Ricevi Aleteia tutti i giorni

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Le tre regole fondamentali per i lettori della santa messa

© Sabrina Fusco / ALETEIA
Condividi

Il liturgista don Enrico Finotti risponde ad una lettrice

Un nostro lettore ci scrive: “Buongiorno. Vorrei sapere se ci sono delle indicazioni precise dettate dal magistero o semplicemente dalla tradizione che spieghino come si deve comportare un lettore durante la messa. Le letture del giorno e i salmi, non vanno letti, ma annunciati. Potreste fare un piccolo elenco degli “errori” più comuni? Ad esempio a volte sento dire a conclusione di una lettura “E’ parola di Dio” invece di “parola di Dio”. E ancora, c’è chi mette molta enfasi nel leggere, spesso cambiando fortemente tono di voce sui dialoghi diretti…. C’è poi chi alza spesso lo sguardo verso le panche e chi invece non alza mai gli occhi e li tiene fissi sul testo. Grazie”.

Il liturgista don Enrico Finotti premette: «La Parola di Dio nella celebrazione liturgica va proclamata con semplicità ed autenticità. Il lettore insomma deve essere se stesso e proclamare la Parola senza inutili artifizi. Infatti è una regola importante per la dignità stessa della liturgia quella della verità del segno, che coinvolge tutti: i ministri, i simboli, i gesti, gli arredi e gli ambienti».

Detto questo, prosegue Finotti, «è altrettanto necessario sollecitare la formazione del lettore, che si estende a tre aspetti fondamentali».

1. LA FORMAZIONE BIBLICO-LITURGICA 
«Il lettore deve avere una almeno minima conoscenza della Sacra Scrittura: struttura, composizione, il numero e il nome dei libri sacri dell’A. T e del N. T., i principali loro generi letterari (storico, poetico, profetico, sapienziale, ecc.). Chi sale all’ambone deve saper che cosa sta per fare e che tipo di testi sta per proclamare. Inoltre deve avere una sufficiente preparazione liturgica, distinguendo i riti e le loro parti e sapendo il significato del proprio ruolo ministeriale nel contesto della liturgia della parola. Al lettore spetta non solo la proclamazione della letture bibliche, ma anche quella delle intenzioni della preghiera universale ed altre parti assegnategli dai vari riti liturgici».

2. LA PREPARAZIONE TECNICA
«Il lettore deve sapere come accedere e stare all’ambone, come usare il microfono, come gestire il lezionario, come pronunziare i diversi nomi e termini biblici, in qual modo proclamare i testi, evitando una lettura spenta o troppo enfatica. Egli deve aver chiara coscienza che esercita un ministero pubblico davanti all’assemblea liturgica: la sua proclamazione quindi deve essere da tutti udita. Il Verbum Domini col quale termina ogni lettura non è una constatazione (Questa è la Parola di Dio), ma un’acclamazione colma di stupore, che deve suscitare la corale e grata risposta di tutti (Deo gratias)».

Pagine: 1 2

Tags:
liturgia
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni