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Il padre ha partorito, la madre ha donato il seme. Che ne sarà dei figli?

© Nick Bowser

Aleteia - pubblicato il 20/08/14

Il caso di una coppia transgender americana con due figli accende il dibattito: che vita avranno i loro due bambini?

Nick e Bianca Bowser sono due transgender sposati. E sono convinti che i loro 2 bambini non subiranno alcun trauma perché avranno un’educazione amorevole e perfettamente normale. L'unica preoccupazione? Intorno ai sei anni, potrebbero venirlo a sapere da altri e questo sarebbe per loro l'unica cosa sbagliata. La loro storia è raccontata da Losai.eu il 19 agosto.

Cambio sesso
La coppia vive insieme ai loro due figli di tre e un anno. Nick, il padre, è in realtà una donna di 27 anni di nome Nicole, che all'età di 20 anni ha deciso di diventare uomo. Bianca, la madre, è in realtà un uomo di nome Jason di 32 anni, che undici anni fa ha iniziato a vivere da donna. Ma c'è dell'altro perché i due non hanno veramente cambiato sesso: dato che non possono permettersi la costosa chirurgia ricostruttiva hanno ancora gli organi genitali originali.

Quando i figli cresceranno, i genitori dovranno spiegare loro che in realtà è stato il padre a partorirli grazie allo sperma donato dalla madre. Già, perché nel 2010 Nick, il padre, è rimasta incinta ma ha continuato a vivere come un uomo nonostante il pancione.

Gravidanza innaturale
Il padre racconta così la sua gravidanza: “Non mi è piaciuto – ha ammesso – Io sono un uomo e non è proprio facile fare qualcosa di così femminile. Non riuscivo a sopportare i mormorii e dal terzo trimestre non potevo più uscire di casa." Poi la percezione di un dramma interiore “È stata una lotta quotidiana – continua – Odiavo il modo in cui il mio corpo stava cambiando. Esso non corrispondeva i miei sentimenti interiori“. Non riuscendo a concepire l’idea del parto naturale, ha optato per il cesario. Invece la madre è felice al pensiero che a partorire è il padre perché quell’aspetto della femminilità non le interessa: “Sono molto felice di non portare in grembo i bambini. È stato bello uscirne – l’inconveniente, i cambiamenti fisici, il dolore del parto“.

E i figli come reagiranno? Cosa capiranno di quello che è avvenuto? I genitori, senza subbio, non hanno tenuto conto di una serie di fattori decisivi per l'educazione di un essere umano. E allora cosa li avrebbe portati a questa sciagurata scelta?

Il nodo dei transessuali
Il teologo padre Maurizio Faggioni* individua il nodo fondamentale del transessualismo che non sta in un modo di fare sesso o nell'orientamento del proprio desiderio erotico. Il nodo fondamentale è nel cuore della persona e nell'insostenibile opposizione fra ciò che una persona sente di essere e ciò che il corpo, con il suo linguaggio, dice e comunica. Si tratta di una situazione tragica che porta la persona a chiedere che siano cancellati dal corpo i segni del sesso che sente estraneo e si ricostruiscano – attraverso la chirurgia e gli ormoni – le fattezze del sesso che sente proprio.

Dal punto di vista della frequenza si avrebbe un caso di transessualismo ogni 30.000 maschi adulti e uno ogni 100.000 femmine adulte. Quale causa o quale complesso di cause stia alla base del transessualismo non è noto.

Dal punto di vista della morale cattolica, la questione degli interventi di correzione dell'aspetto dei genitali
(il cosiddetto fenotipo) e del corpo è molto dibattuta, anche perché non tutte le voci della medicina sono concordi e i risultati degli interventi non sono sempre quelli attesi. Alcuni moralisti cattolici sono contrari all'intervento. Altri ritengono che, quando sia fallito ogni tentativo psicoterapeutico o farmacologico e la persona viva una situazione di angoscia insostenibile e tale da metterne in pericolo la vita, allora l'intervento di modifica dell'aspetto corporeo potrebbe essere accettato, sempre che esso riesca davvero a ridare pace ed equilibrio al soggetto.

*docente di morale della vita fisica alla Facoltà Teologica dell'Italia centrale e uno dei maggiori esperti a livello nazionale sul tema gender.

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Tags:
ideologia gender
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