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"Con le nostre mani, ma con la tua forza"

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Aleteia - pubblicato il 17/10/14

Gino Girolomoni, il monaco contadino che rivoluziona l'agricoltura mettendo in pratica la Bibbia

"Con le nostre mani, ma con la tua forza" è la citazione che meglio si addice alla vita di Gino Girolomoni, il monaco contadino fondatore della prima azienda italiana di agricoltura biologica, «Alce nero».

Natura segno di Dio
Una realtà unica, come scrive Avvenire (16 ottobre), che si ispira al rispetto della natura e alla sua custodia, ma anche alla valorizzazione di ciò che l’uomo, questo uomo, concreto, con la vanga e le mani bagnate dal latte appena munto, possono fare per renderla segno della volontà creatrice di Dio che si perpetua nel lavoro dell’uomo. 

La Parola e le opere
Gino è un monaco. Prega, legge moltissimo ma non si limita a riflettere, pensare, annotare ciò che la lettura della Bibbia e la sua fede gli dice giorno per giorno: mette direttamente in opera l’insegnamento della Parola di Dio. Lui agisce, pensa e parla nella lingua della Bibbia. Qualche volta lo fa in dialetto, altre, sempre più spesso e con il fascino carico di genuinità della persona semplice, incontrando la teologia, la letteratura, la poesia, la filosofia.

Impresa innovativa
Fin dall’inizio la sua impresa, che produce il cibo sano della terra rispettata e compresa nei suoi ritmi e nelle sue pause, è innovativa, rivoluzionaria. Apre il mercato delle colture biologiche, lo fa rischiando sequestri e fallimenti e alla fine vince, impone di fatto uno standard che solo in tempi recenti è stato accolto e compreso appieno.

Coltura e cultura
Gino con la sua attività ha modo di incontrare, discutere, accogliere un mondo di scrittori, poeti, filosofi, esperti del cibo in cerca di una nuova patria, insomma, unisce la coltivazione con la cultura. È un esempio unico nella nostra contemporaneità di persona che sa come interrompere la frattura tra coltura e cultura, dove la differenza di vocale è divenuta un’abisso di impotenza e lacerazione, insensata e dispendiosa. 

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