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Un globe trotter di nome Francesco

© European Union 2014 - European Parliament CC
https://www.flickr.com/photos/photosmartinschulz/15875362785
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Conclusa la visita in Sri Lanka e Filippine, si delineano le tappe dei prossimi viaggi internazionali del pontefice

Dopo l’immenso abbraccio dei fedeli filippini nella celebrazione eucaristica al Rizal Park – 7 milioni, secondo le autorità governative –, altre migliaia di persone si sono assiepate lungo la strada che conduce all'aeroporto di Manila (mentre in Italia era notte) gridando “Viva Santo Papa!' e 'Papa Francesco, ti amiamo!”. Come già accaduto all’arrivo nelle Filippine, il 15 gennaio, un migliaio di bambini hanno ballato e cantato mentre il pontefice si imbarcava sull'aereo che lo sta riportando in Italia. 

STATI UNITI E INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE
Proprio in queste ore cominciano a delinearsi le tappe della visita che Papa Francesco compirà negli Stati Uniti in occasione dell'Incontro mondiale delle famiglie che si svolgerà a Philadelphia dal 22 al 27 settembre. La diocesi di Filadelfia ha già confermato nello scorso autunno la presenza del pontefice a partire dal 25 settembre. In precedenza il pontefice potrebbe visitare Washington e New York. L'arcivescovo Bernardito Auza, rappresentante vaticano presso gli Stati Uniti, ha riferito ai due media cattolici Catholic News Agency che Francesco atterrerebbe a Washington il 22 settembre. Il giorno seguente, il Pontefice sarebbe accolto alla Casa Bianca dal presidente Barack Obama. Nella capitale Usa, Francesco celebrerebbe una messa nella Basilica del santuario nazionale dell'Immacolata Concezione e, soprattutto, potrebbe anche compiere una storica visita al Congresso, accogliendo l’invito l'invito rivoltogli formalmente a marzo dal repubblicano John Boehner e dalla democratica Nancy Pelosi, entrambi cattolici. Se questo programma fosse confermato, Papa Francesco sarebbe il primo Pontefice a pronunciare un discorso davanti al Parlamento Usa (AdnKronos 19 gennaio). 

BOLIVIA, PARAGUAY, ECUADOR

"Sempre in queste ore, il presidente della Bolivia, Evo Morales, in un'intervista al quotidiano nazionale 'La Paz' ha annunciato che il papa visiterà il paese nel prossimo mese di luglio. "Non ho incontrato il Papa – ha detto Morales – ma ho ricevuto questo messaggio: nel mese di luglio verrà. Visiterà prima il Paraguay, poi Bolivia ed Ecuador, ma non so esattamente quanti giorni rimarrà in Bolivia”. A riguardo del programma della visita, il presidente ha suggerito al pontefice di raggiungere Santa Cruz ma Bergoglio pare sia interessato ad andare anche a La Paz, la capitale più alta del mondo a 3.600 metri sopra il livello del mare ("Ansa", 19 gennaio). 
L’Agenzia Abc.com (19 gennaio) riporta, tuttavia, la dichiarazione di mons. Claudio Giménez Medina, presidente della Conferenza episcopale paraguaiana, che ha affermato di non aver ricevuto nessuna comunicazione ufficiale del Vaticano in merito alla visita del Papa. 

CON LA CINA NEL CUORE

Il viaggio del pontefice che si sta concludendo è già il quarto in Asia, appena cinque mesi dopo il viaggio in Corea della scorsa estate. “In Asia si deve andare. Perché Papa Benedetto non ha avuto tempo di andare in Asia ed è importante” ha affermato lo stesso Bergoglio, annunciando il viaggio in Sri Lanka e Filippine di ritorno dal viaggio in Brasile per la Giornata mondiale della Gioventù del 2013. L’Asia è un continente giovane – due terzi della popolazione asiatica è composta da giovani – nel quale la religione cattolica è professata dalla maggioranza degli abitanti solo nelle Filippine e a Timor est, e dove quindi vive una condizione di minoranza.

Ma l’Asia, come ha confidato papa Bergoglio al cardinale Tagle durante la visita, “è il futuro della Chiesa”. Si sa che il cuore del pontefice batte verso la Cina dove volentieri ripercorrerebbe i passi del confratello gesuita Matteo Ricci, protagonista ante litteram di una missionarietà di tipo non invasivo, secondo un’inculturazione rispettosa del patrimonio spirituale del popolo ospite, nello stile ribadito da Bergoglio anche in Sri Lanka. Intanto il pontefice che nel viaggio di ritorno ha sorvolato Cina, Mongolia, Russia, Bielorussia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria, Slovenia e infine l'Italia inviando, come d’abitudine un telegramma di saluto, ha inviato un messaggio anche al presidente cinese Xi Jinping, il secondo dopo il viaggio in Corea: "Invio cordiali saluti a Sua Eccellenza mentre sono in volo sul suo Paese, nel mio viaggio dalle Filippine al Vaticano. Assicuro la mia preghiera per lei e per tutto il popolo della Cina, invocando su di voi abbondanti benedizioni di armonia e prosperità". 
 

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