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La casa di Bertone coi soldi del Bambin Gesù?

© Public Domain
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A rivelarlo due volumi in uscita ma la Fondazione che controlla l'Ospedale è già stata rinnovata da tempo dal cardinal Parolin

Mentre il Papa predica povertà a partire dal nome che si è scelto, questa condizione non è sempre accolta con lo stesso zelo dal resto della Curia, cosa che desta scandalo non solo tra i fedeli, ma anche tra i non credenti. Se il Pontefice insomma vive in 50 metri quadri in una casa del clero, insieme cioè ad altri sacerdoti come lui ed invita ad usare le vaste proprietà della Chiesa per l’accoglienza e la misericordia dei profughi e dei poveri in generale, questo invito non trova sempre l’adeguata corrispondenza. A spiegarlo i libri di Fittipaldi e Nuzzi in uscita in queste ore:

secondo un documento della Commissione referente – citato da Emiliano Fittipaldi in “Avarizia” (Feltrinelli) – vi sono ben 26 istituzioni che in un modo o nell’altro si relazionano alla Santa Sede. Valore a bilancio del patrimonio, 1 miliardo di euro. Ma secondo il documento, la cifra andrebbe moltiplicata per quattro.


Cinquemila nella Capitale sono gli appartamenti dell’Apsa, l’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica. E non solo. «Proprietà in Inghilterra per 25,6 milioni; in Svizzera per 27,7; case, negozi, palazzi e appartamenti in Italia e in Francia per appena 342 milioni». Tutto questo ingente patrimonio immobiliare è a disposizione innanzitutto dei principi della Chiesa. È noto il caso del cardinale Tarcisio Bertone, l’ex segretario di Stato, salesiano, che vive in un attico da 500 metri quadri con vista su San Pietro, risultato dalla fusione di due appartamenti precedenti. Secondo un documento citato da Fittipaldi, la fondazione Bambino Gesù, che raccoglie le donazioni a favore dell’omonimo ospedale pediatrico, ha versato 200 mila euro per la ristrutturazione dell’appartamento (Vatican Insider, 4 ottobre).

E proprio ieri la Fondazione Bambino Gesù ha voltato pagina. Si è riunito infatti ieri mattina a Roma per la prima volta il nuovo Consiglio direttivo della Onlus dell’Ospedale Pediatrico della Santa Sede, nominato direttamente dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin. Nuovi consiglieri, nuovo statuto e nuova mission: «Un obiettivo – dichiara la presidente Mariella Enoc – cui ho lavorato fin dal primo giorno del mio insediamento per garantire trasparenza, solidarietà e innovazione». Questo per quanto riguarda la governance della Fondazione che controlla e reperisce risorse per l’omonimo Ospedale il cui management era stato cambiato, sempre dal cardinal Parolin, proprio nel gennaio di quest’anno. Come dire che le procedure di bonifica sono iniziate assai prima dell’arrivo dei libri e che sono il frutto di una attenta politica da parte di Francesco e dei suoi più stretti collaboratori come – in realtà – emerge dai libri in uscita in queste ore.

A sbalordire i comuni mortali, poi, giungono le scoperte di Gianluigi Nuzzi, perché l’appartamento di Bertone «non è l’eccezione – scrive – ma la regola». Tutti i cardinali della Curia ricevono infatti una residenza di servizio, dove vivono accuditi da una suora che fa da governante. Gli appartamenti hanno sale d’attesa e di rappresentanza, salottini, sale della televisione, per gli ospiti, per il the, per la biblioteca, stanza per l’assistente personale, per il segretario, e per la preghiera. In generale sono collocati in splendidi palazzi nelle vicinanze del Colonnato di San Pietro. In uno, vi era la Santa Inquisizione (Vatican Insider, 4 ottobre).

Non manca la replica del Cardinale che sulla questione dell’appartamento era già stato al centro delle cronache l’anno scorso. In una intervista al Corriere della Sera risponde così:

“È offensivo – replica – un’altra delle tante accuse ingiuste e menzognere che ho ricevuto in questi anni”. Dell’appartamento dice: “Sono 296 metri quadrati, non ci vivo da solo. Per i lavori ho usato 300 mila euro di risparmi miei. I 200 mila versati dalla Fondazione Bambin Gesù? Così dicono, ma io non ho autorizzato nulla”. Annuncia di aver dato mandato al suo avvocato “di svolgere indagini per verificare cosa sia realmente accaduto. Nel caso venisse accertato che sono state effettuate azioni fraudolente a mio danno – spiega Bertone – è chiaro, non esiterò a reagire. Vorrei vedere cosa è stato pagato e quanto, il verbale che lo testimonierebbe”.

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