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Rick Warren in Vaticano: “Siamo più efficaci e migliori insieme che separati”

Courtesy-of-Rick-Warren.Org
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Il fondatore della Saddleback Church parla al Colloquio Humanum, ospitato dal Vaticano

Il pastore Rick Warren, fondatore e pastore senior della Saddleback Church – una megachiesa evangelica situata a Lake Forest, in California (Stati Uniti) –, è stato tra i partecipanti al Colloquio sulla complementarietà tra uomo e donna ospitato qualche giorno fa dal Vaticano. Noto anche come Colloquio Humanum, ha riunito leader ed esperti di varie religioni cristiane e non cristiane di tutto il mondo dal 17 al 19 novembre per esaminare e riproporre la bellezza del rapporto tra l'uomo e la donna nel matrimonio.

Warren, uno dei principali leader evangelici del mondo, è forse più noto come autore dei bestseller The Purpose Driven Church e The Purpose Driven Life, che hanno venduto oltre 30 milioni di copie.

La corrispondente da Roma dell'edizione inglese di Aleteia ha parlato con il pastore Warren al termine del Colloquio Humanum per discutere la sua esperienza all'evento interreligioso, i sei punti di quello che definisce “Il matrimonio guidato dall'obiettivo” e il suo primo viaggio a Roma.

Pastore Warren, cosa pensa del Colloquio sulla complementarietà tra l'uomo e la donna nel matrimonio?

Penso che sia stato importantissimo perché c'è stata la possibilità di ascoltare persone non solo di tutte le correnti del cristianesimo, ma anche di religioni non cristiane che esprimevano solidarietà con noi su quella che chiamiamo la definizione biblica del matrimonio: un uomo e una donna per tutta la vita.

È una cosa positiva. In questo momento nel mondo la visione minoritaria sta guadagnando la maggior parte degli spazi della stampa, e non si dà ascolto al fatto che la grande maggioranza delle persone crede che il matrimonio sia quello che è sempre stato fin dalla Creazione: un uomo e una donna per tutta la vita.

Ci può parlare di alcuni degli aspetti più importanti del Colloquio Humanum?

Il rabbino [Jonathan] Sacks è un mio amico, e il suo messaggio è stato eccezionale. Anche il messaggio di [Jacqueline] Rivers lo è stato. Suor Prudence è stata fantastica, è davvero brillante. Ha un livello intellettuale estremamente alto e la capacità di prendere questioni molto complesse e riassumerle. Abbiamo tratto beneficio da tutto ciò su cui ha effettuato ricerche e che ha studiato sul genere in un unico messaggio. Dopo il suo intervento, le ho detto: “Deve venire a fare un seminario alla Saddleback Church”.

Tra i suoi bestseller ci sono The Purpose Driven Church e The Purpose Driven Life. Nel Colloquio lei ha parlato del “matrimonio guidato dall'obiettivo”. Cosa intende?

Nella Genesi e altrove nelle Scritture ci vengono dati sei propositi del matrimonio. Il primo è eliminare la solitudine. La primissima cosa che Dio ha detto – e aveva creato un mondo perfetto, ancora non c'era il peccato – è che non era un bene che l'uomo fosse solo. Dio odia la solitudine. È interessante perché, indipendentemente dal fatto che ci si sposi o no, si ha bisogno del sesso opposto nella vita, perché la Bibbia ci dice in Corinzi 7 che gli uomini non sono indipendenti dalle donne e le donne non sono indipendenti dagli uomini, perché entrambi sono fatti a immagine di Dio e nessuno possiede la totalità. Le donne, quindi, esprimono certe caratteristiche del carattere di Dio e gli uomini altre, ed è per questo che abbiamo bisogno gli uni degli altri. Anche se si ha il dono dell'essere single, si ha ancora bisogno del sesso opposto nella propria vita per crescere.

C'è quindi l'eliminazione della solitudine. C'è poi il legame tra un uomo e una donna: la Bibbia dice che i due saranno una carne sola. E c'è anche la moltiplicazione della razza umana. Dio ha detto “Siate fecondi e moltiplicatevi”, e io ho annunciato scherzosamente “Questo è l'unico comandamento che gli esseri umani sono stati capaci di osservare!” Ci sono 7 miliardi di noi a provare che siamo fecondi e ci moltiplichiamo. Questo l'abbiamo fatto. Possiamo non aver realizzato il resto, ma questo sì. La Bibbia, però, dice anche che il matrimonio è per la perfezione del nostro carattere. La Bibbia afferma che il marito santifica la moglie e la moglie santifica il marito. Ciò vuol dire che il più grande strumento per la crescita spirituale nella vita è il proprio sposo, perché non te la fa passare liscia e ti mantiene onesto, e vede le cose che tu non vuoi ammettere su te stesso.

Il matrimonio non è solo per renderci felici, ma anche per renderci santi, e questo è un aspetto importante.

Un altro obiettivo del matrimonio è la difesa dei figli, intendendo che gli esseri umani nascono del tutto indifesi. Non si può fare nulla. Non ci si può nutrire da soli, non ci si può vestire da soli. Appena nati non ci si può nemmeno girare. Dio sapeva che i bambini avrebbero avuto bisogno di sostegno, ed è per questo che ha creato le famiglie. È per questo che ha creato mamme e papà – per la protezione. La Bibbia dice: “Voi, padri, non inasprite i vostri figli, ma allevateli nell'educazione e nella disciplina del Signore”. È nella lettera agli Efesini, e significa protezione ed educazione.

L'ultimo punto che è stato menzionato [nel Colloquio] è che il matrimonio è una metafora. È per il riflesso dell'unione di Cristo con la Chiesa. È un riflesso dell'amore di Dio per noi. Il matrimonio deve essere un modello, una metafora, una lezione visiva di come Dio ci ama. Quando si guarda all'amore autentico, all'amore incondizionato, è quello che Dio vuole per noi.

Il matrimonio ha questi sei obiettivi. Per questo ho detto “è un matrimonio guidato dall'obiettivo”.

È stata la prima volta che ha visitato il Vaticano?

Sì.

Cosa significa per lei il fatto che questo Colloquio si sia svolto all'interno del Vaticano, così vicino alla tomba e ai resti di San Pietro?

In primo luogo, parliamo del centro di un miliardo di cattolici. Anche per i non cattolici, le nostre radici sono le stesse. Per mille anni, non c'erano altri tipi di cristiani.

Il punto è che tutti noi abbiamo questi grandi santi nella nostra vita. Penso che la bellezza stia nel fatto che le cose che abbiamo in comune sono molte di più di quelle che ci dividono. Cos'è un cristiano? Crede nella Trinità – Padre, Figlio e Spirito Santo. Crede nella resurrezione. Crede nella Bibbia. Crede che Gesù Cristo sia morto per i nostri peccati. Se si crede in queste cose, siamo della stessa squadra. Possiamo avere disaccordi su altre questioni, ma se si ama Gesù Cristo si è mio fratello, mia sorella.

È questa unità che è emersa qui. La santità del sesso, la santità della vita, la santità del matrimonio – ogni vero cristiano concorderà su questo. Si può non essere d'accordo su altre cose, ma si è d'accordo su queste. E si dirà che dobbiamo collaborare perché siamo più efficaci e migliori insieme che separati.

Al Colloquio erano presenti rappresentanti di molte religioni e culture diverse. Come pensa che si siano sentiti a recarsi in Vaticano?

Penso che si siano sentiti accolti e benvoluti dal Vaticano. Penso che sia stata una mossa molto positiva.

E sono stati trattati con rispetto. Come cristiani, siamo chiamati ad amare chiunque. Non mi è permesso di odiare nessuno. Il mio Salvatore chiede che io ami chiunque, anche persone che hanno una visione del mondo del tutto diversa dalla mia. Non posso non amarli.

Diane Montagna è corrispondente da Roma per l'edizione inglese di Aleteia.

[Traduzione dall'inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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