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Che cosa è la Quaresima spiegata da Pinocchio

© JeffChristiansen
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Abbandonare il Tonno che c’è in noi per cercare una soluzione al buio. Per farci desiderare il lume là in fondo

Nan-in, il monaco, servì il tè, continuando a versarlo fino a quando il professore, vedendo traboccare il liquido dalla tazza, gli fece cenno di fermarsi: «È ricolma. Non ce n’entra più!»

«Come questa tazza,» disse Nan-in «tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?».

Il professore, con le sue opinioni e le sue congetture, è la versione buddista del Tonno. I grandi maestri sanno da sempre che avere la tazza piena delle nostre disperate sicurezze può indurci – nel migliore dei casi – a ritenere un vantaggio finire sott’acqua invece che sott’olio.

Meglio, dunque, rifare l’esperienza del vuoto che ci consentirà di gridare di nuovo, dal profondo del buio: «Aiuto! Aiuto! Oh povero me! Non c’è nessuno che venga a salvarmi?»

A questo appunto serve la Quaresima: a farci decidere di abbandonare il Tonno che c’è in noi per cercare una soluzione al buio. Per farci desiderare il lume là in fondo e gridare con tutto il nostro cuore, più di quanto non abbiamo mai fatto: «O Dio vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto».

QUI L’ORIGINALE

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Tags:
quaresima
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