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Cosa pensa l’organizzatore del vertice sul clima di Parigi dell’enciclica?

Yves Cosentino

Judikael Hirel - Aleteia - pubblicato il 23/06/15

L'inviato speciale del Presidente francese per la protezione del pianeta condivide la sua visione laica della Laudato si' di papa Francesco: “Dà all'ecologia il suo titolo di nobiltà”

“Un testo potente e chiarificatore, e un rafforzamento inaspettato”. Così definisce l'enciclica Laudato si' Nicolas Hulot, incaricato di rappresentare la Francia in temi di ecologia e di preparare il prossimo vertice di Parigi.

Sacralizzare la questione

“Senza giochi di parole, questo testo ha una prima virtù”, afferma l'esperto: “sacralizza la questione ecologica e dà all'ecologia il suo titolo di nobiltà. Colloca definitivamente la questione ecologica come questione fondamentale”.

“Ne avevamo bisogno, dovevamo ricordare che la preoccupazione comune è il futuro dell'uomo, della condizione umana, degli uomini di oggi e di domani”.

“Quando all'inizio del mio incarico ho avviato il dialogo con le varie religioni e con il Vaticano, alcuni si chiedevano se fossi così disperato da cercare un miracolo”, ha ricordato. “Devo riconoscere che mi interessa!”.

Coraggio e onestà

Per Hulot, nelle 192 pagine dell'enciclica “il Santo Padre esorta i responsabili politici, e ciascuno di noi, al coraggio e all'onestà”.

“Tutti abbiamo bisogno del coraggio perché c'è tutto un modello da rivedere – dice –, e serve l'onestà di non fuggire dalla realtà. Questa enciclica ci invita a entrare in una nuova era della responsabilità. Credo che questa nozione sia essenziale”.

A suo avviso, “questo appello arriva in un momento particolare, in cui196 Paesi riuniti a Parigi trasformeranno le parole in intenzioni e le intenzioni in azioni”.

“Se sapremo approfittare di questa opportunità, la famiglia umana potrà ritrovarsi, a condizione di passare da un modello economico di competizione a un modello di cooperazione”.

“Accolgo il sostegno di questo testo potente, esigente, in questo momento determinante in cui nulla è perduto, come un contributo inaspettato e magnifico”.

Una vera tabella di marcia

Secondo Hulot, “in questo testo si ritrovano valori e principi che hanno senso”. “Ho sempre sostenuto un approccio integrale all'ecologia”, ha indicato.

“Vedo e leggo questa enciclica in primo luogo come una tabella di marcia, caratterizzata da un certo numero di principi e di valori dai quali, senza rendersene conto, l'umanità si sta allontanando e sbarazzando con il passare del tempo”.

“Questo testo ci invita non solo a concentrare l'attenzione sugli effetti, ma a comprendere le cause”, ha proseguito. “Invita anche a un dialogo tra spirito, scienza, economia e politica”.

“Credo che questo momento di pausa che ci propone il documento in un mondo precipitoso, che agisce per reazione, sia sempre, senza giochi di parole, provvidenziale”.

Non una strada senza uscita, ma un conto alla rovescia

L'inviato speciale della Francia riconosce comunque che il compito non è facile: “Tra i miei interlocutori politici, con cui mi ritrovo dopo tre anni, la cosa più difficile è che ciascuno affronta questo tema planetario dal prisma dell'interesse nazionale, o anche personale, in un momento in cui ci si dovrebbe dotare di uno stato mentale universale”.

L'enciclica, però, è anche un appello a glorificare, ad apprezzare la bellezza e la ricchezza di ciò che è: “Effettivamente in questo testo c'è una visione molto positiva ed entusiasta”.

“Non dice assolutamente che ci troviamo in una strada senza uscita, ma ci ricorda che il tempo è contato. Lo prendo come un rafforzamento e un aiuto inaspettati, perché le parole del papa risuonano al di là della comunità di credenti”.

“È un ambasciatore inatteso”, ha concluso Hulot, “e una forma di resistenza al fatalismo. È la famiglia umana che sta davanti a un muro. Il papa conferma che la questione climatica è la pietra angolare della giustizia sociale e della dignità umana. Non è un testo che porta alla colpa, ma alla responsabilità”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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