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Papa Francesco sta dicendo qualcosa di nuovo sui temi sociali?

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Una dottrina sociale senza equilibri strategici in 10 punti

Di recente, il direttore dell'Istituto di Pastorale dell'Università Pontificia di Salamanca (Spagna) ed esperto di Dottrina Sociale della Chiesa José Luis Segovia ha spiegato che “il papa non ha detto nulla di nuovo perché non c'è nulla di nuovo rispetto a quanto detto nei Vangeli né nel meglio della tradizione e della Dottrina Sociale della Chiesa, ma ci sono apporti originali, innovativi”. Li ha quindi enumerati:

La prima originalità “è quella di un papa che pensa partendo dal sud. Questo presuppone un nuovo modo di guardare, di definire e di agire. Non incorre, inoltre, in un certo linguaggio ecclesiastico un po' principesco o borghese”.

In secondo luogo, “ci ha restituito l'essenzialità evangelica. La singolarità è nella plasticità e nella coerenza. La gente sarà anche molto secolarizzata, ma non è stupida”.

In terzo luogo, la sua dottrina sociale ha ovviato agli “equilibri strategici” propri di un linguaggio molto diplomatico e “con troppe frasi subordinate”. Ad esempio, dice che questa economia “uccide”, senza eccezioni.

Una quarta novità è il ritorno alla metodologia deduttiva, che tiene conto del principio dell'Incarnazione: “Dio parla anche nel libro della natura, nel libro della vita, nel libro della storia e nel libro dei poveri”.

Una quinta novità è la concrezione, “i grandi principi atterrano sulla realtà”. Il papa è convinto che “non possiamo evitare di essere concreti, vogliamo rimanere solo su principi generali che nessuno discute”.

In sesto luogo, “considera i poveri come soggetti attivi”. Crede nel “principio di orizzontalità”, nell'“amicizia con i poveri, nella complicità con le loro cause, con il loro destino. I poveri sono soggetti della Chiesa e della società, non oggetto”.

La settima novità è nelle fonti, negli accenti. “Benedetto era più agostiniano, Francesco è più aristotelico-tomista”. Oltre a questo, “si abbevera, come già faceva in Argentina, alla teologia del popolo, che si distingue dalla teologia della liberazione perché punta sui dinamismi culturali e storici”.

In ottavo luogo, è consapevole del fatto che la morale è un elemento modale. Andiamo per mode. Cerca l'armonia in tutti gli elementi del messaggio morale della Chiesa.

In nono luogo, “insiste sulla gerarchia delle verità, sul principio della gradualità”, soprattutto nell'ambito dell'assunzione della dottrina morale.

In decimo e ultimo luogo, il direttore dell'Istituto di Pastorale dell'Università Pontificia di Salamanca crede che nella Dottrina Sociale di papa Francesco “non ci sia niente di nuovo, ma c'è invece un'opportunità di fare nuove tutte le cose”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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