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Il Papa: «Clima: si cambi ora o mai più. Siamo al limite del suicidio»

© MASSIMILIANO MIGLIORATO/CPP

Andrea Tornielli - Vatican Insider - pubblicato il 30/11/15

Sul volo di ritorno dall’Africa. «Se l'umanità non cambia continueranno le miserie, le tragedie, le guerre, i bambini che muoiono di fame, l'ingiustizia».

Il mondo è sull’orlo del suicidio e rischia di precipitarvi se non cambia decisamente strada nell’affrontare i problemi legati al cambiamento climatico e frutto dell’attuale modello di sviluppo. L’ha detto Francesco dialogando con i giornalisti durante il volo da Bangui a Roma. Il Papa ha risposto anche a un paio di domande su Vatileaks: «E’ stato un errore la nomina di Vallejo Balda e della Chaouqui nella commissione Cosea». Francesco ha aggiunto un significativo riconoscimento dell’opera contro la corruzione iniziata da Ratzinger.

In Kenya ha incontrato le famiglie povere di Kangemi e ha ascoltato le loro storie di esclusione dai diritti umani fondamentali come la mancanza di accesso all’acqua potabile. Che cosa ha provato sentendo le loro storie e che cosa bisogna fare per porre fine alle ingiustizie?

«Su questo problema ho parlato varie volte. Non ricordo bene le statistiche ma mi sembra di aver letto che l’80 per cento della ricchezza del mondo è nelle mani del 17 per cento della popolazione, non so se è vero. È un sistema economico che ha al centro il denaro, il dio denaro. Ricordo una volta un ambasciatore non cattolico, parlava francese e mi ha detto: “Nous son tombeé dans l’idolatrie dell’argent”. Cosa ho provato a Kangemi? Ho sentito dolore, un grande dolore! Ieri sono andato all’ospedale pediatrico, l’unico di Bangui e del Paese. In terapia intensiva non hanno l’ossigeno, c’erano tanti bambini malnutriti. La dottoressa mi ha detto: la maggioranza di loro moriranno perché hanno la malaria forte e sono malnutriti. L’idolatria è quando un uomo o una donna perdono la propria carta d’identità, cioè l’essere figli di Dio e preferiscono cercarsi un Dio a propria misura. Questo è il principio: se  l’umanità non cambia continueranno le miserie, le tragedie, le guerre, i bambini che muoiono di fame, l’ingiustizia. Cosa pensa questa percentuale che ha nelle mani l’ottanta per cento della ricchezza del mondo? Questo non è comunismo, è verità. E la verità non è facile vederla».

Vorrei sapere qual è stato il momento più memorabile della visita, se tornerà in Africa e quale sarà il suo prossimo viaggio…

«Se le cose vanno bene credo che il prossimo viaggio sarà in Messico, le date non sono ancora precise. Tornerò in Africa? Non lo so. Io sono anziano, i viaggi sono pesanti! Il momento più memorabile: quella folla, quella gioia, quella capacità di festeggiare, far festa pur avendo lo stomaco vuoto. Per me l’Africa è stata una sorpresa. Dio sempre ci sorprende, ma anche l’Africa ci sorprende. Ricordo tanti momenti, ma soprattutto la folla… Si sono sentiti “visitati”, hanno un senso dell’accoglienza molto grande, e io l’ho visto nelle tre nazioni. Poi ogni Paese ha la sua identità: il Kenya è un po’ più moderno e sviluppato. L’Uganda ha l’identità dei suoi martiri: il popolo ugandese, sia i cattolici che gli anglicani, venera i martiri. La Repubblica Centrafricana ha voglia di pace, riconciliazione, perdono. Loro hanno vissuto fino a quattro anni fa tra cattolici, protestanti, islamici, come fratelli. Ieri sono andato dagli evangelici che lavorano tanto bene e poi sono venuti a messa. Oggi sono andato in moschea, ho pregato in moschea, l’Imam è salito sulla papamobile per fare un piccolo giro tra i profughi. C’è un piccolo gruppetto molto violento, credo cristiano o che si dice cristiano, ma non è l’Isis, è un’altra cosa (gli anti-Balaka, ndr). Adesso si faranno le elezioni, hanno scelto un Presidente di transizione, questa donna come presidente e cercano la pace: niente odio».

Oggi si parla molto di Vatileaks. Senza entrare nel merito del processo in corso, vorrei chiederle: qual è l’importanza della stampa libera e laica per sradicare la corruzione?

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