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Maria Goretti pellegrina di misericordia in America

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Maria Goretti (1890-1902), italiana, assassinata nel 1902. Ancora adolescente, la ragazza subì le avances insistenti di un giovane vicino. Ella si rifugiò nella preghiera, suo solo riparo, e fece attenzione a non restare mai sola col giovanotto. Quando ricevette l'ennesimo rifiuto, egli la colpì a morte. Prima di morire la giovane perdonò il proprio carnefice, che si sarebbe convertito e avrebbe assistito alla canonizzazione il 26 giugno 1950.

Chiara Santomiero - Aleteia - pubblicato il 15/09/15

Le spoglie della santa varcano l’oceano per un pellegrinaggio che toccherà anche il braccio della morte di un carcere femminile

Stavolta le spoglie della Santa bambina attraverseranno l’oceano per portare anche negli Stati Uniti il messaggio di purezza e perdono cristiano che sono legati al nome di Maria Goretti. Non per niente il lungo itinerario tra parrocchie, cattedrali, prigioni e anche il braccio della morte di un carcere femminile è stato già definito “il pellegrinaggio della misericordia”, in coincidenza con il tempo straordinario di riflessione sull’amore che tutto può, voluto da papa Francesco con il Giubileo della misericordia che si aprirà il prossimo 8 dicembre.

L’amore tutto può: arriva anche a perdonare il proprio assassino. Maria conosceva il suo carnefice: Alessandro Serenelli era un vicino, uno dei contadini che nell’Agro Pontino dei primi anni del secolo scorso si guadagnava una vita stentata in un contesto rurale segnato da miseria, analfabetismo diffuso e violenza, spesso anche tra le mura domestiche.

A Ferriere di Conca, a pochi chilometri da Nettuno, la famiglia di Maria – nata nel 1890, terzogenita di sette figli – arriva da Corinaldo, in provincia di Ancona, nel febbraio del 1900, avendo trovato lavoro presso il conte Attilio Mazzoleni. A loro e alla famiglia Serenelli era stata assegnata un’abitazione con una cucina comune e tre stanze per ciascuna famiglia.

Pochi mesi più tardi il capofamiglia, Luigi Goretti, muore a causa delle condizioni malsane dell’Agro Pontino dove allora imperversavano le malattie infettive, a cominciare dalla malaria. La famiglia resta nella più assoluta precarietà economica, tanto che mamma Assunta rimanda più volte la Prima Comunione di Maria che ha già 10 anni. La piccola, però, ne ha un grande desiderio: “Io non voglio stare senza Gesù”, ripete. La sua insistenza l’ha vinta su ogni considerazione e, finalmente, la tanto agognata Prima Comunione arriva il 16 giugno 1901. Quando rientrano a casa, la mamma dice a Maria: “Adesso dovrai essere più buona, perché hai ricevuto Gesù”. La bambina, rimasta in raccoglimento tutta la giornata, prontamente risponde: “Sì, mamma sarò sempre più buona” e mantiene la promessa.

In ogni circostanza cerca di essere il sostegno della mamma, alleggerendole il lavoro di pulizia della casa e badando ai fratelli più piccoli. A questi insegna le preghiere e, tutti i giorni, al mattino e alla sera, chiede che recitino tre Ave Maria. Alla Madonna è molto affezionata: recita sempre il Rosario e orna di fiori la sua immagine.

Ma la tragedia sta per compiersi. Maria è una bella fanciulla e la sua grazia attira le mire di Alessandro Serenelli, il secondogenito dei vicini che ha otto anni più di lei. Il giovane tenta due volte di insidiarla, ma la fanciulla si oppone e scappa via. Come lui stesso confessò in seguito, stabilì che se alla terza volta fosse stato ancora rifiutato, avrebbe ucciso la ragazza.

Il 5 luglio del 1902 le famiglie Serenelli e Goretti sono impegnate con la trebbiatura delle fave. Alessandro con una scusa torna in casa dove Maria sta rammendando una camicia e tenta ancora di forzare la ragazza che ripete: “No, no, Dio non lo vuole. Se fai questo vai all’inferno”. Travolto dalla rabbia, il giovane la colpisce ripetutamente con il punteruolo che aveva nascosto in precedenza. All’ospedale di Nettuno, dove la ragazza viene ricoverata dopo aver richiamato con le sue grida gli altri abitanti della casa, i medici conteranno quattordici ferite.

Viene operata ma le sue condizioni sono disperate e Maria muore il 6 luglio del 1902. Aveva 12 anni. Prima di morire perdona il suo aggressore e alla mamma dice: “Voglio che venga un giorno con me in paradiso”.

Serenelli fu condannato a 30 anni di prigione. Si pentì e si convertì dopo aver sognato Maria che gli diceva che avrebbe raggiunto il Paradiso.

La fama di martirio di Maria si diffuse da subito: al suo funerale partecipò una folla immensa di persone. Fu beatificata nel 1947 e proclamata santa nel 1950 da papa Pio XII. Dopo la canonizzazione il pontefice ricevette in udienza privata mamma Assunta che accolse dicendo: “Ecco la mamma di una martire”. Era la prima volta che un papa riceveva la madre di una santa.

Il corpo di Maria Goretti riposa nel santuario della Madonna delle Grazie a Nettuno, custodito dai padri Passionisti. In passato le reliquie sono state portate in pellegrinaggio in alcuni luoghi in Italia. Il pellegrinaggio negli Stati Uniti, iniziato il 14 settembre, terminerà il 13 novembre toccando 25 diocesi, in 16 stati americani, tra cui New York, Boston, Detroit, Chicago, Atlanta e Houston.

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