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È possibile suggellare un matrimonio cattolico sposandosi civilmente?

Marko Vombergar
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Esiste la possibilità di chiedere la dispensa dalla forma canonica per sposarsi

Quante coppie vogliono sposarsi ma costa loro mettersi d’accorso su come farlo perché uno dei fidanzati sente di fronte a tutto ciò che riguarda la Chiesa una passività o un rifiuto motivato da convinzioni profondamente radicate?

Le coppie che vivono un conflitto profondo nel mettersi d’accordo sul fatto di sposarsi “per la Chiesa” o “a livello civile”, o anche quelle che si sono già sposate civilmente, possono chiedere eccezionalmente la dispensa dalla forma canonica e ricevere il sacramento del matrimonio senza passare per l’altare.

Quando dei fidanzati rispettano i requisiti per sposarsi (fermo proposito di contrarre un’unione indissolubile, fedele e aperta alla vita) ma hanno serie difficoltà per osservare la forma canonica, il loro vescovo può permettere loro di contrarre matrimonio cattolico davanti all’autorità civile competente.

“Qualora gravi difficoltà si oppongano alla osservanza della forma canonica, l’Ordinario del luogo della parte cattolica ha il diritto di dispensare da essa in singoli casi, previa consultazione, però, dell’Ordinario del luogo in cui viene celebrato il matrimonio, e salva, per la validità, una qualche forma pubblica di celebrazione”, indica il canone 1127.2 del Codice di Diritto Canonico.

Questa eccezione permette di rispettare la coscienza di entrambi i fidanzati e che il coniuge cattolico possa ricevere gli altri sacramenti.

Le persone che hanno contratto solo matrimonio civile e che vogliono davvero essere sposate non solo davanti allo Stato, ma anche davanti a Dio e alla Chiesa, possono chiedere al proprio vescovo la “sanazione in radice” (canone 1161.1).

In questo caso, il vescovo può dispensare dalla forma canonica con effetto retroattivo, ovvero risalendo nel tempo fino al momento del matrimonio civile, spiega il giudice del Tribunale della Rota Pedro Moreno.

Il risultato è che grazie a questa misura il matrimonio viene sanato come se fosse stato celebrato in chiesa fin dal primo momento, con la conseguente legittimazione della prole, e non è necessario realizzare alcun’altra cerimonia liturgica.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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