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C’è un rapporto tra pornografia, prostituzione e aborto?

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Uno studio della Western University dell'Ontario presenta dati che rivelano una relazione tra queste tre realtà

I ricercatori della Western University dell’Ontario (Canada) hanno usato uno studio americano a lungo termine che ha coinvolto quasi 11.000 uomini e più di 14.000 donne che dal 1973 sono stati intervistati ogni due anni.

Il Journal of Sex Research ha pubblicato uno studio che ha scoperto che a lungo termine gli uomini e le donne che visionano materiale pornografico sono più inclini a sostenere l’aborto.

Lo studio, condotto dal Centro Nazionale di Ricerche d’Opinione dell’Università di Chicago, ha posto ai partecipanti domande sulle loro abitudini di consumo di pornografia e su vari temi collegati all’uguaglianza delle donne nella società, incluso l’aborto.

Gli esperti di psicologia e sociologia Taylor Kohut, Jodie L. Baer e Brendan Watts hanno pubblicato le proprie conclusioni riguardo allo studio americano con il titolo “La pornografia genera davvero odio nei confronti delle donne?

Quello che hanno scoperto è la correlazione tra il consumo di pornografia e il crescente sostegno all’aborto. Considerando le scoperte effettuate, hanno detto, i consumatori di pornografia potrebbero essere “utili alleati” di chi sta lottando per l’“autonomia riproduttiva e l’integrità corporea”.

Il sostegno dei partecipanti all’aborto è stato classificato su una scala da 1 a 3, con 1 che significa un forte sostegno all’aborto e 3 che indica una forte opposizione.

Tra gli uomini che consumano pornografia, il sostegno all’aborto è stato valutato in 1.74, rispetto all’1.90 di chi non ne fa uso – una differenza statisticamente significativa. Tra le donne, le consumatrici di materiale pornografico sono state classificate a 1.77 rispetto all’1.95 di quelle che non visionano materiale pornografico.

I ricercatori ritengono che la pornografia potrebbe “attivare degli script per il liberalismo sessuale”.

Hanno anche scartato la teoria per la quale gli “utenti di pornografia forse sostengono l’aborto per poter godere di più sesso ricreativo, libero dalle conseguenze di dover allevare un figlio”. Visto che molti consumatori di pornografia non erano ancora sicuri delle proprie opinioni in relazione all’aborto o avevano un’opinione negativa al riguardo, “non sembra ragionevole argomentare solo in base a queste prove che la pornografia promuova il sostegno su larga scala all’aborto come metodo alternativo di controllo delle nascite”, hanno affermato.

Il Family Research Council afferma da tempo che il consumo di pornografia provoca un aumento del numero degli aborti e del traffico sessuale. La direttrice del Centro per la Dignità Umana, Arina Grossu, osserva che la scienza conferma questa affermazione.

Mark Houck, co-fondatore di The King’s Men, ha commentato che “la maggior parte degli aborti viene realizzata da donne in relazioni al di fuori del contesto matrimoniale”, e ha collegato l’esplosione di fornicazione e adulterio all’industria pornografica.

Houck sostiene che la pornografia alimenti l’infedeltà, separando il piacere derivante dall’attività sessuale dal “contesto libero-fedele-fruttuoso-generale dell’amore sponsale”.

L’attivista contro la pornografia Jonathon van Maren riassume l’effetto della pornografia sulla società e il suo possibile legame con l’aborto dicendo che “la pornografia riduce le donne al livello di oggetti, e se la nostra cultura pornografica vede sempre più le donne come oggetti non è facile considerare i loro figli non nati un ‘cumulo di cellule’?”

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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