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3 domande per un nuovo Anno all’insegna della misericordia

Frank Fell / Robert Harding Premium / Robert Harding
New Year fireworks and Big Ben, Houses of Parliament, Westminster, London, England, United Kingdom, Europe
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Di recente mi sono imbattuta in un brutto post su un blog in risposta a qualcosa che avevo scritto.

Il blogger citava uno dei miei articoli accusandomi di “papolatria” e lo paragonava a un video della colonna sonora di La versione di Barney.

Non mi importa di essere accusata di eccessivo amore per il papa (si può essere accusati di cose peggiori), ma ho trovato pressoché imperdonabile la spiacevole equiparazione tra il mio scritto e una canzone che induce alla nausea e ha dato sui nervi alle persone per più di una generazione.

Una delle letture tratte dal Vangelo per il giorno di Natale ci dice:

Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto
e grazia su grazia.
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

Giovanni 1, 1-18

Questo mi ha ricordato una riga della lettera di papa Francesco per l’Anno Giubilare della Misericordia: “Se Dio si fermasse alla giustizia cesserebbe di essere Dio, sarebbe come tutti gli uomini che invocano il rispetto della legge”.

Ho scoperto che spesso la mia misericordia nei confronti degli altri si riassume nell’essere misericordiosa verso chi lo è con me, o verso chi mi può ripagare in qualche modo.

Cerco di aiutare le consorelle più anziane del convento in cui vivo. È molto più facile per me essere gentile con le sorelle che sorridono e mi stringono la mano che con quelle più difficili o bisognose.

Ho anche capito che perdono amici, familiari e le consorelle del convento con cui voglio mantenere un rapporto, ma con gli altri scelgo di mantenere il risentimento. In genere non lo faccio in modo consapevole, ma a volte è più semplice non impiegare l’energia che richiederebbe lavorare anche attraverso le cose più semplici. Evito invece alcune persone o le taglio fuori dopo che mi hanno fatto un torto una volta, o sono state scortesi una volta di troppo. Perdo rapidamente la pazienza. Smetto di cercare di raggiungerle. Smetto di provare.

Ho scoperto che estendere la misericordia a una persona che mi ha offeso nel modo più infimo a volte può essere più difficile che dimenticare chi mi ha veramente ferito nel profondo. Forse dipende dal fatto che le piccole cose sono più facili da spingere sotto al tappeto del nostro subconscio, mentre le ferite più grandi in certe occasioni sono più difficili da ignorare. È molto più nel nostro interesse affrontarle, cercare di guarire e andare avanti.

Questa è misericordia umana. È una misericordia che è generosa quando riguarda il proprio interesse personale, ma dimentica le cose quando sembra che non sia importante. È una misericordia avara che spesso cerca solo il proprio io.

Gesù, però, ci chiama a una misericordia maggiore, più generosa, più divina. È una misericordia che fluisce dalla “pienezza” di grazia che ci è stata data attraverso la nascita, vita e morte di Gesù Cristo. È una misericordia radicata nel nostro Misericordioso Salvatore e che estende il perdono a tutto e a tutti, anche alle persone che ci fanno del male in modi insignificanti e apparentemente facili da dimenticare (anche i bloggers!).

La misericordia di Dio è indulgente. Va oltre. Va al di là della legge. La sua misericordia sciocca e stupisce con una sovrabbondanza di generosità. La misericordia di Dio non è solo nei confronti dei nostri grandi peccati, ma anche di quelli piccoli, quelli con cui fatichiamo a convivere.

Ogni Anno Nuovo penso a qualche proposito da poter assumere che mi possa aiutare a livello sia umano che spirituale. A volte i propositi sono semplici, come fare esercizio o leggere più libri spirituali.

Quest’anno, in onore del Giubileo della Misericordia (e del papa che amo apertamente), progetto di pensare a propositi che siano in linea con queste domande:

Come posso essere più aperta alla misericordia di Dio?

Come posso diventare il volto della misericordia per gli altri?

Quali sono gli ostacoli al ricevere/dare misericordia nella mia vita, e come posso collaborare con Dio per superarli?

Avete dei propositi che vorreste condividere? Qualche domanda che progettate di porvi nel 2016?

Vi prego di sentirvi liberi di condividerli nello spazio riservato ai commenti.

——-
Suor Theresa Aletheia Noble, fsp, è autrice di The Prodigal You Love: Inviting Loved Ones Back to the Church. Di recente ha pronunciato i primi voti con le Figlie di San Paolo. Ha un blog su Pursued by Truth.

 

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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