Aleteia logoAleteia logoAleteia
venerdì 03 Dicembre |
San Francesco Saverio
Aleteia logo
Approfondimenti
separateurCreated with Sketch.

Romero, i giorni della prigionia

© DR

Alver Metalli - Terre D'America - pubblicato il 28/12/15

Una pagina sconosciuta nella vita del beato: il suo ritorno dopo gli studi a Roma e la detenzione in un campo di concentramento a Cuba

C’è una pagina quasi sconosciuta nella vita del giovane Romero, un momento durato 127 giorni, dal 16 agosto al 23 dicembre 1943, un tempo quasi enigmatico, a cui neppure l’oggi Beato arcivescovo di San Salvador fa riferimento nei suoi scritti o con i suoi collaboratori posteriori. Cronologicamente si situa alla fine dei sei anni di studi romani, al compimento dei quali Romero intraprese il viaggio di ritorno a El Salvador dove lo aspettavano come novello sacerdote pronto per il lavoro pastorale in una qualche diocesi del suo convulso paese. Romero prese un volo della compagnia di bandiera Aerolineas Argentina all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma. Fece scalo a Barcellona dove rimase alcuni giorni, per poi visitare Madrid e Bilbao. Quindi a bordo della nave “Marqués de Comillas” intraprese la traversata oceanica verso El Salvador.

Su questo periodo misterioso di poco più di quattro mesi, davanti al quale più di un biografo del vescovo martire ha dovuto riconoscere con una certa frustrazione di non poter gettare luce, adesso giunge provvidenziale una ricerca del direttore del sito Super Martyrio, Carlos Colorado, che per la prima volta fornisce date, circostanze e dettagli degli avvenimenti che si sono succeduti. Dove tra l’altro compare anche un inedito Ernest Hemingway, il Nobel della Letteratura con un passato cubano, nel ruolo di sospetta spia ai danni di Romero. Perché una volta raggiunta Cuba, Romero e il suo miglior amico di allora, il sacerdote Rafael Valladares, vennero arrestati e rinchiusi in un campo di concentramento.

“Sicuramente Romero e Valladares viaggiavano tranquilli nel Comillas pensando di aver superato il pericolo per essersi lasciati alle spalle le guerre europee” scrive Carlos Colorado: “Quello che non si immaginavano è che l’Atlantico era un mare di intrighi, popolato di spie, cospiratori e infiltrati, e dove si librava una guerra vera e propria tra navi alleate e sottomarini dell’Asse, i famosi U-Boots tedeschi”. Dalla ricostruzione che presenta il direttore di Super Martyrio sappiamo che il primo approdo della nave su cui si era imbarcato Romero fu l’isola di Trinidad e Tobago, un sabato 18 settembre. Lì venne scrupolosamente interrogato. Un primo indizio che mostra come il clima tranquillo sulla nave passeggeri fosse solo apparente. Era in realtà “un epicentro di sospetti”. E qui ha inizio un episodio su cui ci sono ancora legittimi dubbi da dissipare, e che Carlos Colorado riferisce così: «Il mese di dicembre dell’anno prima il futuro premio Nobel per la Letteratura, Ernest Hemingway, nelle vesti di aspirante agente segreto vigilava il transito nell’Atlantico dalla sua barca da pesca e probabilmente aveva individuato attività sospette nella nave su cui Romero avrebbe dovuto viaggiare nove mesi dopo, il “Marqués de Comillas” appunto. In un rapporto consegnato all’FBI e trasmesso da questi alle autorità cubane, Hemingway segnalava di aver visto il “Marqués de Comillas” scambiare qualcosa con un sottomarino tedesco, o rifornendolo di combustibile o trasferendo spie tedesche. E’ bene aggiungere che una spia tedesca era già stata arrestata e giustiziata a Cuba quello stesso anno (1942)».

La paura per le incursioni degli U-Boots erano forti. Tra la metà del 1942 e gli inizi del 1944 sette imbarcazioni cubane erano state affondate dai sottomarini tedeschi. Non sorprende che le segnalazioni di Hemingway contro il “Marqués de Comillas” venissero prese seriamente e indagate fino in fondo. Nove mesi prima del viaggio di Romero e Valladares tutto l’equipaggio della nave, 40 membri, e i 50 passeggeri, vennero trattenuti e interrogati nel porto di l’Avana sul merito della segnalazione ricevuta.

  • 1
  • 2
Tags:
oscar romerosanti e beati
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni