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Quando papa Benedetto XVI condannò la teoria del gender

Mazur/UK Catholic
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Fu lui il primo Papa a parlare esplicitamente di questa “nuova filosofia della sessualità”

In questi giorni in cui si prepara la grande manifestazione nazionale del 20 giugno a favore della famiglia naturale, si parla molto di teoria gender e del tentativo dello stato di inserire questo insegnamento nei programmi scolastici.

Papa Francesco si è più volte pronunciato su questa tematica condannando l’ideologia del gender come “uno sbaglio della mente umana” una “colonizzazione ideologica” (…) “che crea tanta confusione” (frasi pronunciate a marzo del 2015 durante la Visita Pastorale a Pompei e Napoli). Rivolgendosi alla Conferenza Episcopale del Porto Rico, il Pontefice ha affermato che “la complementarità tra l’uomo e la donna (…) è oggi messa in discussione dalla cosiddetta ideologia di genere, in nome di una società più libera e più giusta”. Durante l’udienza generale del 15 aprile, riferendosi alla differenza sessuale tra uomo e donna, papa Francesco si è chiesto “se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa”. Sono solo alcuni esempi tra i tanti pronunciamenti di papa Francesco sul tema delle teorie gender e della “colonizzazione ideologica” a cui sono sottoposti i bambini nelle scuole statali.

A partire dal dicembre del 2014, nelle sue consuete Udienze del mercoledì, Francesco ha dedicato diverse catechesi alla famiglia così come è presentata e vissuta dalla tradizione della Chiesa e della società occidentale: l’unione di un uomo e di una donna vissuta nell’amore e nel dono di sè, un’unione indissolubile, fedele e feconda – aperta alla vita – capace di accogliere, curare ed educare i figli che Dio vorrà donar loro. Queste catechesi sulla famiglia si collocano in linea temporale tra le due Assemblee Sinodali dedicate alla famiglia: il Sinodo Straordinario già concluso (5-19 ottobre 2014) e il Sinodo Generale ordinario previsto dal 4 al 19 ottobre di quest’anno sul tema “Gesù Cristo rivela il mistero e la vocazione della famiglia”.

Benché negli ultimi mesi, in modo particolare durante le riunioni sinodali, sia trapelata la paura di un cambiamento nella dottrina della Chiesa sulla dottrina della famiglia, si è calcolato che, dalla chiusura del Sinodo Straordinario fino a metà maggio, il Santo Padre ha effettuato più di 40 interventi sul tema della famiglia tutti in linea con la dottrina e la pratica tradizionale in materia familiare; a fare problema sono le notizie diffuse dai grandi organi di stampa internazionale, sempre pronti a sottolineare e a diffondere possibili e presunti cambiamenti nella prassi o nella dottrina della Chiesa, piuttosto che il contenuto essenziale dei pronunciamenti papali.

Ma Francesco non è il primo pontefice ad aver pubblicamente condannato le teorie del gender. E’ vero che Giovanni Paolo II dedicò buona parte del suo magistero alla morale sessuale e familiare (la cosiddetta “Teologia del corpo”) tanto da meritare il titolo di “papa della famiglia”, ma il primo papa a parlare esplicitamente delle teorie gender fu Benedetto XVI.
Era il 21 dicembre del 2012 quando il Santo Padre Benedetto XVI, rivolgendosi alla Curia Romana in occasione degli auguri natalizi, condannò fermamente la teoria gender. Nel suo discorso il papa Benedetto si volle soffermare su alcuni “momenti salienti” del suo ministero accaduti durante l’anno che stava per terminare. Tra i vari avvenimenti ricordò la sua visita pastorale all’arcidiocesi di Milano e la sua partecipazione alla “festa della famiglia” ossia l’VII Incontro Mondiale delle Famiglie, avvenuto nel mese di giugno.

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