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La guerra e le quattro Chiese in Ucraina

Bulent Kilic/AFP

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 11/09/14

Nel paese dilaniato dallo scontro tra nazionalisti e filorussi ci sono posizioni diverse tra le confessioni cristiane

I vescovi dell’Ucraina tornano a lanciare un appello per porre fine alle tensioni nel Paese: "Fermate il massacro!". È quanto si legge nel documento finale del Sinodo dei vescovi greco-cattolici che si è riunito a Lviv.

"In Ucraina continua a scorrere il sangue", è il drammatico richiamo alla comunità internazionale rivolto dai prelati guidati dall’arcivescovo maggiore Svoatoslav Shevchuk. "Questa pacifica nazione sovrana – sottolineano i vescovi cattolici di rito bizantino – subisce un intervento militare diretto da un vicino. Centinaia di unità di armi pesanti e tecnologiche, migliaia di mercenari armati e soldati dell’esercito permanente della Russia stanno attraversando i confini dell’Ucraina, seminando morte e distruzione, in spregio alla richiesta di cessare il fuoco e dei recenti sforzi diplomatici. Allo stesso tempo, la propaganda continua ad un livello senza precedenti di odio e di distorsione del reale stato delle cose, che non è meno dannoso di armi di distruzione di massa".

QUATTRO CHIESE IN CAMPO
«Tutta la Chiesa è a supporto della popolazione ucraina che sta soffrendo a causa della guerra contro i separatisti filo russi», spiega ad Aleteia il giornalista cattolico ucraino Semenyuk Taras Bohdanovych, che da tempo segue le dinamiche della Chiesa nel suo Paese, «ma l’approccio e la retorica sono diverse a seconda delle quattro confessioni praticate in Ucraina, mi riferisco alla Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Kiev, la Chiesa ortodossa del Patriarcato da Mosca, la Chiesa Greco-cattolica e la Chiesa Cattolica "latina"». 

I DUE FRONTI
La Chiesa Greco-Cattolica, evidenzia il giornalista, «parla con chiarezza di chi sono i nemici del popolo ucraino. Il documento fuoriuscito dal Sinodo dei vescovi greco-cattolici ammonisce i guerriglieri filo-russi da una parte, e la propaganda deviata dall’altra. Si riconoscono, insomma, le due parti in causa, quelli che lottano per l’indipendenza dell’Ucraina e quelli che sono contro, ma ne vengono denunciati gli estremismi e condannate le violenze». 

PARROCI PERSEGUITATI
La Chiesa cattolica di Roma è vicina alle posizioni dei greco-cattolici. «Ma ci sono stati degli episodi di violenza in cui i preti cattolici sono stati perseguitati dai separatisti filo-russi, proprio a Donietsk e Luhansk». 

PUTIN E SATANA
Una posizione «molto radicale« l’ha assunta la Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Kiev. «Se parlano del presidente russo Vladimir Putin, è per definirlo un "ossesso da Satana". E chiedono all’Europa un aiuto immediato per fermare il "dittatore”».

IL SOGNO DEL "MONDO RUSSO"
La Chiesa Ortodossa vicina al Patriarcato di Mosca è «molto diplomatica» nella sua riflessione sulla crisi nell’area del Donbass. «Non è facile capire il motivo di questa diplomazia – sentenzia Bohdanovych – Gli ortodossi filo-russi sono canonicamente collegati con la loro Chiesa "madre" a Mosca, e la Chiesa di Mosca supporta la politica dello Stato russo. Il Patriarca ortodosso di Mosca a Kiev bacchetta le violenze, gli spari, le provocazioni militari tra le due parti opposte del conflitto. Insomma, si tiene equidistante. Invece ci sono diverse situazioni in cui i preti ortodossi del patriarcato di Mosca supportano apertamente i separatisti filo-russi contro gli ucraini. Il motivo, secondo loro, è che oggi va dato spazio allo “ruskij mir” (“mondo russo”), strategia adottata dalla Russia e dalla Chiesa Ortodossa di Mosca per l’espansione culturale del Paese oltre i propri confini». 

LA PREGHIERA E’ SPERANZA
Il giornalista puntualizza, però, che «tutte le Chiese pregano per la pace in Ucraina. Questo segno, senza dubbio, unisce tutto il popolo in un unico culto. Non si chiede al prossimo, di dove sei, da quale parrocchia provieni, sei ortodosso o cattolico. Il denominatore comune è invocare che questa guerra finisca presto. Nonostante la tristezza per questa battaglia, il popolo è speranzoso e prega. Gli ucraini sono molto religiosi  e non è un caso che siano al vertice della classifica della World Value Surve. Il credo è profondo, tutti sono convinti che Dio li aiuterà ad uscire da questa difficile situazione». 

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ucraina
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