Aleteia
mercoledì 28 Ottobre |
Santi Simone e Giuda
Approfondimenti

La DC, il Vaticano e l'Italia repubblicana

Lucandrea Massaro - Aleteia - pubblicato il 21/10/15


Statisti di chiarissima fede cristiana e di grandissima levatura politica come De Gasperi o Moro si sono anche spesso distinti per la loro autonomia dalla Chiesa e perfino dalle indicazioni del Papa. La Democrazia Cristiana svolgeva così il suo ruolo democratico, ma tradiva la sua ispirazione di fondo? Ma le due cose possono camminare insieme?

Pombeni: De Gasperi, Moro ed altri ebbero un ruolo di primo piano nel testimoniare che la fede cattolica in politica è un lievito per migliorare la qualità della “pasta” della vita sociale e istituzionale. Essi si limitarono a non tenere conto di indicazioni che venivano da una gerarchia che non esercitava il suo carisma di interprete del Vangelo e di guida verso la salvezza, ma soggiaceva alla tentazione di fare essa stessa “politica” senza accettare che nel momento in cui scendeva su quel terreno doveva rassegnarsi ad essere trattata alla stregua di qualsiasi altro militante politico (incluso il fatto di essere sconfessata per i suoi errori).

Il discorso sulla “democrazia cristiana” è più complesso. Su questo tema c’è un bel discorso di Giuseppe Dossetti del 1962 recentemente pubblicato dal Mulino: se la democrazia cristiana deve venire intesa come una via per instaurare il regno di Dio in terra questa è una prospettiva persino blasfema (nessun uomo o forza umana può pensare di riuscire a farlo). Se invece la DC accetta di essere una forza politica che, con il rischio di tutta la sua dialettica interna, propugna una politica orientata al bene dell’uomo e delle comunità in cui questo vive, essa fa quanto il messaggio cristiano chiede ad ogni “uomo pubblico”. Poi ovviamente non è detto che sempre le cose riescano: si può essere animati da sincere buone intenzioni e non essere capaci di capire fino in fondo cosa Dio si aspetta da noi. Si deve poi essere coscienti che essendo tutto azione di uomini fallibili va accettato che ogni realizzazione sia anche nel migliore dei casi un risultato parziale ed intermedio.

Per questo io davvero penso che un’azione dei cattolici possa senza problemi essere un servizio alla democrazia in piena aderenza coi valori di fondo del messaggio cristiano.

Dottor Marchi, con la dissoluzione della DC, l’area cattolica e il suo personale politico si è sparso tra destra e sinistra, andando a costituire quelle aree definite appunto “centrodestra” e “centrosinistra”, categorie che sono vissute per circa un ventennio. Con l’avvento di Renzi e del “Partito della Nazione” siamo ad una ricostituzione di quell’area politica o è qualcosa di completamente diverso? Il Renzi-scout è un frutto del movimentismo cattolico oppure è qualcosa di completamente differente sul piano culturale?

Marchi: La dissoluzione della Democrazia Cristiana di inizio anni Novanta è il frutto del concatenarsi di una serie di fattori interni al mondo cattolico italiano, ma anche esogeni rispetto ad esso, maggiormente legati all’evoluzione politico-istituzionale del Paese e alle dinamiche di uscita dalla contrapposizione tra i due blocchi della cosiddetta Guerra fredda. Cerco di spiegarmi meglio e di semplificare un nodo problematico che necessiterebbe di ben altro spazio per essere sviluppato. Esauritasi la fase della ricostruzione e della collocazione del Paese nel solco dell’europeismo e dell’atlantismo, Fanfani e Moro sono i due leader democristiani che tentano di adattare il Paese e il partito dei cattolici alla trasformazione più complessiva della società italiana in una società del benessere, con tutte le ricadute del caso sul fronte della secolarizzazione. L’apertura a sinistra e il processo di laicizzazione della Dc degli anni Sessanta sono l’altra faccia della medaglia di quella grandissima operazione di autoriforma e ingresso nel mondo moderno che la Chiesa cattolica compie con il Concilio Vaticano II. Il punto però è che, quando si liberano energie, in particolare se giovanili, gli esiti non sono facilmente controllabili. Se a questo si unisce la grande crisi della società occidentale capitalistica e industriale di inizio anni Settanta, ecco la vera radice della crisi della DC. La tragica morte di Aldo Moro può essere letta allora come “la fine della DC”, intesa come partito di cattolici, anche se le avvisaglie si erano già avute alcuni anni prima con la fine del collateralismo di Acli, Fuci ecc. e con la vicenda del referendum sul divorzio. La Dc avrebbe retto il sistema per quasi un altro ventennio? Certamente sì, ma lo avrebbe fatto come un “moderno” catch all party, per di più “costretto” a governare in un sistema dominato dalla conventio ad excludendum. Infine su questa evoluzione è piombata come un ciclone la cosiddetta “questione morale” o la mannaia di Tangentopoli che dir si voglia, che ha falcidiato una classe dirigente che però, ci tengo a sottolinearlo, anche da un punto di vista ideale e di proposta politico-intellettuale non era certo paragonabile alla generazione fanfaniana e morotea. Tutto ciò per dire che i richiami alla “vocazione cattolica” di personaggi di primo o secondo piano delle coalizioni di centro-destra e centro-sinistra del post 1994 non erano altro che il tentativo di accreditare un sistema fintamente bipolare, nel quale normalmente si possono trovare politici spinti ad agire all’interno della polis in quanto credenti nello schieramento conservatore o in quello progressista (per utilizzare due categorie non del tutto adeguate, ma un po’ meno inadatte di quelle di destra e sinistra). Insomma se il mio discorso non è risultato troppo confuso, mi pare chiaro che dalla metà degli anni Settanta in poi se la DC è “sempre meno cattolica”, si apre uno spazio importante per l’altro attore che non si deve mai trascurare quando si riflette di ruolo dei cattolici nello spazio politico nazionale, appunto la Chiesa cattolica italiana. Ma di questo accennerò nella prossima risposta. E a proposito del Renzi-scout, spero di aver dato risposta…..

  • 1
  • 2
  • 3
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
cattolici in politicademocrazia cristiana
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Camille Dalmas
Il montaggio dietro alla discussa frase del p...
Mirko Testa
Quali lingue parlava Gesù?
PRAYER
Philip Kosloski
Resistete alla “tristezza del diavolo” con qu...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
CARLO ACUTIS, CIAŁO
Gelsomino Del Guercio
Preghiera a Carlo Acutis con richiesta di una...
Catholic Link
7 armi spirituali che ci offrono i santi per ...
ARCHANGEL MICHAEL
Gelsomino Del Guercio
La preghiera di protezione contro gli spiriti...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni