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“Immigrati, gender, corruzione non ci fanno paura”. La sfida di LoppianoLab

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Tre le direzioni indicate: una cultura del dialogo, una cittadinanza attiva e un’economica civile

Europa, immigrazione, terrorismo, famiglia, crisi economica, ma anche cultura e sviluppo: di questo si parlerà alla sesta edizione di LoppianoLab, il 25 e 26 settembre prossimi a Loppiano (Firenze). Come da tradizione, saranno le diverse anime del Paese – cittadini, mondo politico, economico e culturale – a darsi appuntamento per riflettere, progettare e agire sulle grandi sfide dell’attualità.

“Oltre la paura. Cultura del dialogo, cittadinanza attiva, economia civile” è il titolo dell’edizione 2015 promossa da Gruppo Editoriale Città Nuova, Istituto Universitario Sophia, Polo Lionello Bonfanti/Economia di Comunione e Centro internazionale di Loppiano.

GLI OSPITI

Di questo si discuterà nell’appuntamento clou, fissato il 26 settembre alle 15.30, che porta il titolo dell’evento. Sul palco imprenditori, cittadini e lavoratori, giovani, artisti, esponenti del mondo politico e della cultura, tra i quali: Luigi Bobba, sottosegretario Ministero Lavoro e Politiche sociali, Izzedin Elzir, imam di Firenze e presidente UCOII, Pasquale Ferrara, segretario generale Istituto Universitario Europeo di Firenze, Lucia Fronza Crepaz, coordinatrice progetti Scuola di Preparazione Sociale di Trento, Mauro Magatti, sociologo, Università Cattolica di Milano, Vincenzo Morgante, direttore del TgR, testata giornalistica regionale RAI, Carlo Petrini, presidente di Slow Food e Michele Zanzucchi, direttore di Città Nuova.

LABORATORIO PER L’ITALIA

«LoppianoLab è nato come un laboratorio per l’Italia – spiega Zanzucchi ad Aleteia -: buone pratiche esistenti sul territorio e i pensatori più illuminati su un dato argomento si incontrano qui per elaborare sintesi e dare nuove spinte a queste buone pratiche. In questa dimensione, che non va mai dimenticata, quest’anno ci siamo concentrati sulla paura che sembra attraversare l’Italia, nemico subdolo e “liquido”, che prende forme inattese e sconcertanti».

PAURA DA COMBATTERE

Una paura, prosegue il giornalista, «per la crisi economica, per l’isis, per le emigrazioni che hanno raggiunto dimensioni bibliche, per un senso della vita che sfugge tra le mani, per la ridefinizione del ruolo dell’uomo e della donna. E ancora paura per la famiglia che non tiene più, per la corruzione dilagante». LoppianoLab contribuisce a scavalcare la paura, «a non rimanere schiacciati da essa, e aprirsi ad una nuova speranza. E per fare questo indica tre direzioni: una cultura del dialogo, una cittadinanza attiva e un’economica civile».

CULTURA DEL DIALOGO

Cultura del dialogo nel tempo dell’immigrazione e della paura dell’Islam «vuol dire sapersi ascoltare, conoscere l’altro, cercare di avere dei meccanismi di comunicazione corretti. Sul fronte dell’immigrazione saremo nella linea di Papa Francesco, che ha spronato ad accogliere queste persone disperate. Riporteremo degli esempi di chi ha investito sulla linea del pontefice come l’associazione Arcobaleno di Milano che offre pasti e corsi di formazione professionale».

CITTADINANZA ATTIVA

Per quanto riguarda la cittadinanza attiva «vogliamo mettere l’attenzione sulle attività pre-politiche in favore di una partecipazione attiva dei cittadini alla gestione della cosa pubblica localmente. Ci sono esperienze positive che spaziano dalla Toscana, all’Emilia Romagna, sino alla Sicilia semplici cittadini si mettono a disposizione della collettività, attraverso nuove forme di partecipazione».

ECONOMIA CIVILE

Infine, per l’economia civile, «oltre alle testimonianze di imprenditori, avremo personaggi del calibro di Luigi Bobba che ci parlerà del welfare di oggi e delle attuali prospettive, e Luigino Bruni che ci parlerà dell’Economia di Comunione e di come si stia radicando nel mondo».

IL PENSIERO ROSMINIANO

Altro appuntamento di rilievo è il 25 settembre alle 21.00: il segretario generale della C.E.I., monsignor Nunzio Galantino, lo storico Paolo Pombeni e il teologo Piero Coda si confronteranno su una nuova idea di persona, di economia, di società per il XXI secolo a partire dalla concezione dell’umanesimo di Antonio Rosmini.

I TRE LABORATORI

Nella mattinata del 26 settembre, infine, sono fissati tre laboratori promossi dal Gruppo Editoriale Città Nuova, nei quali ci si confronterà su interrogativi e problemi, per raccogliere risorse ed energie e tracciare nuove piste di riflessione e di azione. I temi sono: 1) Dialogo con i musulmani. Utopia o realtà al tempo dell’ISIS e del terrorismo?; 2) Alleanza uomo-donna (e bambino). Tra separazioni, monogenitorialità, uteri in affitto e bambini invisibili; 3) L’impegno per la giustizia sociale nelle nostre periferie esistenziali.

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