Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
mercoledì 28 Ottobre |
Santi Simone e Giuda
home iconChiesa
line break icon

La carità del Papa: ai profughi l'ambulatorio mobile

AFP PHOTO/POOL/MENAHEM KAHANA

DEHEISHEH : Pope Francis is greeted by children from nearby Palestinian refugee camps on May 25, 2014 during a visit to the Deheisheh camp, on the outskirts of the biblical city of Bethlehem. Pope Francis made an impassioned plea for the protection of children at a mass in Bethlehem's Manger Square in the West Bank, where rights groups say minors are mistreated by Israel. AFP PHOTO/POOL/MENAHEM KAHANA

Andrea Tornielli - Vatican Insider - pubblicato il 18/09/15

Era stato donato a Benedetto XVI per eventi con la presenza del Pontefice. Ora assiste i migranti nei dintorni di Roma.

Una prima famiglia di rifugiati è stata accolta in un appartamento del Vaticano, dopo l’appello lanciato meno di due settimane fa all’Angelus da Papa Francesco, che aveva invitato ogni parrocchia, comunità religiosa, santuario e parrocchia d’Europa a ospitare una famiglia di profughi. Ne dà notizia l’Elemosineria apostolica, che racconta anche dell’entrata in servizio tra i profughi romani, regolari e irregolari, di un ambulatorio mobile fino a oggi usato per gli eventi con il Papa.

«Da alcuni giorni la comunità parrocchiale di Sant’Anna in Vaticano – informa il comunicato – ha accolto una famiglia di profughi, composta da padre, madre e due figli. La famiglia, di nazionalità siriana, arriva dalla città di Damasco da cui è fuggita a causa della guerra. È entrata in Italia proprio nella domenica quando il Santo Padre, al termine della preghiera dell’Angelus, ha rivolto l’accorato appello ad accogliere una famiglia in ogni parrocchia, comunità religiosa, monastero e santuario. Sono cristiani di rito greco-melchita cattolico, del Patriarcato di Antiochia».

I quattro componenti della famiglia sono stati ospitati in un appartamento del Vaticano, nelle vicinanze di San Pietro e dunque risiedono fuori dalle mura. «È stata subito avviata la procedura – continua la nota – per la richiesta di protezione internazionale. In base alla legge per i primi sei mesi dalla presentazione della domanda d’asilo i richiedenti protezione internazionale non possono lavorare. In questo periodo saranno assistiti e accompagnati dalla comunità parrocchiale di Sant’Anna».

L’Elemosiniere, il vescovo Konrad Krajewski, spiega: «Fino alla decisione italiana di riconoscere o meno lo status di rifugiati non è possibile fornire altre informazioni che riguardano questa famiglia. Pertanto, proprio per tutelarli in questo cammino di riconoscimento, è opportuno che anche i mass media rispettino la loro volontà di non essere cercati e intervistati». Per quanto riguarda invece l’accoglienza della seconda famiglia da parte dell’altra parrocchia vaticana, quella di San Pietro, «non possiamo ora dare alcuna notizia fino alla conclusione dei necessari adempimenti».

In questo contesto «di carità cristiana verso le persone che fuggono dalla guerra e dalla fame», continua il comunicato, «vale la pena anche sottolineare che da molti anni i Pontefici, attraverso l’Elemosineria apostolica, hanno contribuito al pagamento delle tasse per il rilascio del primo permesso di soggiorno per i rifugiati per mezzo del Centro Astalli diretto dai gesuiti (nel 2014 sono stati erogati circa 50.000 euro a tale fine). Oltre a questo, l’Elemosineria, sempre a nome del Papa, aiuta quotidianamente numerose persone e famiglie di profughi, oltre a provvedere alle prime necessità, anche sanitarie, per molti centri di accoglienza situati a Roma».

Infine, monsignor Krajewski informa che «da alcuni giorni un moderno ambulatorio mobile, donato alcuni anni fa al Papa e fino a oggi riservato solamente agli eventi da lui presieduti, è stato messo a disposizione alcune volte a settimana per assistere i profughi nei centri di accoglienza, anche non regolari, situati nelle periferie di Roma». I volontari che prestano servizio sono medici, infermieri e Guardie Svizzere; dipendenti dello Stato Vaticano, dell’Università di Tor Vergata e membri dell’Associazione di Istituto di Medicina Solidale Onlus.

QUI L’ORIGINALE

Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
papa francescoprofughi
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Camille Dalmas
Il montaggio dietro alla discussa frase del p...
Mirko Testa
Quali lingue parlava Gesù?
PRAYER
Philip Kosloski
Resistete alla “tristezza del diavolo” con qu...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
CARLO ACUTIS, CIAŁO
Gelsomino Del Guercio
Preghiera a Carlo Acutis con richiesta di una...
Catholic Link
7 armi spirituali che ci offrono i santi per ...
ARCHANGEL MICHAEL
Gelsomino Del Guercio
La preghiera di protezione contro gli spiriti...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni