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Ripulisci la tua casa da idoli e amuleti

© David Reber

SIAME - pubblicato il 25/09/14

Lungi dal portare fortuna e protezione, pregiudicano il nostro rapporto con il Dio dell'amore

di Zoila María Bustillo

Un elefante con la proboscide alzata è l’ornamento principale del tuo salotto? La tua casa è decorata con quarzi, ciondoli o teschi? Devi disfarti di queste cose, “ripulire” la tua casa e la tua famiglia da ogni oggetto di idolatria, perché lungi dal portare fortuna e protezione, ti fanno dare le spalle a Dio e ti portano direttamente a iniziare una relazione con il mondo di Satana. Lo ha affermato a SIAME il coordinatore degli esorcisti dell’arcidiocesi di Città del Messico, padre Guillermo Barba Mojica.

“L’aspetto più pericoloso di queste pratiche è che disprezzano la nostra fede, e – cosa peggiore – ledono gravemente il nostro rapporto con il Dio dell’amore, il Dio della misericordia che si prende cura di noi e ci ama con un amore eterno, visto che mettiamo al suo posto idoli, ovvero oggetti ai quali viene attribuito un potere soprannaturale”.

Il sacerdote ha spiegato che, come dice la Bibbia nel discorso del Deuteronomio, tutte queste pratiche pagane “sono abomini per il Signore”, e mettendole in pratica si viola il primo comandamento: “Il Signore, nostro Dio, è l’unico Signore, e amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutte le tue forze”.

Ha quindi aggiunto che l’uomo avvolto nella tentazione di controllare la propria vita e il futuro – una delle cose che motivano il possesso di questi oggetti di idolatria – usurpa un posto che spetta solo a Dio, perché, come segnala papa Francesco nell’esortazione apostolica Lumen Fidei, “l’idolo è un pretesto per porre se stessi al centro della realtà, nell’adorazione dell’opera delle proprie mani”.

A ciò si somma la forte influenza di una cultura del sincretismo religioso, del New Age e del neopaganesimo, che porta molti cattolici che non conoscono la propria fede ad essere preda di questo mondo in cui si respira un’atmosfera di peccato, ha sottolineato padre Barba Mojica.

Il sacerdote insiste anche sul fatto che “la radice del problema è la mancata conoscenza di Cristo e del suo Vangelo, per cui è urgente evangelizzare, visto che molti battezzati, stando lontani dai sacramenti, dalla parola di Dio, cadono nel terreno dell’idolatria, riponendo la propria fiducia in oggetti che trasformano anche in idoli davanti ai quali si inchinano”.

Quali oggetti possono dare origine al peccato senza che il fedele se ne accorga di primo acchito?

Tutto ciò che pretende di sostituire Dio, da un articolo che idolatriamo per motivi sentimentali a quelli che apprezziamo più della nostra vita e che spesso sono semplici oggetti creati per far crescere il nostro ego, perché sappiamo che nessuna persona o cosa può esercitare da sé autorità sull’uomo se non gli proviene da Dio, ed è chiaro che Egli non dà autorità agli oggetti.

Come mettere in guardia i fedeli sulla presenza di questi oggetti a casa loro?

Come segnala papa Francesco nell’enciclica Lumen fidei, “la fede è l’opposto dell’idolatria; è separazione dagli idoli per tornare al Dio vivente, mediante un incontro personale”, per cui l’unico modo per sradicare la superstizione, l’idolatria e il male dalla nostra vita è un incontro vivo e personale con Gesù Cristo attraverso l’annuncio kerigmatico, seguito da una catechesi solida.

Quali effetti possono provocare queste pratiche nelle famiglie?

Gli oggetti di idolatria sono una strategia del diavolo per minare la fede dei credenti, e riponendo la fiducia in loro si può intavolare un rapporto con il mondo di Satana, perché chi li usa smette di essere vero credente e diventa credulone. C’è anche il danno psicologico, visto che ci sono persone che sviluppano un’alienazione con questi oggetti fino al punto di avere allucinazioni uditive o visive, il che rafforza un pensiero magico che può diventare tanto forte da trasformarsi in una psicosi familiare.

Un altro aspetto in cui provocano un grave danno è l’economia familiare, che spesso si vede intaccata per via del denaro che si investe in queste pratiche. Per tutto questo la Chiesa è chiara quando ci avverte nel Catechismo di guardarci dal cadere in queste tentazioni.

Come si dovrebbero eliminare questi oggetti perché non danneggino altre persone?

Un passo verso la conversione è la rinuncia a questi oggetti di idolatria, in modo non solo implicito, ma anche esplicito, e un gesto di rinuncia è distruggerli per non far sì che altre persone vi aderiscano. Il miglior modo di farlo è portarli al sacerdote perché compia brevemente una preghiera di liberazione e indichi il modo migliore per eliminarli.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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