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I miracoli del cielo: una bambina e la sua incredibile storia di guarigione

Su gentile concessione di Christy Beam, tramite Ryan Johnson
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“Su quell’albero deve esserci stato Gesù in persona insieme a lei, perché ora non c’è niente che non va!”, ha commentato il medico

Sfidata dalla sorella maggiore, si arrampicò su un pioppo imponente che era in cortile. Senza alcun preavviso, il ramo su cui lei era appoggiata si ruppe e lei cadde a terra. Annabel non ebbe tempo per aggrapparsi a nulla; precipitò per nove metri da quel pioppo rimanendo impigliata, a testa in giù, nelle cavità dell’albero. Letteralmente incuneata nel contorto tronco.

Era priva di sensi, appesa a testa in giù. Restò in quella trappola per ben cinque ore e mezzo, prima che le squadre di soccorso riuscirono ad agganciarla con una cintura di salvataggio e a trarla in salvo.

Quello che è accaduto successivamente resta ancora un mistero per la madre di Annabel. Christy Beam ha poi spiegato che la caduta verso l’interno dell’albero, che avrebbe potuto ucciderla, l’ha invece guarita. Uscì dal groviglio di rami bagnata, con i lividi e piena di fango, ma per il resto stava bene. Inspiegabilmente, quando Annabel si svegliò in ospedale, non provava più alcun dolore. Il suo addome, una volta rigonfio, tornò alla dimensione originale e lei fu in grado di andare in bagno. Per la prima volta, dopo mesi di scomodissimi tubi di alimentazione, poté gustare del vero cibo. I suoi medici iniziarono a ridurre notevolmente i farmaci per poi, finalmente, essere rimandata a casa dal suo pediatra gastroenterologo. “Su quell’albero deve esserci stato Gesù in persona insieme a lei”, ha dichiarato il medico, “perché ora non c’è niente che non va!”

Il cielo visto da una bambina

Nei giorni successivi all’inattesa guarigione, Annabel ha condiviso con i suoi genitori cosa è successo durante le ore dentro le cavità del pioppo. “Mamma, quando ero in quell’albero sono andata in cielo”, ha detto Annabel. “Mi sono seduta sulle gambe di Gesù. Volevo restare là, ma mi ha detto che non potevo”.

Le fu chiesto di dire di più su questa esperienza. Annabel ha quindi continuato il racconto, dicendo ai genitori di aver visto nonna “MeeMee”, morta qualche anno prima. “Ecco come ho saputo di stare in cielo”, ha poi detto la bambina.

“Ho sempre pensato che stare in cielo significasse stare seduti su una nuvoletta; ma in realtà è stato come essere sospesi sopra l’universo. Ho sempre pensato che Dio avesse un cuore grande, e in effetti è così. Il suo cuore è talmente grande che si illumina. I suoi occhi brillano come dell’oro che riflette la luce del sole”.

Parlando della precisa descrizione che sua figlia diede del cielo, Christy fu meravigliata del fatto che una bambina così piccola potesse dire certe cose. “Non l’abbiamo mai sentito parlare in quel modo”, rifletté Christy. “Siamo sempre andati in chiesa, ma se una bambina di nove anni usa certi termini… beh, mi dà la certezza che qualcosa di potente è avvenuto”.

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