Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
giovedì 29 Ottobre |
Santi Simone e Giuda
home iconApprofondimenti
line break icon

Paolo VI e quei tempi difficili che sono tornati

© Antoine Mekary / Aleteia

Massimo Introvigne - La nuova Bussola quotidiana - pubblicato il 20/10/14

Nell'omelia di Papa Francesco le stesse problematiche del suo predecessore

La solenne beatificazione di Papa Paolo VI ha concluso il Sinodo dei vescovi. Papa Montini aveva uno stile completamente diverso da Papa Francesco: riservato, timido, tormentato quanto il suo successore è esuberante, volentieri scherzoso e solare. Tuttavia il Paolo VI tratteggiato nell’omelia della Messa di beatificazione e nell’Angelus da Francesco assomiglia molto al Pontefice argentino, soprattutto nei problemi che si trovò ad affrontare.

Francesco è partito dalla frase centrale del Vangelo del giorno: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,21). Mentre spesso il Magistero ha costruito su questa frase una dottrina dei rapporti fra Chiesa e Stato, qui Papa Francesco la legge sotto un’angolazione diversa. «Alla provocazione dei farisei che, per così dire, volevano fargli l’esame di religione e condurlo in errore – spiega il Papa», «Gesù risponde con questa frase ironica e geniale. È una risposta a effetto che il Signore consegna a tutti coloro che si pongono problemi di coscienza, soprattutto quando entrano in gioco le loro convenienze, le loro ricchezze, il loro prestigio, il loro potere e la loro fama. E questo succede in ogni tempo, da sempre». Per capire questa chiave di lettura – che certamente non esclude l’altra, politica – il Pontefice c’invita a porre attenzione non, come facciamo spesso, alla prima parte della frase, relativa a Cesare, ma alla seconda: «E (rendete) a Dio quello che è di Dio». Qui nella sostanza Gesù ci ripropone il primo dei Dieci Comandamenti, invitandoci a «riconoscere e professare – di fronte a qualunque tipo di potere – che Dio solo è il Signore dell’uomo, e non c’è alcun altro». «“Dare a Dio quello che è di Dio” significa aprirsi alla Sua volontà e dedicare a Lui la nostra vita e cooperare al suo Regno di misericordia, di amore e di pace».

Venendo al Sinodo, il Papa ha detto che questa fiducia nella signoria di Dio ci aiuta a non avere paura delle sue sorprese. «Lui non ha paura delle novità! Per questo, continuamente ci sorprende, aprendoci e conducendoci a vie impensate». A chi pensasse che nella Chiesa non possano e non debbano esserci riforme e novità, Papa Francesco ricorda che «Dio ci fa “nuovi” continuamente», e non è dunque sorprendente che anche nella storia della Chiesa ci siano «novità», non perché la Chiesa sia smaniosa d’inventarle ma perché il contesto sempre muta e pone «innumerevoli sfide nuove». Saperle riconoscere e affrontare è «la nostra vera forza, il fermento che la fa lievitare e il sale che dà sapore ad ogni sforzo umano contro il pessimismo prevalente che ci propone il mondo. Qui sta la nostra speranza perché la speranza in Dio non è quindi una fuga dalla realtà, non è un alibi: è restituire operosamente a Dio quello che Gli appartiene». A cosa è servito allora il Sinodo? A far sentire, risponde il Papa, la voce delle chiese di ogni parte del mondo – sono queste «la sinodalità e la collegialità» – «per aiutare le famiglie di oggi a camminare sulla via del Vangelo, con lo sguardo fisso su Gesù», per «prendersi cura delle ferite che sanguinano e a riaccendere la speranza per tanta gente senza speranza».

Il Sinodo dei vescovi è stato precisamente voluto dal beato Paolo VI. Papa Francesco ha citato le parole del motu proprio Apostolica sollicitudo, con il quale Papa Montini lo istituiva: «Scrutando attentamente i segni dei tempi, cerchiamo di adattare le vie ed i metodi … alle accresciute necessità dei nostri giorni ed alle mutate condizioni della società». Ma come scrutare i segni dei tempi? Come adattare i metodi della Chiesa a condizioni cambiate? Qui Papa Bergoglio paragona la sua situazione al Sinodo – o ai Sinodi, perché come ha ricordato ce ne sarà un altro nel 2015 – a quella di Papa Montini rispetto al Concilio Ecumenico Vaticano II, di cui fu – afferma – il «grande timoniere». Francesco ha ricordato che cosa scrisse il beato Paolo VI nel suo diario al momento della fine del Concilio: «Forse il Signore mi ha chiamato e mi tiene a questo servizio non tanto perché io vi abbia qualche attitudine, o affinché io governi e salvi la Chiesa dalle sue presenti difficoltà, ma perché io soffra qualche cosa per la Chiesa, e sia chiaro che Egli, e non altri, la guida e la salva».

  • 1
  • 2
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
paolo vipapa francesco
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
CEMETERY
Gelsomino Del Guercio
Indulgenze plenarie per i defunti: come otten...
PRAYER
Philip Kosloski
Resistete alla “tristezza del diavolo” con qu...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
Camille Dalmas
Il montaggio dietro alla discussa frase del p...
VITIGUDINO
Gelsomino Del Guercio
Prima brillante medico, poi suora: la bella s...
HEAVEN
Philip Kosloski
Preghiera perché un defunto raggiunga la gioi...
CARLO ACUTIS, CIAŁO
Gelsomino Del Guercio
Preghiera a Carlo Acutis con richiesta di una...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni