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Musulmani in digiuno per la Quaresima come i cristiani

© Twitter
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Contro le barbarie dell’Isis, arriva il digiuno social dei musulmani

E’ partita sui social network una campagna di solidarietà e di dialogo interreligioso che vede impegnate centinaia di musulmani di tutto il mondo a rispettare il digiuno durante la Quaresima. La campagna, che mira a mostrare fratellanza e vicinanza con i cristiani, è stata lanciata su Twitter da un musulmano americano, Bassel Richie con l’hashtag #Muslims4Lent (Musulmani per la Quaresima).

CONTRO I CRIMINI DELLO STATO ISLAMICO
Bassel, scrive Adnkronos.com (20 febbraio), ha spiegato di essersi ispirato a quanto fatto durante l’ultimo Ramadan da parte di non islamici che all’università di Houston si sono uniti al digiuno musulmano. Un gesto che, nelle intenzioni del suo promotore, serve a invertire una tendenza innescata dai fatti di questi mesi nella regione mediorientale e dai crimini brutali commessi dai jihadisti dello Stato islamico , che spesso suscitano islamofobia tra gli appartenenti ad altre fedi. «Sembra che oggi – ha affermato Richie – l’odio possa diffondersi molto più velocemente dell’amore».

SU TWITTER FOTO PER IL DIGIUNO
Richie e tanti altri come lui hanno postato foto che li ritraggono con un cartello in cui annunciano che rispetteranno i 40 giorni di digiuno che precedono la Pasqua cristiana. «La reazione di musulmani e cristiani – ha raccontato Richie all’edizione americana dell’Huffington Post (19 febbraio) – è stata straordinaria e assolutamente positiva».

DALLE SIGARETTE AI BISCOTTI
Ognuno sceglie il modo più opportuno, rinunciando a cibi troppo elaborati, alla televisione, alle sigarette, come segno di contrizione e povertà (Sussidiario.net, 20 febbraio). Molte sono le foto in cui compaiono con cartelli in mano del tipo: «Sono un musulmano libanese e in solidarietà per i prossimi 40 giorni non mangerò pane». Altri rinunciano ai biscotti, alla cioccolata o ad andare da McDonald’s.

SULLE ORME DEL PATRIARCA
La campagna Twitter, segue l’appello del Patriarca caldeo in Iraq Louis Raphael I, che l’altro ieri aveva invitato i fratelli e le sorelle musulmani ad unirsi al digiuno cristiano per riportare «al più presto il dono della pace, della stabilità e di una vita dignitosa nel nostro Paese e in tutto il Medio Oriente» (Fides, 18 febbraio).

QUARESIMA COME PREGHIERA E RIFLESSIONE
«Il periodo quaresimale – si legge nella dichiarazione del patriarca – è un tempo propizio per il pentimento, la conversione e la riconciliazione con se stessi, con il Signore e con gli altri. Cerchiamo di approfittare di questo tempo per la preghiera, la riflessione, il discernimento e l’esame di coscienza, e anche per ripristinare l’armonia, visto che la divisione è un peccato»

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