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Il Battesimo nei primi cristiani

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Primeros Cristianos - pubblicato il 13/01/15

Scoprite alcuni testi dei primi cristiani su questo sacramento

I primi cristiani vedevano il Battesimo come una “nuova nascita”. Sperimentavano un grande cambiamento dentro di sé: cancellavano il peccato originale e le colpe passate e iniziavano una vita nuova. La vita come figli di Dio.
Attraverso il Battesimo e il carattere che imprime all'anima, il cristiano diventa capace di ricevere tutte le grazie per una piena identificazione con Cristo. Riceve la grazia santificante e i doni dello Spirito Santo. Si aprono le porte del cielo.
Magari anche noi fossimo coerenti con l'alta dignità del nostro Battesimo e sapessimo comportarci come veri figli di Dio in tutti gli ambienti e in tutte le circostanze in cui ci muoviamo!
Dobbiamo rendere presente con la nostra vita il vero esempio di un cristiano impegnato, che si dona e lotta per la santità, come hanno fatto i primi cristiani.
Alcuni testi dei primi cristiani sul Battesimo
1. (È bellissima la descrizione che Sant'Ignazio di Antiochia fa del Battesimo come della nostra armatura in battaglia…).
“Il vostro battesimo sia come lo scudo, la fede come elmo, la carità come lancia, la pazienza come vostra armatura” (SANT'IGNAZIO DI ANTIOCHIA, Lettera a Policarpo, 5, 1-8)
2. (Il Battesimo presuppone la rinascita, essere creati di nuovo…)
“Rinnovandoci per mezzo della remissione dei peccati, ci ha messo un’altra impronta, così che abbiamo un’anima di bimbi, come ci avesse creati di nuovo” (EPISTOLA DI BARNABA, 6, 11).
3. (Nell'apologia che rivolge all'imperatore Antonino Pio in difesa dei cristiani, San Giustino riferisce come si preparavano i catecumeni al Battesimo nel II secolo)
“Esporremo in quale modo ci siamo consacrati a Dio, rinnovati da Cristo, affinché non sembri che, tralasciando questa parte, viziamo in qualche modo la nostra esposizione. A quanti siano persuasi e credano che sono veri gli insegnamenti da noi esposti, e promettano di saper vivere coerentemente con questi, si insegna a pregare ed a chiedere a Dio, digiunando, la remissione dei peccati, mentre noi preghiamo e digiuniamo insieme con loro. Poi vengono condotti da noi dove c'è l'acqua, e vengono rigenerati nello stesso modo in cui fummo rigenerati anche noi: allora infatti fanno il lavacro nell'acqua, nel nome di Dio, Padre e Signore dell'universo, di Gesù Cristo nostro salvatore e dello Spirito Santo” (SAN GIUSTINO, Apologia in difesa dei cristiani, I, 61)
4. (Sant'Ireneo, vescovo di Lione nella seconda metà del II secolo, ci dice che mediante il Battesimo siamo di Dio…)
“Questo Battesimo è il sigillo della vita eterna ed è la nostra nuova nascita in Dio, così che ora non siamo più figli di uomini mortali, ma figli del Dio eterno” (SANT'IRENEO DI LIONE, Dimostrazione della predicazione apostolica, 3)
5. (Sant'Ippolito, verso l'anno 220, ci ricorda che attraverso il Battesimo diventiamo figli di Dio…)
“Chi si immerge con fede in questo bagno di rigenerazione rinuncia al diavolo e aderisce a Cristo, nega il nemico del genere umano e professa la propria fede nella divinità di Cristo, si spoglia della sua condizione di servo e si riveste di quella di figlio adottivo, esce dal Battesimo splendente come il sole, emettendo raggi di giustizia, e, cosa più importante, torna da lì trasformato in figlio di Dio e coerede di Cristo” (SANT'IPPOLITO, Discorso sulla santa Teofania, 2, 6-8)
6. (Didimo il Cieco, direttore della scuola catechetica di Alessandria fino al 398, ci dice che la nostra anima ha bisogno del fuoco dello Spirito Santo…)
“Visto che noi siamo come un vaso di argilla, dobbiamo essere purificati dall'acqua (Battesimo), dopo essere rafforzati e perfezionati dal fuoco spirituale – Dio, infatti, è un fuoco che divora –; e così abbiamo bisogno dello Spirito Santo per la nostra perfezione e il nostro rinnovamento” (DIDIMO DI ALESSANDRIA, De Trinitate, 2,12)
7. (Sant'Ilario, verso l'anno 356, parla dell'azione dello Spirito Santo nell'anima del battezzato…)
“A noi, rinati grazie al sacramento del Battesimo, è concessa una grande gioia, visto che sperimentiamo dentro di noi le primizie dello Spirito Santo, quando penetra in noi l'intelligenza dei misteri, la conoscenza della profezia, la parola di saggezza, la fermezza della speranza, i carismi di guarigione e il dominio sui demoni sottomessi. Questi doni penetrano dentro di noi come pioggerella, e una volta ricevuti proliferano in una molteplicità di frutti” (SANT'ILARIO DI POITIERS, Trattato sui salmi, Salmo 64, 14-15)
8. (Magnifico testo di San Basilio su ciò che il Battesimo presuppone per l'anima del cristiano…)
“Nel battesimo sono due i fini che ci si propone di raggiungere, l'uno che venga eliminato il corpo del peccato, perché non abbia più a produrre frutti di morte, l'altro che si viva dello Spirito e si ottenga così il frutto nella santificazione. L'acqua ci offre l'immagine della morte accogliendo il corpo come in un sepolcro. Lo Spirito, invece, immette una forza che vivifica, facendo passare le nostre anime dalla morte alla vita piena. Questo è il rinascere dall'acqua e dallo Spirito” (SAN BASILIO MAGNO, Su lo Spirito Santo, 15, 35-36)
9. (San Gregorio Nazianzeno, 330-390, ci parla della responsabilità di essere coerenti con gli impegni battesimali…)
“La forza e la virtù del Battesimo consistono nel patto che in esso stringiamo con Dio, di vivere una seconda vita più pura e perfetta della prima; per questo, ciascuno di noi deve vivere con grande timore e custodire il proprio cuore con enorme cura, per non mancare a un patto tanto divino. Perché se gli uomini prendono Dio per testimone per assicurare l'alleanza che contraggono con altri uomini, quanto più pericoloso sarà violare ciò che abbiamo fatto con Dio stesso, ed essere non solo rei dei nostri peccati, ma anche della colpa di aver mancato alla parola che abbiamo giurato con tanta solennità davanti al tribunale della suprema Verità” (SAN GREGORIO NAZIANZENO, Discorso 40, 48)
10. Nato a Cartagine in una ricca famiglia pagana, dopo una giovinezza dissoluta San Cipriano si convertì al cristianesimo all'età di 35 anni.
“Egli stesso racconta il suo itinerario spirituale: «Quando ancora giacevo come in una notte oscura», scrive alcuni mesi dopo il Battesimo, «mi appariva estremamente difficile e faticoso compiere quello che la misericordia di Dio mi proponeva … Ero legato dai moltissimi errori della mia vita passata, e non credevo di potermene liberare, tanto assecondavo i vizi e favorivo i miei cattivi desideri…
Ma poi, con l’aiuto dell’acqua rigeneratrice, fu lavata la miseria della mia vita precedente; una luce sovrana si diffuse nel mio cuore; una seconda nascita mi restaurò in un essere interamente nuovo. In modo meraviglioso cominciò allora a dissiparsi ogni dubbio…
Comprendevo chiaramente che era terreno quello che prima viveva in me, nella schiavitù dei vizi della carne, ed era invece divino e celeste ciò che lo Spirito Santo in me aveva ormai generato» (A Donato 3-4)” (BENEDETTO XVI presenta San Cipriano di Cartagine, 6 giugno 2007).
11. “I fedeli laici col Battesimo assumono l’ufficio sacerdotale, regale e profetico. Al fedele laico egli dice: 'Pure te il Battesimo fa re, sacerdote e profeta' (Omelia 3,5 sulla seconda Lettera ai Corinzi).
Scaturisce di qui il dovere fondamentale della missione, perché ciascuno in qualche misura è responsabile della salvezza degli altri: «Questo è il principio della nostra vita sociale… non interessarci solo di noi!» (Omelia 9,2 sulla Genesi).
Il tutto si svolge tra due poli: la grande Chiesa e la 'piccola Chiesa', la famiglia, in reciproco rapporto” (BENEDETTO XVI presenta San Giovanni Crisostomo, 19 settembre 2007)
12. “Le omelie di Cirillo costituiscono una catechesi sistematica sulla rinascita del cristiano mediante il Battesimo. Al catecumeno egli dice: 'Sei caduto dentro le reti della Chiesa (cfr Mt 13,47). Lasciati dunque prendere vivo; non sfuggire, perché è Gesù che ti prende al suo amo, per darti non la morte ma la risurrezione dopo la morte. Devi infatti morire e risorgere (cfr Rm 6,11.14)… Muori al peccato, e vivi per la giustizia fin da oggi' (Procatechesi 5)” (BENEDETTO XVI presenta San Cirillo di Gerusalemme, 27 giugno 2007)
13. “La fedeltà a Dio è un dono della sua grazia. Perciò sant’Ilario chiede, alla fine del suo trattato sulla Trinità, di potersi mantenere sempre fedele alla fede del Battesimo. E’ una caratteristica di questo libro: la riflessione si trasforma in preghiera e la preghiera ritorna riflessione. Tutto il libro è un dialogo con Dio.
Vorrei concludere l’odierna catechesi con una di queste preghiere, che diviene così anche preghiera nostra: 'Fa’, o Signore – recita Ilario in modo ispirato – che io mi mantenga sempre fedele a ciò che ho professato nel Simbolo della mia rigenerazione, quando sono stato battezzato nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo. Che io adori te, nostro Padre, e insieme con te il tuo Figlio; che io meriti il tuo Spirito Santo, il quale procede da te mediante il tuo Unigenito… Amen' (La Trinità 12,57)” (BENEDETTO XVI presenta Sant'Ilario di Poitiers, 10 ottobre 2007).
[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]
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