Gosnell ha detto che ha ucciso centinaia di bambini sopravvissuti all’aborto.

Ex assistenti dell’abortista Douglas Karpen lo hanno accusato
di uccidere quotidianamente “dai tre ai quattro” bambini che sopravvivevano ad aborti. Tagliava loro il midollo spinale, perforava i punti fragili della loro testa con strumenti chirurgici o spezzava loro il collo.

Se la stima di uno dei suoi assistenti è corretta, Karpen da solo potrebbe essere responsabile della morte di 1.200 bambini sopravvissuti all’aborto in meno di due anni.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Leggete l’incredibile storia di Gianna Jessen

“Sono stata abortita e non sono morta”

Tags:
abortogianna jessenplanned parenthood
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