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Suor Helen Prejean e la croce che porta

Mark Stricherz

Aleteia - pubblicato il 01/10/14

A 75 anni, l'autrice di "Dead Man Walking" lotta ancora per porre fine alla pena di morte

diMark Stricherz

In un discorso all’American University, suor Helen Prejean ha sollevato e indicato una croce verde metallica di due pollici attaccata alla sua collana. La famosa suora cattolica ha usato la croce per ricordare al suo pubblico che i cristiani dovrebbero opporsi alla pena capitale.

La croce ha anche un significato personale. È stata un regalo di Eddie Sonnier, il condannato per stupro e complicità in omicidio la cui storia è stata raccontata nel libro e nel film “Dead Man Walking”.

“Eddie ha dovuto donare del sangue per pagare la croce, realizzata da un altro recluso. È l’unica volta in cui ho avuto sangue sulle mani”, ha detto la suora in un’intervista dopo il suo intervento.

Suor Helen è stata assistente spirituale di Eddie Sonnier durante il suo periodo di reclusione. Ha ribadito la sua affermazione per cui Eddie e non suo fratello Elmo o “Pat” Sonnier premette il grilletto di una pistola calibro 22 che uccise due fidanzatini nella zona della parrocchia di St. Martin, in Louisiana, nel 1977. Per lei, il fatto che Sonnier abbia sacrificato il proprio sangue per una croce illustra il potere del perdono cristiano: perfino gli assassini possono essere autori di bellezza dopo che hanno cercato di emendare i loro atti malvagi.

“Gesù non era lieto di una morte sacrificale. Diceva: ‘Vedi cosa significa?’”, ha osservato la suora, tenendo la croce in mano e puntandola verso il pubblico di 70 persone.

Dopo essere uscito nel 1993, il suo libro è diventato un bestseller. Nel 1995 è stato adattato per il cinema, e l’interpretazione della suora di Susan Sarandon le è valso un’Oscar come miglior attrice. Suor Helen è diventata un’attivista contro la pena di morte. Attraverso il suo ordine religioso, la Congregazione di San Giuseppe, ha aiutato a fondare il Ministero contro la Pena Capitale. Elmo Sonnier è morto sulla sedia elettrica nella prigione di Angola, in Louisiana, nel 1984. Eddie è morto nello stesso carcere nel dicembre scorso dopo una malattia.

A 75 anni, suor Helen sembra solo un po’ più anziana di quanto appariva nel suo momento di massima fama e ha rivelato che sta lavorando a delle memorie spirituali, “River of Fire”. “Mi limito a raccontare storie”, ha dichiarato. Anche se ha menzionato vari personaggi del suo famoso libro, ha dedicato la maggior parte del suo discorso alla pena di morte.

A suo avviso, l’utilizzo della pena capitale non è altro che un cancro spirituale. Ha quindi citato le parole di Lloyd LeBlanc, che ha riconosciuto che perdonare gli assassini di suo figlio è riuscito a liberarlo dall’amarezza che provava: “Hanno ucciso il mio ragazzo, non permetterò che uccidano anche me”.

Suor Helen ha aggiunto che il perdono deve essere guadagnato più che dispensato, e che aiuta a rendere gli uomini unici. “Dovete pregare per questo, lottare con questo e vincerlo”, ha detto. “In noi c’è una trascendenza che deriva dalla nostra dignità e umanità”.

La religiosa ha quindi esortato il pubblico a unirsi a lei nella lotta per porre fine alla pena di morte. Anche se il Catechismo della Chiesa Cattolica riconosce in casi “molto rari” il legittimo uso morale della pena capitale, ha chiesto di fare un passo avanti.

“Dobbiamo porre fine a questa cosa. La gente non pensa nemmeno alla pena di morte. Pensa a pagare i conti e a mandare i figli al college. Confido nella bontà della gente. Non è che le persone siano vendicative, è solo che non ci hanno riflettuto”, ha commentato.

Quattro generazioni di risultati di sondaggi contraddicono le affermazioni della religiosa. La Gallup ha chiesto agli americani la loro opinione sulla pena di morte dal 1936, e tranne che nel 1966 ogni sondaggio ha verificato che la maggioranza sostiene l’uso della pena capitale, anche se il consenso è sceso dall’80% al 60% da quando è uscito “Dead Man Walking”.

Suor Helen ha dichiarato di aver incontrato papa Giovanni Paolo II e di aver parlato con lui della necessità di abolire la pena di morte, ma che tiene di più a cercare di convincere la gente ordinaria. “La Chiesa”, ha osservato, “siamo noi”.


Mark Stricherz copre le notizie da Washington per Aleteia. È autore di Why the Democrats are Blue.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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