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Quanto è facile per te tradire Nostro Signore?

Jeffrey-Bruno

padre Robert McTeigue, SJ - pubblicato il 10/07/15

Permettetemi di spiegarmi. In moltissime parrocchie degli Stati Uniti la scena si ripete ogni domenica. Arriva il momento della distribuzione della Santa Comunione. Gli “uscieri” si mettono di fronte alla prima fila e poi esortano le persone ad andare a riceverla. Quando la prima fila si esaurisce, passano alla seconda e così via. Sembra molto efficiente. Lo è. Ed è questo il problema.

Come mi è stato detto da molte persone (e sono sicuro che i miei confratelli sacerdoti saranno d’accordo con me), ci sono persone che sanno di non soddisfare le condizioni per ricevere in modo adeguato la Santa Comunione. Queste stesse persone sospettano che se rimangono sedute mentre i loro vicini le scavalcano per andare a mettersi in fila per ricevere la Comunione, gli altri noteranno chi rimane seduto e penseranno: “A-ha! Ecco un PECCATORE!” E questo mi porta al punto con il quale ho iniziato questo contributo: i test del carattere si verificano più spesso quando chiunque sta guardando. O almeno quando pensiamo che chiunque stia guardando (molti sembrano dimenticare che la maggior parte della gente è così presa dalle proprie preoccupazioni da non notare chi rimane seduto al proprio banco e chi no).

Cosa succede poi? Le persone che sanno di non rispettare i requisiti per ricevere degnamente la Santa Comunione e si presentano comunque per riceverla portano su di sé la condanna (1 Corinzi 11, 27). Come sacerdote, mi spezza il cuore. Alcuni possono aggiungere il peccato della presunzione alla loro blasfemia, dicendosi che si accosteranno al sacramento della Confessione più in là quella settimana – come se sapessero che sicuramente vivranno fino a quel momento. A nessuno di noi è tuttavia garantito un altro secondo di vita. Queste persone mettono la propria anima in pericolo quando profanano consapevolmente il Nostro Signore Eucaristico nel Suo Corpo e Sangue, nella Sua Anima e nella Sua Divinità – tutto per paura che alcuni cattolici di un altro banco possano dare loro una seconda occhiata perché non si presentano per ricevere la Santa Comunione.

Questo mi porta alla mia preoccupazione principale: se per i cattolici è così facile profanare il Nostro Signore Eucaristico per paura che una manciata di fedeli possa notare che siamo dei peccatori, cosa faremo quando saremo circondati non da fedeli, ma da una massa urlante o da uomini armati? Se tradiamo Cristo così facilmente ora, quando poche persone potrebbero sospettare che siamo dei peccatori, quanto sarà più semplice tradirLo quando ci sarà il sospetto rabbioso e violento che siamo cristiani? Siamo davvero pazzi se pensiamo che per noi non ci sarà persecuzione; siamo ingenui al di là di ogni scusante se pensiamo che la persecuzione non sia già iniziata.

Pensiamo davvero che resisteremo eroicamente alla persecuzione e diventeremo dei martiri per la fede? Crediamo davvero la migliore preparazione per la fedeltà fino alla morte inizi con la profanazione casuale dell’Eucaristia guidata dalla paura che qualcuno possa pensare che abbiamo mangiato una caramella dieci minuti prima della Messa?

Questo ci porta alla nostra terza parola chiave: Confessione. Temo che molti vedano il sacramento della Confessione semplicemente come una procedura legale che espunge il nostro registro criminale ma lascia intatti i nostri desideri e le nostre abitudini malvagie. Siamo allora liberi di peccare nuovamente, e presumiamo che vivremo abbastanza a lungo da ricevere l’assoluzione e poi andare fuori e peccare di nuovo… amando il nostro peccato più di quanto amiamo Nostro Signore, temendo le pene dell’Inferno più della perdita del Paradiso. Il Sacramento della Confessione è inteso come parte del processo di conversione – una svolta di tutta la nostra vita dal nostro peccato. Se non lasciamo il confessionale pieni di un desiderio ardente e di una fiera risoluzione a sradicare dalla nostra vita ciò che ha offeso Nostro Signore, probabilmente cerchiamo una discolpa e non la conversione.

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tradimento
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