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Un porto sicuro per la studentessa incinta

Makelessnoise-CC

Regina Magazine - pubblicato il 10/12/14

MiraVia si prende cura delle giovani mamme e dei loro bambini

Non mi hai tolto il futuro. Me ne hai dato uno nuovo. Ti voglio bene. Mamma” –
Lettera di una neomamma a sua figlia

Qual è la vera risposta cattolica a una ragazza incinta spaventata? Ecco cosa è accaduto quando due donne determinate – una biologa e una donna che è passata per l’esperienza dell’aborto quando era all’università – hanno deciso con i monaci del Belmont Abbey College in North Carolina (Stati Uniti) di creare qualcosa di rivoluzionario: una casa per le studentesse di college in stato interessante e i loro bambini.

In 20 anni, MiraVia si è occupata di 485 mamme e bambini; dal 2004 ha servito più di 7.000 mamme attraverso il suo programma di assistenza. In questa intervista, Jeannie Wray e Debbie Capen raccontano a Regina Magazine il loro lavoro in questo apostolato che può fungere da modello per gli sforzi cattolici del futuro.

Come avete saputo di MiraVia?

Debbie: Al banchetto annuale di MiraVia un anno è stato annunciato il progetto di aprire la prima residenza di maternità e assistenza della Nazione per le studentesse di college. Volevo saltare sulla sedia per l’eccitazione perché mi portavo dietro il tragico segreto di un aborto quando ero al secondo anno di college. Ho pensato: “Ci sono arrivati! Hanno capito che esistono donne come me!”

Qual è il vostro lavoro oggi?

Jeannie: Debbie è direttore assistente e io direttore esecutivo, ma in realtà sono stata assunta per essere il direttore dello sviluppo. Il mio compito fondamentale era raccogliere i fondi per costruire una nuova struttura per maternità e assistenza adiacente al campus del Belmont Abbey College. Ora, otto anni dopo, abbiamo raccolto i fondi, e il sogno di un luogo costruito specificatamente per le studentesse in stato interessante è una realtà.

Cosa vi ha spinte a lavorare qui?

Debbie: Ho chiamato MiraVia per chiedere come potevo essere di aiuto, e mi hanno chiesto di condividere la mia testimonianza sull’aborto nel video che sarebbe stato mostrato nel banchetto di raccolta fonti. È stato surreale sedere in una stanza con mille persone (includendo dozzine di amici e colleghi) e guardarmi su un maxischermo mentre raccontavo il mio segreto più profondo. Non sapevo che Dio aveva progetti ancor maggiori e che alla fine avrei lavorato a MiraVia.

Jeannie: Onestamente, sono venuta a lavorare qui perché sentivo sinceramente che il Signore si aspettava questo da me e volevo essere al Suo servizio. Quando mi sono unita allo staff di MiraVia mi sono trovata all’improvviso faccia a faccia con quel detto che dice “Dio non chiama chi ha delle capacità, ma dà delle capacità a chi chiama”.

Avevo trascorso 26 anni lavorando nel campo museale, e quindi avevo molta esperienza con il lavoro non-profit.

Ho visto tante ragazze lasciare la scuola per avere i loro bambini e altre scegliere di porre fine alla propria gravidanza. Tutte soffrivano, e sapevo che doveva esserci un’altra soluzione. Quando ho sentito parlare della residenza MiraVia, ho capito che questa era la risposta e volevo farne parte. Era ciò che Dio mi stava chiedendo di fare.

Cosa significa assumere questa enorme sfida?

Debbie: La mattina del 12 agosto 2013 mi hanno telefonato dicendo che Bianca, la prima residente della nuova struttura, era in travaglio. Sono saltata in macchina e sono corsa all’ospedale per starle vicino. Mentre andavo in ospedale, pregavo per Bianca e il bambino e le lacrime hanno iniziato a inondarmi la faccia. Sono stata sopraffatta dalla gioia e dalla gratitudine per questa giovane mamma che stava percorrendo la via che io non avevo avuto il coraggio di prendere. Quel giorno è nato Kasen, suo figlio. Non lo dimenticherò mai.

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Tags:
aborto
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