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Era normale che tante donne circondassero Gesù?

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Opus Dei - pubblicato il 21/01/15

Nei Vangeli, scopriamo molti esempi di un atteggiamento di Gesù aperto nei confronti delle donne

L'atteggiamento e gli insegnamenti di Gesù – che poi ha seguito la prima comunità cristiana, come si vede nel libro degli Atti degli Apostoli e nelle lettere del Nuovo Testamento – conferivano alla donna una dignità che contrastava con i costumi dell'epoca.

Anche se ci sono delle differenze tra le classi elevate e quelle popolari, la cosa comune è che la donna non aveva un posto nella vita pubblica. Il suo ambito era la casa, dov'era sottomessa al marito: usciva poco, e quando lo faceva aveva il volto coperto da un velo e non si soffermava a parlare con gli uomini. Il marito poteva darle un libello di ripudio e congedarla.

Sicuramente, tutto ciò non si applicava strettamente alle donne che, ad esempio, dovevano lavorare aiutando nei lavori nei campi, ma anche così non potevano soffermarsi da sole con un uomo. È tuttavia sul piano religioso che si percepisce la differenza più grande con l'uomo. La donna è sottoposta ai divieti della Legge, ma è liberata dai precetti (andare in pellegrinaggio a Gerusalemme, recitare quotidianamente lo Shemà, ecc.) Non era costretta a studiare la Legge e le scuole erano riservate ai ragazzi.

Allo stesso modo, nella sinagoga le donne stavano con i bambini, separate dagli uomini da una grata. Non partecipavano al banchetto pasquale, né erano contate tra coloro che pronunciavano la benedizione dopo il pasto.

Di fronte a questo, nei Vangeli scopriamo molti esempi di un atteggiamento aperto da parte di Gesù: oltre alle tante guarigioni di donne che compie, nella sua predicazione propone spesso esempi di donne come quella che spazza la casa fino a trovare la dracma perduta (Lc 15,8), la vedova che persevera nella preghiera (Lc 18,3) o la vedova povera e generosa (Lc 21,2). H

Anche per quanto riguarda la sequela di Gesù, o il discepolato, l'atteggiamento di Gesù è stato più aperto. Gesù aveva seguaci, discepoli sedentari, potrebbe dirsi, che vivevano nelle proprie case, come Lazzaro (Gv 11,1; cfr. Lc 10,38-39), o Giuseppe di Arimatea (Mt 27,57). Allo stesso modo, si possono considerare seguaci Marta e Maria (Lc 10, 38-41).

Di Maria si dice che “sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola” (Lc 10,39), come modo per indicare l'atteggiamento del discepolo del Signore (cfr. Lc 8,15.21). Nel Vangelo si parla anche della missione itinerante di Gesù e dei suoi discepoli. In questo contesto bisogna intendere Lc 8,1-3 (cfr. Mt 27,55-56; Mc 15,40-41): Gesù “se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni”. C'è un gruppo di donne che accompagna Gesù e gli apostoli nella predicazione del Regno e che svolge un compito di diaconia, di servizio.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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