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Qual è la forza della preghiera di una madre per un figlio?

Jeffrey Bruno

Felipe Aquino - pubblicato il 13/05/15

Sant'Agostino ha detto che le lacrime di sua madre di fronte al Tabernacolo erano come “il sangue del suo cuore stillato in lacrime nei suoi occhi”

Tagaste, in Africa, nel 331 in una famiglia cristiana.

Molto giovane venne data in matrimonio a un uomo pagano di nome Patrizio, da cui ebbe vari figli, tra i quali Agostino, di cui ottenne la conversione grazie alla misericordia divina con molte lacrime e preghiere. È un modello perfetto di madre cristiana. Morì a Ostia nel 387.

Dio ha stabilito una legge: per essere assistiti, abbiamo bisogno di chiedere la grazia necessaria nella nostra vita. Gesù lo ha detto chiaramente: “Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto” (Lc 9, 10-11). Chi non chiede non riceve. 

Gesù lo ha detto dopo aver raccontato il caso dell'uomo che bussa alla porta di un suo amico per chiedergli dei pani a mezzanotte perché ha ricevuto una visita ed è senza pane. Visto che l'amico non vuole rispondergli, Gesù dice: “Vi dico che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza” (Lc 11, 8).

Cosa vuole insegnarci Gesù con questo?

Che dobbiamo fare lo stesso con Dio. Importunarlo. Ma perché Dio fa questo? È per sapere se confidiamo davvero in Lui; se abbiamo realmente fede, come quella donna cananea che non era ebrea ma ha chiesto con insistenza che curasse suo figlio indemoniato (Mt 15,22). Se la gente chiede una volta o due e non riceve e non chiede più è perché non ha fiducia in Lui.

Sant'Agostino ha insegnato che “Dio non ci ordinerebbe di chiedere se non volesse sentire. La preghiera è una chiave che ci apre le porte del cielo. Quando vedi che la tua preghiera non si è allontanata da te, puoi star sicuro che non si è allontanata da te nemmeno la misericordia. I grandi doni richiedono un grande desiderio visto che tutto ciò che si raggiunge facilmente non si apprezza tanto quanto ciò che si desidera per molto tempo. Dio non vuole darti subito ciò che chiedi perché tu impari a desiderare con grande desiderio”.

Nessuno come lui comprende la forza della preghiera di una madre per suo figlio, perché per vent'anni sua madre, Santa Monica, ha pregato per la sua conversione, e l'ha ottenuta. Egli stesso lo racconta nelle “Confessioni”.

Scrive che sua madre andava tre volte al giorno davanti al Tabernacolo a Ippona e chiedeva a Gesù che il suo Agostino diventasse “un buon cristiano”. Era tutto ciò che desiderava. Non chiedeva che un giorno diventasse sacerdote, vescovo, santo, dottore della Chiesa e uno dei più grandi teologi e filosofi di tutti i tempi. Ma Dio voleva darle di più. Voleva da Agostino quel gigante della Chiesa che è stato, e allora lei doveva pregare per più tempo senza scoraggiarsi. E Santa Monica non si è scoraggiata, e per questo oggi abbiamo questo gigante della fede. Penso a cosa sarebbe successo se avesse smesso di pregare dopo 19 anni… Suo figlio non si sarebbe convertito. E noi non avremmo il Dottore della Grazia.

Quando Agostino ha lasciato il Nordafrica ed è andato come oratore ufficiale dell'imperatore romano a Milano, Monica lo ha seguito. Ha preso una barca, ha attraversato il Mediterraneo ed è andata a pregare per suo figlio. Un giorno è andata a far visita al vescovo di Milano, e con le lacrime agli occhi gli ha detto che non sapeva cos'altro fare per la conversione del suo Agostino, che il vescovo conosceva per la sua fama. Il presule le ha detto semplicemente: “Figlia mia, è impossibile che Dio non converta il figlio di tante lacrime”.

Ed è accaduto. Sant'Agostino, ascoltando le prediche di Sant'Ambrogio, vescovo di Milano, si è convertito: è stato battezzato da lui e poi ordinato sacerdote, scelto come vescovo ed è diventato uno dei più grandi santi della Chiesa. Tutto perché quella madre non si è stancata di pregare per la conversione del figlio… vent'anni!

Nelle “Confessioni”, Sant'Agostino dice che le lacrime di sua madre davanti al Signore nel Tabernacolo erano come “il sangue del suo cuore stillato in lacrime nei suoi occhi”. Quanta bellezza! Quanta fede!

È esattamente ciò che insegna la Chiesa: che la nostra preghiera deve essere umile, fiduciosa e perseverante. Umile come quella del pubblicano, che si batteva il petto e chiedeva perdono di fronte al fariseo orgoglioso; fiduciosa come quella della madre cananea e perseverante come quella della madre Monica. Dio non resiste alle lacrime e alle preghiere di una madre che prega così.

Sant'Agostino ha riassunto con queste parole la vita di sua madre: “Si è presa cura di tutti noi che vivevamo insieme dopo essere stati battezzati come se fosse la madre di tutti, e ci ha servito come se fosse la figlia di ciascuno di noi”.

L'esempio di Santa Monica è rimasto inscritto talmente nella mente di Sant'Agostino che anni dopo, ricordandosi certamente di sua madre, esortava: “Cercate la salvezza dei vostri cari!”

Si è detto che Santa Monica è stata due volte madre di Agostino, perché non solo lo ha dato alla luce, ma lo ha riscattato alla fede cattolica e alla vita cristiana. Così devono essere i genitori cristiani: due volte progenitori dei propri figli, nella loro vita naturale e nella loro vita in Cristo.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
santi e beatitestimonianze di vita e di fede
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