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Quando il Papa disse a Marino: che sbaglio registrare le nozze gay

Wikipedia/Niccolò Caranti /Creative Commons
Ignazio Marino
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Lo racconta l’ex sindaco nel libro «Un marziano a Roma». Il retroscena della telefonata durante il Sinodo sulla famiglia dell’ottobre 2014

Nel febbraio 2015, durante un incontro privato con Ignazio Marino, il Papa disse al sindaco di Roma che la cerimonia di registrazione in Campidoglio di sedici unioni omosessuali celebrate all’estero era stata «uno sbaglio». «Le sue parole furono molto severe, mi disse che era stato uno sbaglio», racconta l’ex primo cittadino della capitale nel libro «Un marziano a Roma», fresco di pubblicazione.

L’episodio narrato da Marino va letto alla luce di quanto accaduto alcuni mesi prima, il pomeriggio del 17 ottobre 2014, penultimo giorno di lavori del primo Sinodo sulla famiglia, quando l’allora sindaco di Roma aveva telefonato in Vaticano chiedendo di parlare con il Pontefice. Un episodio già raccontato da Vatican Insider.

Francesco era impegnato in aula, con i padri sinodali, e la chiamata era stata smistata alla segreteria particolare del Papa. Marino aveva insistito nel voler comunicare personalmente a Bergoglio ciò che sarebbe accaduto il giorno successivo, e cioè che sedici coppie gay sarebbero andate a registrarsi al Comune di Roma durante una pubblica e solenne cerimonia presieduta dal sindaco.

Il segretario del Papa aveva detto che non era possibile disturbare il Pontefice facendogli interrompere i lavori del Sinodo. Il sindaco, che ci teneva a presentare quella cerimonia come importante per gli stessi padri sinodali credendo che il Sinodo stesso avrebbe aperto alle coppie omosessuali, aveva insistito: voleva assolutamente avvertire il Vescovo di Roma. Dall’altro capo del telefono gli era stato risposto che Francesco sarebbe stato avvisato. Com’è facile immaginare, la reazione del Papa, appena appreso il contenuto della telefonata, non era stata affatto di contentezza. Di fronte ai padri sinodali, il giorno dopo, Bergoglio aveva raccontato i contenuti della telefonata di Marino, descrivendo il dialogo del sindaco con il suo segretario. E aveva concluso: «Questi se ne infischiano dei valori…».

Nell’udienza del febbraio 2015 Francesco aveva dunque espresso tutta la sua contrarietà per quella cerimonia, peraltro priva di valore legale in quanto non esisteva in quel momento in Italia alcuna legge sul riconoscimento delle unioni civili. Si arriva così al settembre successivo, al viaggio del Papa a Cuba e negli Stati Uniti.

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