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A Madrid “quote rosa” anche tra i Re Magi! Il gender nel presepe

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L’ultima trovata dei progressisti si chiama Melchiorra (o Gasparra)!

Quest’anno a Madrid sfilerà un Re Magio donna contro le discriminazioni di genere: è questa l’ultima geniale trovata dei progressisti spagnoli. L’idea è dei consiglieri municipali di Ahora Madrid (il nuovo partito “orizzontale” vicino a Podemos, Izquierda Unida e al Partito Socialista Operaio, PSOE) che hanno stabilito che nei distretti capitolini di Puente de Vallecas e San Blas-Canillejas uno dei tre personaggi che sfilerà nella tradizionale cabalgata natalizia, dovrà essere necessariamente una donna per favorire anche durante il Natale quelle “quote rosa” così care alle femministe e al laicismo egualitario. Si tratterà dunque di una regina Melchiorra o di una regina Gasparra, visto che a interpretare Baldasarre sarà un giovane africano.

La tradizionale cavalcata de “Los Reyes”
Ogni anno il 5 gennaio, giorno prima dell’Epifania, in tutte le città della Spagna, i tre misteriosi personaggi attraversano le strade della città sui loro cavalli e cammelli accompagnati da paggi e aiutanti, distribuendo caramelle e dolci ai bambini e ricevendo le loro letterine. Il festoso corteo è un appuntamento atteso da tutti, non solo dai più piccolini, ed è tra le tradizioni natalizie più radicate nel paese, assieme al presepe e al canto dei tradizionali villancicos, canti religiosi che narrano le storie della nascita di Gesù, l’arrivo dei pastori e l’omaggio dei Magi.

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L’attacco dei popolari: il gender contro il senso comune!
Non si è fatta attendere la risposta dei dirigenti del Partido Popular del premier Rajoy, che hanno tuonato contro la bizzarra iniziativa. La presidente e portavoce del PP di Madrid, pur dichiarandosi favorevole alla parità di genere, ha definito, senza mezzi termini, una “stupidaggine senza senso” l’idea della Regina Maga. “Chi vuole distruggere le tradizioni cristiane sta facendo di tutto, e queste cose mi infastidiscono personalmente ancora di più quando a subirle sono i bambini”. Secondo la Aguirre “i consiglieri di Ahora Madrid non si azzarderebbero a snaturalizzare il Ramadám” mentre si permettono di modificare a piacimento le tradizioni cattoliche, pur trattandosi della “religione maggioritaria in Spagna”. Dal canto suo Concepción Dancausa, delegata del governo per la città di Madrid, ha affermato che c’è il serio rischio di confondere i bambini, “i veri protagonisti della tradizionale Cabalgata” e che l’Epifania non è “il luogo giusto per rivendicare politiche d’uguaglianza tra i sessi”, un tema su cui “le donne del PP la pensano allo stesso modo di quelle del PSOE e degli altri partiti”. Dal canto suo la consigliera comunale Isabel Rosell (PP) ha affermato che la mossa “implica l’utilizzo di politiche gender per camuffare settarismo e mancanza di senso comune”.

Le proteste sui social: il sindaco sul cammello.
In poche ore, durante le feste natalizie, la polemica sui Re Magi ha raggiunto importanti picchi di popolarità su Twitter ottenendo il 23 dicembre – secondo il quotidiano El País – tre trending topics (le parole più citate dagli utenti):#ReinaMaga (Regina Maga), #Baltasar (il nome che la tradizione attribuisce al Mago dalla pelle scura) e #GloriaFuentes (famosa poetessa spagnola morta nel 1998 e considerata ora una visionaria perché, nel 1978, pubblicò un opera teatrale per bambini intitolata “Las Tres Reinas Magas”). Molti gli attacchi diretti al sindaco Carmena, dettati dal senso comune, così come le battute e i fotomontaggi che la ritraggono a cammello vestita da Regina Maga.

Le risposte di Ahora Madrid: “si tratta di un gioco”!
Di fronte alle immediate proteste di politici e cittadini, i rappresentanti di Ahora Madrid hanno difeso l’iniziativa “votata dalla commissione di quartiere che si occupa della Cabalgata“. Secondo la presidente del distretto di San Blas, Marta Gomez (Ahora Madrid) non esiste “nessun problema” ma ammette di non sapere “come la prenderanno i bambini”. La decisione nasce in un quartiere dove “le associazioni stanno lavorando molto sulle tematiche gender“. La polemica non ha senso neanche per il sindaco Manuela Carmena che si è detta molto soddisfatta dell’iniziativa promossa dai suoi collaboratori. “Il bello del travestimento è che si tratta di un gioco – ha affermato – un gioco molto dignitoso”. Infine ha invitato a risolvere questi conflitti con “simpatica”. Daniela Lillo, la donna scelta per rappresentare Gasparre nel quartiere di San Blas-Canillejas, ha affermato che “coi capelli e con la barba, i bambini neanche se ne accorgeranno. Loro partecipano solo per divertirsi”. In seguito alle polemiche gli organizzatori hanno tenuto a precisare che la donna sarà comunque travestita da uomo: nessuna Regina dunque ma un vero e proprio Re (al massimo un Re Magio trasgender!).

Baldasarre: nero vero o dipinto? Un caso di abominevole discriminazione razziale.
Non è la prima volta che la sfilata dei Magi diventa occasione di aspre polemiche discussioni. Da diversi anni, infatti, molte voci si sono alzate per chiedere che Baldassarre sia interpretato da un uomo di colore e non da un “bianco” dal volto dipinto di bitume. Secondo la tradizione infatti il terzo Re Magio è un moro che rappresenta le popolazioni dalla pelle scura che adorano Gesù bambino come il Messia di Dio. Spesso, a vestire i panni del famosissimo Re scuro è un uomo bianco che indossa gli abiti regali e la lunga barba dopo essersi dipinto il volto e le mani. Sono molti, però, a considerare l’uso del colore artificiale una mancanza di senso comune di fronte alla presenza di molti immigrati africani nella capitale spagnola, un gesto razzista e politicamente scorretto. La coordinatrice del gruppo “afro-socialista” Consuelo Cruz, ha affermato lo scorso anno che la sua è una lotta che porta avanti da 11 anni da “quando, la prima volta, ho visto il Re Baldassarre che stingeva…”. “Da allora vedo la Cabalgata come il più grande gesto di discriminazione in Spagna contro i negri, lo sentiamo come una presa in giro”! “Per noi è molto importante. E’ una mancanza di rispetto alla nostra comunità e un abominio. Inviavamo lettere e petizioni e molta gente rideva di noi… Come vedreste un Babbo Natale negro dipinto di bianco?”.

In realtà le vecchie amministrazioni giustificavano il fatto ricordando che i tre Re erano tutti consiglieri comunali e che nessun consigliere aveva la pelle scura. Con l’arrivo di Ahora Madrid, le cose sono cambiate, e dallo scorso anno Baldasarre non deve più far parte necessariamente della giunta capitolina ma – soprattutto – non ha più bisogno di dipingersi il volto perché verrà scelto tra i cittadini africani di Madrid.

La presa di posizione del quotidiano El Pais: lunga vita alla Regina (Maga)!
Il quotidiano El País, nettamente schierato a sinistra nei dibattiti politici e sociali, ha pubblicato in questi giorni una lista di “buoni motivi” perché uno dei Re Magi sia una donna. Il principale argomento sarebbe il silenzio dei racconti Evangelici sul sesso dei misteriosi personaggi. Questo lascerebbe libero spazio all’immaginazione facendo dunque pensare addirittura ad un trio di donne orientali avvolte in sete e turbanti. Un altro motivo sarebbe che “l’invenzione” del re Baldasarre risale al Medioevo con la pretesa di universalizzare il messaggio cristiano. Il terzo argomento è il riconoscimento del Sinodo Anglicano della possibilità che uno dei tre personaggi fosse una donna. Il quarto argomento gioca sul fatto che se il Re Magio nero può essere rappresentato da un uomo bianco senza destare scandalo, una donna potrebbe senza problemi rappresentare un Re Magio maschio (e nero).  Come quinto argomento si ricorda che le tradizionali Cabalgatas non sono fedeli in modo rigoroso al testo biblico (argomento che, in realtà contraddice il primo) vista la presenza sui carri di personaggi dei fumetti e dei cartoni animati. Infine, afferma El País, una donna Re Magio non sarà sicuramente né la prima né l’ultima perché in diverse località è stato il gentil sesso a salutare i bambini dal cammello!

Il desolante panorama politico: cattolici senza scelta.
Tutto questo accade all’indomani delle elezioni municipali del 20 dicembre che hanno segnato la fine del bipartitismo che regnava in Spagna dal periodo post franchista. L’ascesa dei nuovi partiti anti-sistema (Podemos a sinistra e Ciudadanos al centro) hanno provocato il crollo dei popolari e dei socialisti lasciando ai primi una vittoria amara senza raggiungere la maggioranza, e dunque l’impossibilità di formare un governo senza (improbabili) alleanze, e ai secondi un minimo storico da dimenticare, segno di un bisogno di cambiamento che ha spostato i voti verso Podemos, terza forza nazionale. Un panorama politico incerto in cui ogni diatriba diventa una polveriera in cui bruciano indiscriminatamente principi politici e proclami da campagna elettorale.
Lo scorso anno, in riferimento alla legge sull’aborto firmata da Zapatero e sottoscritta dai Popolari di Rajoy (fece scalpore il caso-Gallardón, il ministro che si dimise dopo aver tentato invano di modificare la legge di aborto-libre), il Vescovo di San Sebastián mons. José Ignacio Munilla, affermava che “i credenti si trovano di fronte a un grosso problema” perché “nell’arco parlamentare non esiste nessun partito nell’ambito statale capace di rappresentare il voto cattolico”. In altre parole “un cattolico che desideri rimanere fedele ai principi della Dottrina Sociale della Chiesa, non può votare coerentemente per i partiti politici nazionali presenti nell’attuale Congresso dei Diputati”. (cfr. lettera aperta Voz de los sin voz, “Voce dei senza voce”).

Manuela Carmena: il sindaco progressista che fa i dispetti ai cattolici.
Che la candidata sindaco del nuovo gruppo indipendente di sinistra Ahora Madrid, Manuela Carmena, non avrebbe rappresentato una garanzia per i cattolici, lo si poteva prevedere. Ciò che forse non si poteva immaginare è quanto questa signora – giudice della Corte Suprema ed ex membro del Partito Comunista Spagnolo –  una volta eletta sindaco, o sindaca, di Madrid avrebbe fatto per opporsi alle tradizioni e abitudini dei cattolici, colpendo innanzitutto le tradizioni più sentite del Natale e della Pasqua, ovvero: il presepe, la Cabalgata dei Re Magi e la famosa Semana Santa parte ormai essenziale del floklore nazionale. Ad Ottobre Carmena annunciò di voler togliere il tradizionale Presepe da Plaza Cibeles perché “il comune non è dei cattolici”, fu poi costretta a fare marcia indietro – dopo le numerose proteste – ed allestirne uno di dimensioni ridotte (dalle 200 figure del 2014 a 30 pezzi).

Dopo aver cancellato il nome di 30 strade di Madrid perché toponimi in relazione con la guerra civile e la dittatura franchista, e dopo la polemica decisione – spinta da motivazioni politiche ma giustificata da presunte esigenze cromatiche richieste dall’Unione Europea – di togliere il logo con la bandiera spagnola dalle pattuglie di polizia (la bandiera nazionale irrita la sinistra anche all’estero!), l’ultima proposta shock della sindaca capitolina è stata l’equiparazione della Settimana Santa col Ramadan e il Capodanno cinese. Il prossimo anno il comune di Madrid contribuirà ad ognuno di questi eventi pubblici con la cifra di 150mila euro: lo stesso contributo per feste dall’importanza, partecipazione e interesse pubblico completamente diverso. E’ la prima volta che le feste islamiche e cinesi saranno promosse e sovvenzionata dal comune. Una applicazione maldestra e scapestrata dell’uguaglianza tra le religioni che ha fatto saltare sulla sedia non pochi spagnoli dopo la pubblicazione dei bilanci per il 2016.

Paragonare infatti il Ramadan e il Capodanno cinese con la Semana Santa è fuori logica se si considera la grande importanza che questa tradizionale settimana rappresenta per tutto il paese, cattolici e non, a livello religioso ed economico. L’evento offre ogni anno una spinta sostanziale al settore turistico e prevede importanti investimenti e grossi guadagni sia da parte delle amministrazioni locali che da enti privati. Una tradizione, quella della Semana Santa che lungi dal perdere forza, si radica e rafforza col passare degli anni! L’ultima edizione infatti – secondo quanto ha affermato il ministro dell’Industria, Energia e Turismo José Manuel Soria – ha raccolto le migliori cifre degli ultimi otto anni, raggiungendo la media di 80% di occupazione alberghiera con picchi fino al 95%. Il settore alberghiero è quello che, durante la Settimana Santa e la Pasqua, gode di maggiori benefici e che crea più posti di lavoro riducendo il tasso di disoccupazione di circa 10mila posti. Un riscontro economico notevole che – sottolinea il quotidiano nazionale ABC – non emerge certo durante le feste del Ramadan e del Capodanno cinese. Nel suo primo messaggio ufficiale come sindaco, la Carmena ha parlato dello smog e dell’urgenza ecologica, del desiderio di una città pulita, dell’attenzione ai poveri e della fine delle guerre e ha puntualizzato che “Il Natale è una festa sigillata da una cultura millenaria, una festa simultaneamente cristiana e pagana”.

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Il curioso caso del paese con le Tre Regine Maghe!
Curioso il caso di  Hospital de Órbigo, un piccolo comune di 1119 abitanti in provincia di Castilla y León. Qui a sfilare per le strade del paese saranno tre giovanissime Regine Maghe accompagnate dalle loro serve, per incarnare la Cabalgatapiù femminile di tutta la Spagna. Non si tratta però di rivendicare la parità tra i generi ma di uno strano scherzo del destino. Tradizione vuole infatti che a Hospital de Órbigo a vestirsi da Re Magio siano i ragazzi che compiranno i diciotto anni nel nuovo anno appena iniziato. La scelta delle ragazze è stata dunque obbligata da un curioso avvenimento: nel 1998 non è nato nessun maschietto nell’ospedale del paese! Nessun maschietto, dunque, per incarnare i Re Magi d’Oriente ma, in questo caso, non per snaturare la tradizione bensì per onorarla!

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