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Maria, bilancia del mondo

Raymond Brown
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Nostra Madre ci equilibra e ci porta a dare la nostra vita

Vogliamo continuare ad amare. Magari imparassimo ad amare con più maturità. Senza voler trattenere. Senza fermarci alle aspettative che non si realizzano.

L'amore di Maria ci trasforma. Ella restituisce l'equilibrio che spesso perdiamo nel cammino convulso della vita. Ci regala quella pace perduta. Ci equilibra nel nostro disordine.

Così ha fatto con l'anima di padre Josef Kentenich. È questo il ruolo che Maria ha giocato nella sua vita fin dall'inizio: “L'anima si è mantenuta in equilibrio grazie a un amore per Maria personale e profondo. Maria è il punto di intersezione tra l'aldilà e l'aldiqua, tra il naturale e il soprannaturale, è la bilancia del mondo. Mediante il suo essere e la sua missione mantiene il mondo in equilibrio”.

Maria mantiene l'equilibrio in un mondo squilibrato. Un mondo spezzato, disunito, diviso.

Ricordo San Roberto. Era un monaco innamorato di Dio fin nel più profondo. Un monaco benedettino che ha cercato di tornare alla purezza e alla semplicità di San Benedetto. Con lui è iniziato un nuovo cammino nei cistercensi.

Un giorno rifletteva sulle parole ascoltate dall'abate: “Io ho cercato fra loro un uomo che costruisse un muro e si ergesse sulla breccia di fronte a me, per difendere il paese perché io non lo devastassi, ma non l'ho trovato” (Ezechiele 22, 30).

Gli avevano fatto immaginare il quadro di una città assediata, con un'enorme breccia sulla muraglia. Vedeva un cavaliere solitario, in piedi, in mezzo alla breccia, come unica difesa di tutto il popolo.

Quella fantasia smuoveva il suo sangue guerriero. Ma ciò che aveva oppresso il suo cuore nel capitolo era il doloroso lamento dell'ultima frase: “Ma non l'ho trovato”. Si chiedeva se Dio avrebbe avuto più successo nella sua ricerca nei tempi che correvano. Non poteva liberarsi dall'idea che quel passo lo riguardasse direttamente, che fosse rivolto a lui.

Una breccia aperta nella muraglia. Una breccia e il bisogno che qualcuno sia lì disposto a dare la propria vita. A rinunciare per altri. A dare la vita per gli uomini.

Il mondo ha molte brecce aperte. Ha bisogno di uomini disposti ad essere saldi, dediti. Non è facile dire di sì e buttarci in quella breccia con tanto rischio.

Servono cuori nobili, umili, semplici, liberi. Cuori aperti alla grazia, al potere di Dio. Sarà una rinuncia feconda.

Noi ci sentiamo come San Roberto. Vogliamo essere quell'uomo in mezzo a una breccia aperta. Nel mezzo della battaglia. Sostenuti dal “sì” di Maria pronunciato sulla nostra vita. Quel “sì” d'amore. Quel “sì” semplice. Lo vogliamo ripetere con il cuore offerto: “Siamo qui, Madre, siamo qui per donarti la nostra vita”.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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