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Come riconoscere un cristiano

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Cosa succede quando sostituisci la parola “amore” con “cristiano”?

Claudio de Castro

Passeremmo per bestie rare in questo mondo? Probabilmente. Alle origini della nostra fede, quando eravamo pochi, gli altri sapevano riconoscerci. Potevano farlo con grande facilità.

Eravamo come una torcia che illumina l'oscurità, un mare di speranza in cui molti volevano navigare. Bastava guardarci per sapere che seguivamo Gesù. Avevamo un tratto caratteristico: “l'amore”.

Spesso penso a questo e a queste parole di Gesù: “Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo” (Lc 6, 27-30)



Ho letto la vita di un santo sacerdote che hanno assalito mentre attraversava un bosco: “Dacci tutto ciò che hai”. E il sant'uomo ha vuotato le tasche. Quando i malviventi se ne stavano andando, li ha chiamati: “Aspettate, ho trovato un'altra moneta e non desidero mentire”. Commossi da questo gesto, i ladri si sono inginocchiati davanti al sacerdote, chiedendogli perdono. Gli hanno restituito tutto e gli hanno promesso di cambiare vita.

Ricordo un amico che una volta ha detto: “Nel mio cuore c'è un sigillo. E questo sigillo dice: Gesù”. È questo il tratto distintivo che deve identificare ogni cristiano. Avere Gesù nel cuore e nell'anima. Azzardarci ad essere diversi per Gesù. Fare le cose per Gesù.

Ho passato la mattinata pensando a questo: “Se Gesù tornasse oggi, come riconoscerebbe i suoi? Cosa ci distingue?”

Nel pomeriggio sono andato a Messa con la mia famiglia, e il sacerdote ha parlato di questo – adoro queste coincidenze divine. Due cose mi hanno colpito: “Un cristiano si deve riconoscere perfino nel modo di camminare” e “Il cristiano è sempre all'ascolto di Dio”.

Durante la Comunione il coro ha cantato: “Se non ho amore, non sono nulla”. Quando sono tornato a casa ho cercato la Lettera di San Paolo ai Corinzi.

Ho sostituito la parola “amore” con “cristiano”, e allora ho letto:

“Il cristiano è paziente, è benigno il cristiano; il cristiano non invidia, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, ma si compiace della verità”. Ho capito cosa ci distingue: l'amore.

Nel corso della mia vita ho imparato che tutto ciò che facciamo per Gesù VALE LA PENA. Egli adora queste tue caratteristiche. Quando pensi a Lui e lo tieni presente nella tua vita, è felice.

Madre Teresa aveva la chiave che mancava alla mia ricerca: “Perché fare queste cose?”, le hanno chiesto. “Lo facciamo per Gesù”.

Fai lo stesso. E quando qualcuno te lo chiederà, potrai rispondere allo stesso modo: “Lo facciamo per Gesù”.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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