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Le finanze del Vaticano tra fondi neri e deficit di bilancio

WEB Cardinal Pell – it

Andrea Solaras/AFP

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 04/12/14

Il cardinale Pell, Prefetto Vaticano per l'Economia: negli anni troppe "mani libere" ma non c'è alcuna ipotesi fallimento

Il lavoro di riforma della finanze vaticane ha fatto scoprire centinaia di milioni di euro che non comparivano nei bilanci ufficiali della Santa Sede (Corriere della Sera, 4 dicembre)

NESSUN IPOTESI FALLIMENTO
Lo afferma il cardinale australiano George Pell sul settimanale Catholic Herald (4 dicembre) in un articolo anticipato sul sito dello Spectator, sottolineando che paradossalmente a motivo di «fondi neri», le casse della Santa Sede sono più in salute di quanto inizialmente apparissero. «È importante sottolineare che il Vaticano non è in fallimento – scrive Pell – a parte il fondo pensione, che ha bisogno di essere rafforzato per le richieste su di esso nei prossimi 15 o 20 anni, la Santa Sede sta facendo la sua strada, essendo in possesso un patrimonio e investimenti consistenti». 

DEFICIT DI BILANCIO
Per rendersi conto della portata delle dichiarazioni di Pell, si legge ancora sul Corriere, bisogna considerare che il consuntivo consolidato della Santa Sede per l’anno 2013 , approvato nel luglio 2014, ha chiuso con un deficit di 24.470.549 dovuto soprattutto alle fluttuazioni negative derivanti dalla valutazione dell’oro per circa 14 milioni di euro. Quindi la scoperta di centinaia di milioni di euro extrabilancio dimostra che singole «parti» del Vaticano sono molto più floride della Santa Sede in quanto tale.

FONDI NERI
«In realtà – afferma il Prefetto vaticano per l’Economia – abbiamo scoperto che la situazione è molto più sana di quanto sembrasse, perché alcune centinaia di milioni di euro erano nascosti in particolari conti settoriali e non apparivano nei fogli di bilancio. È un’altra questione, a cui è impossibile rispondere, quella se il Vaticano dovrebbe avere riserve molto più grandi».

UOMO DI PAPA FRANCESCO
Il cardinale ha spiegato che nel corso di decenni i dipartimenti vaticani hanno avuto praticamente "mano libera" per le loro finanze e hanno difeso gelosamente la loro indipendenza, ma ora le cose stanno cambiando (Reuters, 4 dicembre). Pell, scrive sempre la Reuters, è il cardinale australiano che è stato scelto, come outsider, da papa Francesco per sovrintendere alle spesso opache finanze della Santa Sede dopo decenni di controllo da parte degli esponenti italiani. 

SVOLTA GESTIONALE
Lo scorso mese gli uffici del nuovo prefetto delle Finanze vaticane hanno spedito una lettera a tutti i dipartimenti informando delle novità su codice etico e contabilità. Dal primo gennaio 2015, ogni dipartimento dovrà attuare "solide ed efficienti politiche di gestione" e preparare rendiconti finanziari "in un modo coerente e trasparente" in aderenza agli standard di contabilità internazionali.

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