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“Caro papa Francesco, il cancro mi ha guarito nell’anima”

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Si può diventare santi in pochi mesi? Storia di Carlotta che ha abbracciato la Croce con gioia

Alla madre, insegnante di violino che le ha trasmesso la passione per questo strumento, Carlotta scrive sms del tipo:

“Mamma…il cancro è la cosa migliore che mi sia capitata…”.

“Ma è vero!!!”

“Cioè io mi sarei persa la parte migliore di me”

“A me dispiace tanto nn poterlo urlare a tutti. Perchè davvero è la cosa di cui sono più orgogliosa nella mia vita”

“Altro che di tutto quello che ho fatto in 24 anni, di tutta la fatica che ho fatto!”.

 Una santa? Oppure: “Un pò matta – come le risponde affettuosamente la madre, dilaniata dal peggiore dolore che un genitore si trovi ad affrontare -. Meravigliosa però…Capace di dimostrare di amare la vita oltre ogni limite…C’è una spiritualità straordinaria in tutto questo…Incredibile…Perciò sei e sarai aiutata”.

A Roma Carlotta incontra nella chiesa di san Giacomo al Corso, il parroco don Giuseppe Trappolini, a cui racconta la sua storia, la lotta con il melanoma e la gioia provata ascoltando le parole di papa Francesco. Don Trappolini decide di raccontare al pontefice in una lettera la storia di Carlotta e Bergoglio, con la spontaneità che lo contraddistingue, gli telefona in parrocchia per ringraziarlo e per assicurare a Carlotta la sua preghiera. Anche Carlotta scrive al papa, per comunicargli la sua fiducia nella vita e nell’incontro con Dio: “So che il cancro mi ha guarita nell’anima, sciogliendo tutti i miei grovigli interiori e regalandomi la Fede, la Fiducia, l’Abbandono e una Serenità immensi proprio nel momento di maggior gravità della mia malattia”.

 

 

Si può diventare santi in pochi mesi? La santità degli altari, il riconoscimento ufficiale della Chiesa – come per san Domenico Savio, santa Clelia Barbieri o il beato PierGiorgio Frassati, tutti santi giovani -, lo sa solo Dio se e quando avverrà, afferma don Trappolini. Tuttavia, aggiunge, “la santità di Carlotta come persona che abbia potuto incontrare Dio in questa vita e nell’altra vita per me è una certezza. Ho la certezza che abbia santificato gli ultimi mesi della sua vita nel modo più canonico che conosciamo: una vita profonda di fede, di preghiera, di sofferenza. Questa sua vita lei l’ha unita a Cristo crocifisso. Questa è santità. Io penso proprio che la santità è l’incontro con il Signore. I tempi sono soltanto nostri”.

Carlotta Nobile è morta il 16 luglio 2013 a 24 anni. Il desiderato incontro con papa Francesco, che le aveva dato la sua disponibilità, non si è potuto realizzare. E Carlotta non ha potuto nemmeno partecipare ai tre concerti organizzati con l’Associazione Donatori di Musica, con musicisti che suonano nei reparti oncologici degli ospedali per coadiuvare le terapie mediche. Dopo la sua morte le sono stati dedicati concerti, mostre d’arte, manifestazioni e assegnati riconoscimenti alla memoria. Nel 2015 è nata l’”Associazione Centro Studi Carlotta Nobile” con l’obiettivo di promuovere attività e di iniziativelegate alle sue ricerche culturali, alle sue passioni ed al suo amore – immenso – per la vita.”

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