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San Francesco e il cibo tra riconoscimento e lode

© Public Domain
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Con il Santo d’Assisi verso EXPO 2015

Padre Marco Tasca, Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, ha scritto la lettera Cibo che nutre. Per una vita sana e santa (Roma 2015) indirizzata ai propri confratelli, ma che offre elementi di riflessione validi per tutti, come il brano in cui presenta il modo con cui san Francesco d’Assisi visse il riconoscimento e la lode per il dono del cibo.

“Sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio” (1Cor 10,31): per Francesco, nella scia dell’apostolo Paolo, la priorità è mettere al centro il Signore e la ricerca di Lui in fraternità, subordinando a ciò tutte le questioni materiali, anche quella del nutrimento, che non va né sottovalutata né sopravvalutata. L’attenzione al cibo è sempre in funzione di una corretta relazione con Dio e con i fratelli, mai dettata unicamente da criteri di possesso e di sola fruizione. Dio viene lodato nell’abbondanza e nella penuria, e i suoi doni devono sempre condurre all’incontro con il donatore, a riconoscerne l’amorevole premura nei confronti dell’uomo e di ogni creatura.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta e governa, e produce diversi frutti con coloriti flori et herba” (Cant 20: FF 263). Dalla gratitudine alla lode è il passaggio che il Cantico di frate sole declina in tutto il suo svolgimento e invita a compiere. Tutto proviene da Dio, in particolare la “matre Terra” come dono prezioso e unico che sostiene la vita di tutti. Lo sguardo incantato di san Francesco nei confronti della creazione non trascura la necessità del “sostentamento”, visto che “sustenta e governa”, riferito alla Terra, viene generalmente tradotto con “ci alimenta e ci nutre”. Nelle parole di Francesco convivono poesia e concretezza, per cui egli è al contempo rapito in Dio e attento alle necessità di tutti, premuroso per il creato quale habitat voluto dall’Altissimo per le sue creature e col quale gli uomini devono stringere alleanza attraverso una custodia premurosa. Se “da un lato la natura è a nostra disposizione, ne possiamo godere e fare buon uso, dall’altro però non ne siamo i padroni. Custodi, ma non padroni” (Papa Francesco, Ai membri del Parlamento Europeo). Come abbiamo detto all’inizio, il tema del cibo è un tema generatore, che cioè allarga progressivamente il nostro sguardo dalla tavola al mondo, dal nostro bisogno alle necessità dell’umanità intera, dalle situazioni contingenti che ci troviamo a vivere a quella dell’intero pianeta. Affinché diventi uno sguardo responsabile.

Il testo completo della lettera qui:
Per un approfondimento cfr. GIUSEPPE CASSIO – PIETRO MESSA,  Il cibo di Francesco. Anche di pane vive l'uomo, Milano 2015, pp. 94.

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